L’adozione del Software libero, acquisti centralizzati di un unico programma valido per tutte le realtà, database condivisi sul ‘cloud’ e anche i server sulla nuvola. Sono poche, semplici, ricette tecnologiche che potrebbero servire a ridurre il ‘digital divide’ della pubblica amministrazione e a risparmiare in tempi di spending review. E che potrebbero magari trovare spazio nell’Agenda Digitale del nostro Paese, dove qualcosa si sta muovendo. Agli ultimi esami di maturità, solo per fare un esempio recente, le tracce dei temi sono state inviate per via telematica con un risparmio di 240 mila euro, certificato dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo. “L’adozione del Software libero da parte della pubblica amministrazione e il riuso, porterebbero grandi vantaggi e risparmi anche se non immediati. Ma se non si inizia non succede mai”, spiega all’ANSA Flavia Marzano, docente di tecnologia per l’amministrazione digitale all’Università La Sapienza di Roma e presidente degli Stati Generali dell’Innovazione.

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