mercoledì, Ottobre 20, 2021
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Nomine AGCOM: notificato ricorso

vogliamotrasparenza_bannerE’ necessario che i Giudici amministrativi accertino se la Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica hanno legittimamente proceduto alla recente nomina dei membri dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e se il procedimento amministrativo da queste ultime seguito sia stato idoneo a garantire alla stessa Autorità adeguata indipendenza dalle influenze dei partiti e di alcuni leader dei mercati sui quali l’Autorità medesima è chiamata a vigilare.

E’ nelle segreterie dei partiti o nelle aule parlamentari che devono designarsi i membri di
un’Autorità indipendente?

E’ questo il senso del ricorso notificato nelle scorse alla Camera dei Deputati, al Senato,
alla Presidenza della Repubblica ed ai membri dell’AGCOM nominati nei mesi scorsi a conclusione della campagna “Vogliamo Trasparenza” con la quale Open Media Coalition e
numerose associazioni rappresentanti della società civile italiana hanno, a lungo, chiesto
alle Istituzioni cui la legge affida il compito di nominare i membri di una delle Autorità
indipendenti più importanti del nostro Paese di procedere a tale delicato compito sulla
base di un meccanismo trasparente e meritocratico, al riparo da influenze partitiche.
Sfortunatamente, come è noto, non è andata così giacché il Parlamento ha permesso che i
membri oggi nominati fossero designati sulla base del tradizionale meccanismo di
spartizione partitica nelle segreterie dei partiti e si è limitato a ratificare l’operato di queste
ultime.

A formare oggetto di contestazione non è la competenza o esperienza dei singoli membri
nominati ma l’idoneità del procedimento adottato dalla Camera dei Deputati e dal Senato
della Repubblica per garantire al Paese la migliore Autorità Garante possibile e,
soprattutto, la più indipendente.
L’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni svolge in un Paese come l’Italia,
cronicamente ammalato di assenza di pluralismo, scarsa libertà di informazione e
gravissimo ritardo nella diffusione di Internet un ruolo fondamentale ed insostituibile per
lo sviluppo democratico, sociale, culturale ed economico.
Il solo sospetto che essa sia meno indipendente di quanto previsto dalla legge è
democraticamente insostenibile e potrebbe produrre conseguenze gravissime sul piano
giuridico giacché qualora il procedimento di nomina dei membri risultasse viziato ed
illegittimo, tutti gli atti adottati dall’Autorità rischierebbero di essere travolti.
E’, probabilmente, la prima volta, in Italia, che la società civile chiede ai giudici di
verificare se le Istituzioni cui la legge affida la nomina dei membri di un’Autorità
indipendente abbiano fatto davvero l’interesse del Paese e, quindi, il loro dovere o si siano,
invece, lasciate guidare da interessi diversi capaci di minare alla radice l’indipendenza
dell’Autorità.

Il ricorso è stato firmato da Open Media Coalition, Agorà Digitale, AnsoAssociazione Nazionale Stampa online, Associazione Articolo 21, FEMIFederazione dei media digitali indipendenti, Società Pannunzio per la libertà di informazione e dal Sen. Belisario quale parlamentare della Repubblica, leso nell’esercizio dei propri diritti di elettore.

Infoline: info@openmediacoalition.it – Skype openmediacoalition – www.vogliamotrasparenza.it

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2 Commenti

  1. Non riesco a capire se questa iniziativa è una vera azione etico-politica o è l’idea di un gruppo di “buontemponi” in vena di scherzi. Tutte vere le considerazioni sull’importanza della carica e sulla sua indipendenza. Tutta da ridere l’idea, o meglio da piangere, che un Giudice,, pagato da tutti noi, indaghi sulla decisione presa dal Governo e dal Parlamento nell’ambito delle loro attribuzioni.
    Realisticamente cosa può trovare il Giudice? Che c’è stato un accordo politico per la nomina, ma questo è legale; che è stato applicato il cosiddetto Manuale Cencielli, ma questo accade tutti i giorni.
    Allora era meglio far partire una “operazione” di empeachment totale verso Governo e Parlamento, ma non serve visto che tra pochi mesi ci sono le elezioni e, volendo, si può cambiare tutto e tutti.
    Domani lancerò un progetto di ricorso al Giudice avverso a TUTTE le decisioni del Governo e del Parlamento in quanto TUTTI i Partecipanti di quegli organi, anche i cosiddetti TECNICI, prendono decisioni ed emettono leggi che, per la scena, sono discusse pubblicamente, ma nella realtà sono decise nelle segrete stanze di partiti ed organi di potere accessori.
    Queste sono le regole del gioco normali e chi non è d’accordo ha lo strumento democratico delle elezioni per avere la delega dal popolo sovrano a decidere per lui.

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