Genova – Non è una scoperta: per il capoluogo ligure, il percorso verso la cosiddetta “giustizia digitale”, verso la possibilità di avere atti e sentenze consultabili online, invece che da cercare fra polverosi faldoni, rimane ancora lungo. Questo nonostante che la sperimentazione in questa direzione sia incominciata addirittura nel 2003, come ha ricordato l’altra mattina Claudio Viazzi, presidente del tribunale del capoluogo ligure: «Siamo indietro perché non ci sono soldi, e soprattutto per colpa degli avvocati, che non si adeguano». Un fulmine a ciel sereno, una frase che ha fatto sussultare Mauro Ferrando, consigliere dell’ordine degli Avvocati di Genova: «Contesto decisamente quanto detto dal presidente Viazzi. Il problema sono proprio i soldi, perché gli avvocati sono pronti a contribuire a questa evoluzione. Forse qualcuno di noi, scoraggiato dai tanti “intoppi” degli anni scorsi, ha deciso di lasciare perdere, ma la volontà c’è. Sì, è soprattutto un problema di risorse, non di mentalità».

Continua a leggere su: Il Secolo XIX

Guarda anche le interviste video ai presenti agli open talk: Smart City, i pareri dei genovesi – Il Secolo XIX

Informazioni sull'autore

Lascia un commento