Il “Modello strategico di evoluzione del Sistema Informativo della Pubblica Amministrazione” definito recentemente da AgID e presentato lo scorso 14 gennaio, in occasione del workshop sull’Agenda Digitale Italiana e le nuove sfide della rete, porge l’occasione -allargando l’orizzonte dagli obiettivi nel breve periodo alle finalità del lungo periodo- di soffermarsi anche su come evolverà la Spatial Data Infrastructure (SDI) nazionale.

Stati Generali dell’Innovazione ha collaborato nel 2014 all’organizzazione del workshop “Dati geografici armonizzati e omogenei a scala nazionale: una chimera?”, in occasione della conferenza ASITA 2014.
L’iniziativa ha permesso di ricavare un’analisi sui bisogni “dell’arcipelago” delle SDI nel nostro Paese, fatta da un panel di “addetti ai lavori” dei settori pubblico, privato, della ricerca e dell’associazionismo. I pareri e i suggerimenti raccolti hanno consentito di individuare strategie applicabili per favorire la creazione di dataset armonizzati a livello nazionale, quintessenza delle SDI. Nel report elaborato sono suggerite alcune azioni e proposte una serie di raccomandazioni, ognuna indirizzata ai soggetti competenti o interessati al tema cui si riferisce.

E’ un documento di poche pagine, snello e, in sintesi, ha due aspetti che vanno sottolineati, con l’obiettivo di invogliare a prenderne visione soprattutto i non addetti ai lavori:

  • fotografa lo stato dell’arte delle SDI nel nostro Paese, attraverso un “autoscatto” ma, avendo ricevuto contributi da tutte le componenti del settore geomatico, crediamo che il risultato raggiunto abbia un buon grado di obiettività,
  • le raccomandazioni contenute sono sì pertinenti al settore specifico, ma orientate maggiormente verso la soluzioni di problematiche non tecnologiche, comuni ad altri ambiti dell’ICT.

I dati territoriali sono un “affare” del Paese: la lettura di questo report è quindi consigliata… ad un pubblico curioso e con l’attitudine ad esprimere e condividere propri contributi.