In ricordo di Antonella Giulia Pizzaleo

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Antonella Giulia Pizzaleo

Ho conosciuto Antonella a metà anni 2000, quando era una ascoltata Consigliera del Sottosegretario al Ministero della PA e Innovazione, Beatrice Magnolfi. Ho avuto modo di conoscerla meglio una decina di anni fa, quando lavorava da esperta di Internet Governance nell’ambito delle attività del Centro NEXA del Politecnico di Torino, con il quale interagivo come Direttore Generale Studi di AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), e organizzava nel 2008 il primo Internet Governance Forum Italia a Cagliari.

Come per tutti quelli che l’hanno conosciuta, colpivano immediatamente i suoi occhi vispi ed il suo sorriso buono e rassicurante, che conquistavano i suoi interlocutori, anche quando raccontava con sereno distacco delle sue disavventure non sempre positive, talvolta rasentando vere e proprie discriminazioni in quanto donna, bella e – intollerabile se unita alle precedenti caratteristiche… – intelligente.

Ci siamo sentiti e visti moltissime volte nel suo peregrinare tra incarichi più o meno rappresentativi e consoni alla sua grande esperienza e professionalità, e mi raccontava della sua (non facile) adolescenza, con la perdita del padre e il trasferimento a Roma dall’amata Manduria, di sue spiacevoli esperienze mediche nelle quali ho cercato di aiutarla, della sua voglia di impegnarsi per un mondo più umano e protetto dagli eccessi della tecnologia (che pure amava e studiava), della passione per la ricerca universitaria, che pur amando molto aveva dovuto abbandonare per il rifiuto di logiche ‘baronali’ al limite del mobbing, relativamente alle quali mi rimproverava benevolmente (e contemporaneamente mi ammirava) per aver analogamente lasciato l’incarico di Professore Associato all’Università di Tor Vergata dopo aver vinto il relativo concorso.

Mi parlava poi della sua passione per il canto (lirico), la danza, la recitazione, … e anche del suo desiderio di lavorare in AGCOM, cui aveva – ancora una volta – deciso di rinunciare per vicissitudini varie e lungaggini burocratiche, che aveva sempre cercato di combattere nei suoi sforzi di Innovazione nella PA.

Il tutto senza mai lasciarsi prendere da sentimenti di legittimo risentimento, mai arrogante o supponente, ma conservando la sua tranquilla determinazione e il suo sguardo (talvolta un pò triste e malinconico, ma sempre) rassicurante e pronto a trasmettere serenità e fiducia nel futuro.

Finalmente, raggiungendo il traguardo di Responsabile dell’Agenda Digitale della Regione Lazio, iniziava il suo percorso verso un riconoscimento delle sue grandi capacità e professionalità, felice a maggior ragione per la presenza dell’amatissima mamma che nel frattempo l’aveva raggiunta a Roma.

Membro di varie Associazioni e co-fondatrice di Stati Generali dell’Innovazione, da qualche anno non rinnovava la propria iscrizione, si riprometteva di farlo e negli ultimi tempi la pressavo al riguardo. Mi rispondeva che doveva prima risolvere alcuni «problemi medici che la affliggevano» – sic.

Non sentendola più dalla scorsa estate (ho poi saputo che la subdola malattia l’aveva colpita un anno fa circa), la cercavo di nuovo in autunno, e dopo brevi messaggi interlocutori, un paio di mesi fa mi rispondeva che «purtroppo in questo periodo ho problemi seri di salute, non sto nemmeno andando al lavoro». Preoccupato, la cercavo più volte al telefono, e finalmente – con un certo imbarazzato pudore – mi accennava alla sua ultima grave vicenda di salute, pregandomi di non divulgarla (mi ritengo ora sciolto dalla promessa fattale), e della sua determinazione a lottare per la propria vita. Mi offrivo a più riprese di andare a trovarla e parlarne per esorcizzare la paura, e ci ripromettevamo di farlo durante o dopo le Feste, che sperava – cosa almeno questa fortunatamente accaduta – di poter passare a casa.

Ci siamo scambiati vari messaggi per Natale e Capodanno, rimandando a dopo l’Epifania il nostro incontro. Ho pensato di mandarle un messaggio il 6 gennaio sera, ma essendo tardi – la sua chat WApp indicava le 22:56 come ultimo accesso – mi ripromettevo di farlo il giorno seguente 7 gennaio. Purtroppo non ho fatto in tempo – questo è il mio grande cruccio -, l’ultimo accesso è rimasto il 6 gennaio @ 22:56…

Siamo rimasti tutti sconvolti, scambiandoci nelle varie mailing list e chat una infinità di messaggi, tutti concordi nel sottolineare «i suoi occhi vispi ed il suo sorriso» conquistatore, una «eccezionale donna dalle rare qualità umane e professionali», una «persona seria, professionale e “perbene”, doti non comuni di questi tempi», «il suo impegno e la sua intelligenza nel digitale e nel modernizzare la Pubblica Amministrazione», «la sua capacità di entrare in relazione con calore e umiltà e di pensare in maniera sistemica ed efficace, doti abbastanza rare nei contesti di lavoro attuali», ecc.

Questa consapevolezza non restituirà Antonella all’affetto dei suoi cari e di tutti noi, ma almeno speriamo contribuisca – per quanto umanamente possibile – a lenire le incommensurabili sofferenze della sua mamma e di quanti provano un vuoto incolmabile per l’improvvisa mancanza di una persona così “bella”, giovane e desiderosa di vita che se ne è andata anzitempo.

Nel presentare alla famiglia le sentite e sincere condoglianze di Stati Generali dell’Innovazione e mie personali, siamo sicuri che Antonella resterà per sempre nei nostri cuori, e stiamo ragionando con Anna Masera, autorevole giornalista sua grande amica ed estimatrice, Flavia Marzano, Marco Calvo ed altre/i per istituire una borsa di studio in ricordo di Antonella.

Concludo con una bella frase della prof.ssa Giovanna De Minico, che mi ha molto colpito: «La apprezzai per equilibrio e senso delle istituzioni nell’ambito della Commissione per i Diritti in Internet (presieduta dal suo mentore Stefano Rodotà, altra grande perdita per tutti noi, che nutriva per lei grande stima e affetto, riaffermati in molte occasioni pubbliche e private, NDS) e ad altri tavoli di lavoro. A queste due qualità aggiungeva un raro senso di pudore nell’esprimere le sue idee, quasi volesse scusarsi per le cose belle che diceva. Una vera ‘Signora’».

Ciao Antonella, è stato un privilegio conoscerti, riposa in pace …

Fulvio Ananasso