Premiare via Telegram: una esperienza gratificante.

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Questa mattina ho avuto il piacere e l’onore di annunciare la scuola vincitrice della seconda edizione del concorso “Crowddreaming: i giovani co-creano cultura digitale”, che come Stati Generali dell’Innovazione abbiamo organizzato e sostenuto come uno dei nostri contributi alle attività della Digital Cultural Heritage, Arts & Humanities School. Per chi fosse curioso, tutti i lavori sono visibili o scaricabili da una pagina dedicata sul sito della DiCultHer School.

Fatti i dovuti complimenti a tutte le scuole partecipanti e, in particolare, a insegnanti e ragazzi della Scuola Media Don Benigno Favre dell’Istituzione Scolastica Mont Emilius 2 di Quart, Aosta che hanno vinto il concorso, scrivo questa nota perché sono molto contento del piccolo esperimento che abbiamo fatto nel gestire l’annuncio via Telegram.

Sin dall’inizio è stata fatta la scelta di imporre un filtro, offrendo supporto e gestendo le comunicazioni esclusivamente attraverso Telegram. La motivazione è la volontà di stimolare gli insegnanti a focalizzare la loro attenzione su quelli che sono gli strumenti attraverso i quali si svolgono e sempre più si svolgeranno le attività digitali degli studenti: i dispositivi mobili. Smartphone e tablet non sono un passo ulteriore verso la portabilità dei personal computer da tavolo nati negli ultimi lustri del XX secolo. Sono piuttosto creature nuove del XXI secolo, che sottostanno a paradigmi di ideazione, funzionamento e comunicazione sostanzialmente diversi. E in quanto tali tendono anche a plasmare il pensiero in maniera diversa. Ci è sembrato quindi il caso di forzare una riflessione in questa direzione. 

L’imposizione di Telegram ha avuto aspetti positivi e negativi. Partiamo dai secondi, anzi dal secondo dato che è stato uno solo: ci siamo persi circa metà degli iscritti. Non solo per questo motivo certamente, ma il non voler o saper fare questo piccolo sforzo ha inciso. Ce lo aspettavamo e a monte avevamo fatto una scelta politica: se vivessimo in un mondo con risorse di tempo, denaro e competenze se non infinite almeno sovrabbondanti come si pensava che fosse in passato, allora si potrebbe forse accettare di abbassare il livello di sfida praticamente a zero e cercare di far crescere tutti allo stesso passo. E’ un principio di egalitarismo che ha i suoi pregi, anche se l’altra faccia della medaglia è che finisce per concedere l’agognata atarassia a chi non ha voglia di fare per i più disparati motivi e invece demoralizzare chi vorrebbe fare. Tuttavia, in una situazione drammatica nella quale le risorse finanziarie sono solo una frazione minima di quel che servirebbe e la velocità di cambiamento del contesto sociale e cognitivo è altissima, le risorse vanno concentrate dove hanno maggior impatto. E questo punto di caduta che massimizza l’impatto si trova senza dubbio tra i docenti che hanno ancora entusiasmo, voglia di sperimentare e di raccogliere sfide. 

L’altra faccia della medaglia è stata decisamente positiva e gratificante. I docenti superstiti hanno partecipato con ottimo piglio alla vita della micro-comunità di progetto che si è formata nel canale Telegram “#igiovanicocreano – La Città del Sole”. Anche quelli che hanno dovuto farsi aiutare dai ragazzi per familiarizzare con uno strumento che non era nella loro area di confidenza. Scambi veloci, immediati e puntuali senza le ansie del “arriva/non arriva” ormai proprie della posta elettronica e della sua comunicazione che tende al formale della lettera di lavoro.

Particolarmente efficace il format della “cerimonia” di annuncio dei vincitori. Abbiamo fatto tutto in 40 minuti con ottimo ritmo anche grazie al piccolo trucco di aver preparato i testi principali in anticipo. Il copia&incolla è un toccasana in queste situazioni. L’uso di Telegram ha rimosso le barriere di entrata che strumenti come la videoconferenza spesso impongono. Parecchie scuole hanno potuto partecipare in diretta e altre hanno potuto rivivere l’evento più tardi rileggendo i testi. Sarebbe stato impossibile organizzare lo stesso in presenza. Da quel che è stato il feedback direi che sia gli insegnanti che i ragazzi si sono divertiti: il format del “conto alla rovescia” delle prime posizioni funziona sempre… le foto dei bambini che gli insegnanti hanno postato in tempo reale lo hanno testimoniato oltre ad averci fatto piacere.

In conclusione, un altro piccolo format efficace partorito da SGI e che si può condividere con gli altri. Non sarà una soluzione da premio Nobel, però funziona.