Position Paper

Il convegno di Bologna “Diritti digitali e dati aperti: le basi per Città e Comunità smart” (ecco il programma completo) nella sua sessione pomeridiana sarà articolato, come è ormai format consolidato degli Stati Generali dell’Innovazione, in tre Open Talk, momenti di discussione collettiva ed aperta. Per ogni argomento trattato è stato definito un Position Paper, scritto anch’esso in maniera collettiva, da utilizzare come spunto iniziale per la discussione: è possibile prenderne visione in anteprima cliccando sul link a fianco ad ogni tema.

Gli argomenti trattati saranno:

  • Infrastrutture di Dati Territorali innovative per Smart Communities e Smart Cities efficienti – vai al Position Paper
  • Open data: Comunità in grado di  collaborare e fruire l’informazione geografica – vai al Position Paper
  • Nuovi format di comunicazione pubblica interattiva: urbanistica partecipativa, l’innovazione territoriale e sociale – vai al Position Paper

Proposta di argomenti condivisi tra le sessioni parallele

I temi degli Open Talk proposti nell’ambito dell’incontro pubblico di Stati Generali dell’Innovazione “Diritti digitali e dati aperti: le basi per Città e Comunità”, possono essere messi in relazione con i tre punti cardinali dell’Associazione, cioè:

 Questa corrispondenza – effetto dell’applicazione di un modello di costruzione della conoscenza condivisa, in cui sono individuati nucleo comune e aree di approfondimento/specializzazione – incoraggia anche la ricerca di argomenti/temi condivisibili tra le sessioni parallele, affrontabili partendo da ottiche diverse.

Il Position Paper relativo al primo tema propone questioni su più fronti:

  • L’applicazione della direttiva INSPIRE
  • L’adozione delle politiche Open Data
  • Quali applicazioni/strumenti sono necessari per sfruttare al meglio i dati geografici e ottenere un rapido rientro degli investimenti
  • Quale formazione per il personale della PA1
  • Il ruolo dei cittadini e imprese nell’implementazione dei dati legati al territorio
  • Gli aspetti della qualità e sicurezza

Questo elenco, comprendente anche alcuni punti riguardanti argomenti degli altri due Open Talk, suggerisce un possibile punto di vista per esaminarli insieme: fare riferimento alla visione di città come uno “straordinario organismo vivente” e “vedere” l’IDT della città/comunità come un organo di quell’organismo vivente, di ordine inferiore, ma con le stesse peculiarità: come quella, sistema complesso, le cui parti sono in relazione col tutto e che, in quanto organizzazione, mentre produce beni (i geo-dati) e servizi costruisce anche se stessa. Pensando a questo si comprende perché non esista una soluzione unica di IDT, come in effetti si può verificare confrontando le sempre più numerose “best practices” proposte nella documentazione tecnica di settore. Ci stiamo allontanando dalla struttura tradizionale dell’ufficio cartografico dell’ente pubblico. Tale modo di interpretare le IDT potrebbe aiutare per esempio nell’individuazione dei modi per migliorare la consapevolezza sulle IDT da parte dei suoi potenziali stakeholder, come pure nella ricerca delle soluzioni per la sua governance: lo sviluppo dell’IDT seguirà quello della smart city entro cui è inserita.

Tenendo presente quanto sopra e gli obiettivi espressi nei position paper riguardanti gli altri due Open Talk, in particolare l’accento sulla creazione di “catene di valore” delle banche dati geografiche (secondo) e sulle forme attraverso cui si svolge l’innovazione territoriale e come queste possono incidere sullo sviluppo delle IDT (terzo) un argomento condiviso tra le sessioni parallele, può essere individuato ricercando un’unica esigenza concreta e comune all’interno di processi di sviluppo di città o comunità smart.

In altri termini, la proposta consiste nell’invitare tutti i partecipanti alle sessioni parallele – indipendentemente dal tavolo cui hanno aderito – a tenere presente un set d’istanze precise di un’ipotetica realtà smart, e a cercare di dare risposte a tali esigenze – quando opportuno e pertinente – nell’ambito del dibattito sviluppato all’interno del proprio tema.
A questo fine, proponiamo di immaginare di essere coinvolti in un contesto territoriale impegnato nel promuovere e sviluppare una città intelligente2. Supponiamo che i soggetti coinvolti, gli organi stabiliti per la governance di tale processo (si) pongano l’esigenza delineata nel seguito.

Occorre dotarsi di un sistema di monitoraggio efficace, capillare e costante delle dinamiche e della crescita del territorio (anche per poter valutare l’efficacia nel tempo di certi interventi e politiche). Occorre riflettere su tutti gli aspetti che possono essere funzionali alla sua costruzione.

Occorre avere un’idea di come poter articolare, utilizzare, valorizzare la geographic information per renderla uno strumento efficace di monitoraggio e valutazione.

Il “comitato guida” della nostra ipotetica Città/Comunità decide di rivolgersi in rete, lanciare una generazione d’idee sui seguenti punti:

  • creare una piattaforma per elaborare, visualizzare e utilizzare informazioni utili per capire, monitorare il proprio territorio; per eseguire analisi dettagliate ma anche confrontare territori diversi, condurre analisi dettagliate ecc.
  • essere aiutati a capire come far confluire le informazioni esistenti da diverse fonti in questo sistema/architettura unica (interoperabilità, standard, unità geografica di riferimento, apertura di dati al momento “nascosti” e/o alimentazione diretta del sistema da fonti diverse); quali sono le dimensioni che è particolarmente necessario misurare e monitorare? Esistono specificità per ciascuna città? Ci sono dimensioni, misure e indicatori che oggi non sono rilevati ma che sarebbe utile avere? Qual è l’unità di misura territoriale più adatta per un sistema di monitoraggio efficace del territorio (un’unità di misura geografica che sia sufficientemente piccola da consentire un’analisi abbastanza “granulare” ma che sia anche realistica in termini di realizzazione, di raccolta dati)?
  • alcuni membri del “comitato guida” enfatizzano le potenzialità offerte dalla tecnologia per alimentare il sistema “dal basso” tramite sensori ecc.: che tipo di dati possono essere raccolti così, con quale livello di precisione, e con quale investimento necessario, per capire se è fattibile e utile?
  • come rendere lo strumento facile da usare per gli amministratori, affinché sia effettivamente usato come supporto alle decisioni e alla valutazione degli interventi attuati; come incoraggiare gli stessi amministratori a utilizzarlo e integrarlo nei loro processi decisionali?

Non pensiamo ovviamente che al termine dell’esperienza cui parteciperemo tutte le domande ottengano risposte esaurienti e plausibili. Vorremmo soltanto sfruttare l’occasione di questo incontro, per tanti versi nuovo nel contesto degli eventi pubblici dedicati all’Informazione Geografica, per stabilire un fil rouge tra i tre tavoli e, grazie al contributo collettivo, ricavarne qualche spunto e idea da sviluppare successivamente, in rete e in occasione di futuri incontri, che certo non mancheranno.

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[1]Ma anche –come discute Carlo Ratti qui: http://www.gsdi.org/gsdiconf/gsdi13/papers/182.pdf – quali azioni intraprendere per creare una “Spatially Enabled Urban Population”

[2]Per inquadrare un contesto generale può essere utile la lettura dell’”event report” relativo all’Open Talk “Smart Communities for Smart Cities”, svoltosi in occasione dell’incontro “Genova per l’innovazione digitale, an open smart city”, 23 marzo 2012: https://www.statigeneralinnovazione.it/wp-content/uploads/2012/03/Smart-Communities-for-Smart-Cities-Position-Paper.pdf