L’emendamento intercettazioni sulla rete lede i diritti dei cittadini: il Governo rimedi subito, non basta lo stralcio

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Stati Generali delll'Innovazione

COMUNICATO STAMPA

L’Associazione Stati Generali dell’Innovazione chiede che il Governo e il Parlamento intervengano rapidamente e in modo definitivo sull’emendamento governativo che, forse per un errore tecnico, modifica l’articolo 266-bis, comma 1, del codice di procedura penale consentendo l’intercettazione sulla rete e l’accesso ai contenuti privati degli utenti per tutti  i reati ‘commessi mediante l’impiego di tecnologie informatiche o telematiche” e non solo quelli di matrice terroristica.

Un emendamento che rende l’Italia il Paese più arretrato in Europa sulla libertà in rete e che va in netto contrasto con l’iniziativa della Presidente Boldrini sui “diritti di Internet”.

Chiediamo che il Governo rimedi prontamente, andando oltre lo stralcio oggi deciso, riconducendo l’intervento al solo ambito terroristico, sulla base degli emendamenti presentati dal deputato Quintarelli, e chiediamo a tutti i deputati e in particolare a quelli che partecipano dell’Integruppo per l’Innovazione Tecnologica, che già si sono attivati per evidenziare al Governo i danni dell’emendamento,  di intervenire per ripristinare lo stato di diritto.