Una Carta d’Intenti per l’Innovazione dell’Italia

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Come Associazione Stati Generali dell’Innovazione abbiamo intrapreso diverse iniziative sia per supportare l’elaborazione di un piano strategico per l’innovazione sia per portare in evidenza e connettere le tante esperienze di valore che si stanno realizzando sul territorio, partendo dal presupposto che è “dall’ambito operativo di chi fa innovazione” che si deve avviare un processo di partecipazione globale di tutti i portatori di interesse (politica, amministrazioni, imprese, università, centri di ricerca, terzo settore, privati cittadini), finalizzato alla costruzione di una prospettiva condivisa per l’Italia sia per un cambio effettivo nella politica dell’innovazione.

I provvedimenti in tema di Agenda Digitale approvati nella legislatura hanno rappresentato degli importanti passi in avanti, ma continua a mancare un piano strategico organico e diversi capitoli fondamentali (come commercio elettronico, alfabetizzazione digitale) sono ancora da affrontare in modo significativo. Molto è ancora da fare.

Abbiamo pensato così di promuovere una Carta d’Intenti per l’Innovazione dell’Italia, come l’indicazione delle priorità programmatiche per le politiche dell’innovazione sulle quali si chiede l’impegno di chi si candida al Governo del Paese.

Chiediamo a tutti (cittadini, organizzazioni) di collaborare a migliorare sul wiki la Carta d’Intenti che abbiamo predisposto, in vista del Convegno che si svolgerà a Roma il 4 febbraio (segnate in agenda questa data) e durante il quale chiederemo ai candidati delle diverse forze politiche di firmare la Carta e impegnarsi a realizzarla.


  • Penso che una reale Innovazione possa essere indirizzata e raggiunta se si incide su comportamenti, abitudini, tradizioni pubbliche e consuetudini che il tempo ed il cattivo uso hanno corroso e reso controproducenti.
    Dal punto di vista pratico non so come le due idee che seguono possano entrare a far parte della Carta che, come tutti i documenti di programma, indica più tendenze e cerca di iniziare cicli virtuosi generali.
    Io le propongo in questo commento, così come ho provato a lanciarle altre volte….gutta cavat lapidem dicevano i latini e “la goccia cinese” è la traduzione operativa.

    Queste sono le proposte.

    LEGGI TRASPARENTI : Tutte le leggi nuove o di variazione di precedenti devono essere AUTOCONSISTENTI.
    Devono cominciare con un articolo che dichiari quali leggi precedenti sono abrogate.
    Devono contenere solo regole complete senza riferimenti a leggi precedenti.
    Per capire una nuova legge non deve essere necessario risalire ai 10 comandamenti e poi scendere per variazioni ed aggiunte successive in una giungla di rimandi.
    La “nuova” legge dichiari chiiaramente cosa NON si deve fare…tutto il resto è ammesso.
    Infine, se possible, una legge deve essere sempre Completa, cioè non devono essere necessari Regolamenti di Attuazione, Lettere di chiarimento, interpretazioni ed ammenicoli vari.

    GARE TRASPARENTI – OPEN GARE. . Oggi prima di una gara alcuni esperti costruiscono un capitolato perfetto con tanto di metrica di costi e qualità.
    Poi si fa la gara e, dopo un anno, si vince anche con ribassi anche del 30%.
    Dopo un altro anno, a causa di ricorsi e cavilli, cominciano i lavori.
    I primi pagamenti alle aziende arrivano dopo altri 6-12 mesi.
    Dal Capitolato all’esecuzione, a causa della normale inflazione, i costo sono aumentati de almeno un altro 5-6%.
    Risultato chiaro ed ovvio: impossibilità di rispettare le previsioni.
    Proposta: Capitolati blindati, gare “al minimo rialzo sul capitolato”, costo di realizzazione BLINDATO, pagamenti schedulati e sicuri, previsto un aumento solo sulla base dei ritardi tra Capitolato ed inizio lavori e calcolato solo solo sulla base dell’inflazione legale.
    Se la gara va deserta, cancellazione dall’albo degli esperti che hanno scritto il capitolato dall’Albo ESPERTI.
    Cancellazione perenne e personale di tutte le Ditte, con i loro amministratori, parenti e collaterali, che dopo aver vinto la gara, non rispettano il contratto.
    Reato penale per tutti gli Amministratori Pubblici chiamati a controllare l’andamento lavori e che non segnalano, difformità, inadempienze e simili anche non legate a “corrispettivi economici” (leggi mazzette)

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