domenica, Ottobre 24, 2021
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Riprendiamo il cammino, il convegno è stato solo l’inizio, un buon inizio

Dopo il convegno del 25 e del 26 novembre, l’iniziativa degli Stati Generali dell’Innovazione è una realtà con cui chi governa deve confrontarsi e, allo stesso tempo, una grande risorsa per tutte le forze che vogliono produrre un vero cambiamento nelle politiche dell’innovazione del nostro Paese. Ma il convegno è stato solo l’inizio, quali i prossimi passi della nostra roadmap?

I filoni di attività che proponiamo di percorrere, semplificando, sono di cinque tipi:

  1. instaurare un canale di confronto non occasionale con le forze governative e le istituzioni. Un primo passo in questa direzione: abbiamo preparato il “pacchetto contro lo spread digitale” e lo abbiamo inviato ai ministri competenti e ad altri esponenti chiave delle istituzioni, proposte concrete da rendere operative subito e per cui l’associazione si mette a disposizione di governo e istituzioni.
  2. Attivare per i portatori di interesse di rilevanza nazionale un tavolo permanente di confronto e supporto alla mediazione e concertazione sulle strategie e le politiche per lo sviluppo dell’innovazione in Italia. Abbiamo per questo definito la Consulta Permanente degli Stati Generali dell’Innovazione, stiamo raccogliendo le adesioni da parte di chi è esterno all’associazione (istituzioni, forze politiche) e tra breve potremo formalizzarla e attivarla sui temi principali e più urgenti;
  3. Proseguire la “roadmap dell’Italia che innova“, portando il confronto degli Stati Generali dell’Innovazione su tutto il territorio italiano, sia nell’ambito di eventi già definiti sia promuovendo momenti di incontro focalizzati su temi valutati rilevanti per lo specifico territorio e che siano momenti concreti di nuova progettazione. Stiamo predisponendo un calendario di eventi a partire dalle proposte fin qui ricevute (in corso di definizione: Bologna, Perugia, L’Aquila, Genova, Potenza, …) e continuiamo a sollecitare le proposte dei soci.
  4. Proseguire con l’approfondimento dei temi che abbiamo posizionato sui “quattro punti cardinali” della nostra proposta, con l’obiettivo di definire, a partire dalle linee di intervento, azioni operative da poter lanciare e sperimentare negli incontri/eventi della nostra roadmap. Su questo sito trovate adesso anche un wiki per l’approfondimento dei temi. Iscrivetevi ai forum dei gruppi di lavoro e partecipate! Stiamo intanto organizzando un nuovo momento di confronto collettivo dei gruppi di lavoro in occasione della prima Assemblea dei Soci, presumibilmente ad inizio febbraio;
  5. Avviare, per i temi che abbiamo identificato, la raccolta di buone pratiche da condividere e da utilizzare, anche con l’obiettivo di mettere in relazione su iniziative concrete chi l’innovazione la sta facendo e con buoni risultati. Iniziate a mandarci quelle che ritenete significative, a breve struttureremo uno spazio sul sito.

Ma per fare tutto questo (e altro, molto altro) l’associazione ha bisogno che chi partecipa si associ e contribuisca anche finanziariamente alle iniziative che insieme stiamo progettando e avviando. Associarsi è importante. Abbiamo superato le 100 adesioni di organizzazioni di vario tipo (associazioni, piccole imprese, fondazioni) e il convegno del 25 e 26 novembre ha dimostrato la grande ricchezza di esperienze e idee che costituiscono il grande patrimonio di questa iniziativa. Se avremo anche i mezzi adeguati, potremo darle la forza per ottenere quanto ci siamo proposti: il cambio effettivo delle politiche dell’innovazione del nostro Paese.

 

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3 Commenti

  1. Trovo la vostra iniziativa di giusto valore. Sono una docente di Laboratorio d’Informatica gestionale, Insegnante Tecnico Pratico. Penso che l’attività di Laboratorio che certifica la competenza dei diplomi tecnici e professionali sia un canale da potenziare e da strutturare in una scuola pubblica. La sterile conoscenza non ha prodotto un profilo completo dei nostri ragazzi, che si immettono nel mondo del lavoro e del mercato di oggi. Un mondo complicato e difficile e anche perentorio nella ricerca della qualifica e della specializzazione.

  2. Tre buone notizie dal governo Monti: 1) Assegnata al ministro Profumo la delega per l’innovazione tecnologica; 2) Si è trovato 1 miliardo e 300 milioni tra i fondi strutturali Europei, che non si riesce mai ad utilizzare del tutto, da destinare a sei regioni del sud (pilota la Puglia di Vendola) che verrà destinato allo sviluppo della scuola digitale; 3) I tagli alla scuola e all’Università sono finiti, ha dichiarato il ministro.

    Un primo passo nella direzione giusta. Ed è anche giusto partire dalla scuola, come tutti sappiamo.

    Il passo ulteriore deve essere rivolto alle reti di piccole e medie aziende che, da sole, non hanno la possibilità di finanziarsi e di sviluppare progetti di innovazione. Perché non proporre progetti finalizzati a livello di “distretto” concentrando sforzi e capacità progettuali? La crescita non viene da sola, va sostenuta.

    Il terzo passo potrebbe essere la definizione del pacchetto standard di servizi minimi al pubblico, la “valigetta” del cittadino, che TUTTE le amministrazioni locali devono fornire, per quanto piccole e decentrate. E qui la conferenza stato-regioni dovrebbe dettare le linee guida a partire dalla famosa “agenda” digitale.

    Io credo che dovremmo pensare a proposte precise, con interlocutori certi, piani, obiettivi e deadline. Sui principi siamo sempre tutti d’accordo…

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