Position Paper

Durante l’evento di Genova sono stati trattati quattro temi principali nei rispettivi Open Talk.

Frutto di un lavoro collettivo tra Stati Generali dell’Innovazione ed altri collaboratori, sono stati definiti quattro Position Paper, uno per ogni tematica. Per prenderne visione, ecco i link:

1 commento su “Position Paper”

  1. Sergio Farruggia

    Collaborando alla stesura del position paper su “Open Data e gestione delle emergenze del territorio”, mi sono appuntato argomenti, notizie che questo lavoro mi riportava alla memoria. Alcune mi sono sembrate pertinenti anche al tema generale “Innovazione” e alle finalità che gli Stati Generali dell’Innovazione intendono perseguire. Eccone una.

    I cittadini “come sensori” convogliano enormi quantità di dati verso le centrali di controllo e comando, che si sommano a dataset altrettanto –se non più- giganteschi. In questo contesto, con scenari mutevoli temporalmente che riguardano problematiche complesse, l’uso di metafore visuali può rappresentare un approccio efficace per supportare sia gli operatori in centrale, sia il personale dislocato sul territorio, nell’identificare fatti e pattern. In questi casi infatti la cartografia convenzionale non riesce a rappresentare le dinamiche che sottostanno i fenomeni di interesse, poiché esse sono nascoste dagli oggetti e dagli eventi presenti.
    Una soluzione a questi problemi, interessante e avvincente si basa sul concetto di corema, (qui un esempio: http://www.slideshare.net/sfarruggia/slide-esempio-corema) introdotto dal geografo Brunet, che schematizza gli elementi fondamentali di uno scenario e nasconde dettagli non essenziali alla sua comprensione.
    Interessante, perché già ad uno stadio di maturazione e sperimentazione avanzata, grazie a un progetto internazionale lanciato tra centri di ricerca, che vede l’Italia partecipe, con il coinvolgimento di giovani ricercatori del Dipartimento di Matematica e informatica di Salerno.
    Avvincente, in quanto esplora nuove soluzioni cartografiche in grado di rappresentare le dinamiche, i movimenti ed i cambiamenti che sottostanno possibili problematiche.
    Questa nuova notazione ha la capacità di riassumere visualmente il contenuto di un database spaziale, acquisendo sia informazioni sintattiche (cosa, dove e quando), sia aspetti semantici (perché e what if) utili a supportare l’attività umana nel modellare, interpretare e analizzare la realtà d’interesse. La validità di questa ricerca è stata dimostrata attraverso la realizzazione di un sistema in grado di automatizzare la costruzione di mappe di coremi partendo da dataset disponibili. Infine, adottando il mantra di Shneiderman (ossia: inquadra, ingrandisci e filtra, richiedi dettagli), il ruolo dei coremi è stato ulteriormente accresciuto. Difatti, è stato dimostrato come essi possano essere inglobati in un nuovo entry-system per database geografici ed essere utilizzati efficacemente per supportare attività di analisi.

I commenti sono chiusi.