C’è voglia di assemblee online

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Stati Generali delll'Innovazione

La scelta di provare a gestire le nostre assemblee di quest’anno online è stata una esperienza interessante, dalla quale abbiamo imparato molto. In genere, si dice così di esperimenti falliti, ma fortunatamente non è stato il nostro caso. L’aspetto più stimolante e, in una certa misura, sorprendente, è il livello di interesse che ha destato. Da più parti siamo stati contattati per saperne di più e in qualche caso abbiamo ricevuto la richiesta di produrre una cassetta degli attrezzi per aiutare le piccole associazioni a gestire la propria assemblea online. È chiaro che in giro c’è chi ha fatto e fa molto meglio di noi (tipo il Partito Pirata) e chi ha studiato gli aspetti legali molto più a fondo di noi. Il punto, però, è un altro: mettere in piedi una soluzione semplice e ragionevole che sia attuabile anche da associazioni che non sono necessariamente composte da persone con una forte cultura digitale, ma che potrebbero certo beneficiare delle semplificazioni logistiche che una assemblea online può portare. È una sfida intrigante che cercheremo di raccogliere.

Intanto, ricevo e pubblico volentieri con il suo consenso una mail di Marco Miglianti, che ci racconta una esperienza che potrebbe tornare utile ad altri.

Innovare la politica? Sì, è possibile.

Tutto iniziò il 16 febbraio scorso quando ricevetti una telefonata da Giovanni Gaspare Righi che mi parlò della sua preoccupazione per le primarie di Coalizione Civica che si sarebbero svolte il 28 febbraio a Bologna, solo 12 giorni dopo.

La preoccupazione nasceva dal fatto che la consultazione prevedeva otto seggi dislocati nella città e nei due paesi limitrofi Casalecchio e San Lazzaro di Savena e quindi una persona avrebbe potuto votare più volte in quanto le procedure di voto non sarebbero state come per le elezioni indette dallo stato: non avremmo avuto elenchi elettorali e le persone non avrebbero avuto un seggio assegnato ma sarebbero potute recarsi al seggio che avrebbero ritenuto più comodo. Mi parlò quindi dell’idea di fare un software web per la registrazione dei votanti. Gli dissi “se vieni a casa mia proviamo a farlo” e lui mi rispose “avrei una riunione ma la disdico, mangio un panino per strada e arrivo”.

Ci trovammo alle 22 ed iniziammo a fare un’analisi verbale. Decidemmo di memorizzare nome, cognome, data e città di nascita dell’elettore per poi calcolarne il codice fiscale, che ci avrebbe dato l’univocità del voto. Parlammo anche dell’omocodia (circa 30.000 casi in Italia) e di altri problemi legati al codice fiscale (a Bologna abbiamo il caso Borgo Panigale che ci sarebbe potuto capitare) ma decidemmo di non tenerne conto in quanto la possibilità di trovarci di fronte a un caso simile era trascurabile e nel caso l’avremmo gestita manualmente. Tra l’analisi, la configurazione del database e le prove di PHP e HTML5 si fecero le tre e la stanchezza non ci sonsentiva di andare avanti, così inviai a Gaspare via mail tutto quello che avevamo fatto e andammo a riposare, rimanendo d’accordo che lui ci avrebbe lavorato nei giorni successivi. E così fece ma dopo tre giorni d’intenso lavoro ci rendemmo conto che in due – e non a tempo pieno – avremmo rischiato di non riuscire nell’impresa. Così Gaspare contattò un’azienda informatica di suoi conoscenti, gli trasmise l’analisi che avevamo fatto assieme, e si fece fare un preventivo che mi fece leggere. Gli confessai alcune mie perplessità dicendogli però che potevano essere dovute al fatto che io di persona non li conoscevo. Ma il tempo passava, l’azienda aveva chiesto di avere la conferma entro domenica 21 per poter iniziare il lunedì e consegnarci il tutto mercoledì. Trovammo quindi un accordo: avremmo accettato il preventivo e come piano B io sarei andato avanti a finire quello che avevamo iniziato noi.

Visto il poco tempo, nei giorni successivi io mi concentrai sull’input dei dati e relativa memorizzazione trascurando l’aspetto visivo di cui mi sarei occupato solo in caso di problematiche con l’azienda ma non servì: puntualmente, mercoledì 24 ci presentarono il loro prodotto che era ben fatto. Lo provammo, segnalammo qualche piccola miglioria funzionale che prontamente fecero. A quel punto Gaspare convocò una riunione per il sabato 27 dove inserimmo nel database tutti i volontari presenti e gli spiegammo l’uso del programma.

Arrivammo al grande giorno: domenica 28 febbraio alle 9 in punto iniziarono le procedure di voto. In ogni seggio erano sempre presenti 2 persone che facevano compilare un modulo agli elettori e poi inserivano i dati tramite i loro notebook o tablet o smartphone. Eravamo in tre pronti a fornire assistenza a chi ne avesse avuto bisogno ma, oltre che registrare qualcuno che non era potuto venire alle spiegazioni del sabato, il nostro lavoro fu solo di modificare qualche nome e cognome che era stato invertito e fornire il numero dei votanti ai volontari che erano naturalmente curiosi dell’andamento del voto. Alle 20 chiudemmo le votazioni, avevano partecipato 1.589 votanti e ci fu un solo errore di programma, e non bloccante.

E’ stata una bellissima esperienza, il programma è di facile utilizzo (è stato utilizzato da circa 40 persone che lo avevano conosciuto solo poche ore prima), ci ha consentito di controllare che le persone non votassero più di una volta e di fornire alla stampa in tempo reale i dati di affluenza. Inoltre nei giorni successivi Gaspare ha estrapolato i dati dal database ed ha fatto una rappresentazione grafica dei votanti e dell’affluenza, che potete trovare qui:

www.coalizionecivica.it/risultati-consultazioni-civiche/

Il programma è scaricabile da Bitbucket a questo indirizzo bitbucket.org/webappls-database/recoci

ed è liberamente utilizzabile da chiunque, avendo solo cura di citare chi lo ha realizzato.

Abbiamo pensato che altri potrebbero avere la nostra stessa problematica e quindi ci è sembrato giusto condividere il programma, il nostro lavoro e la nostra esperienza e siamo a disposizione di chiunque volesse avere maggiori informazioni.

  • Caldeggio vivamente la realizzazione di una ‘cassetta degli attrezzi’ da parte di SGI. Sarebbe un contributo di grande rilevanza per tutto l’associazionismo.