Gli Stati Generali dell’Innovazione sono una associazione basata su volontariato; vive grazie a chi ci presta un po’ del suo tempo libero (a proposito: dai anche tu una mano!). Ci fa perciò doppiamente piacere quando il nostro lavoro è utile a qualcuno, come nel caso della dott.ssa Dunia Pepe, che gentilmente ci scrive per segnalarcelo:

Gentilissima Professoressa Flavia Marzano [Presidente di SGI, N.d.R.],

il mio nome è Dunia Pepe. Sono Ricercatrice in Isfol – Istituto Studi per la Formazione Professionale dei Lavoratori – e Docente presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre.

Sono iscritta agli Stati Generali dell’Innovazione ed ho preso parte, con grande interesse, a molte iniziative dell’Associazione.

Le mie attività di studio e ricerca hanno riguardato negli anni l’approfondimento dei modelli di lifelong learning e di life wide learning nel quadro delle politiche europee per l’affermazione della knowledge society, lo sviluppo del diritto di cittadinanza sostanziale e la crescita dell’occupazione.

Un altro mio percorso di ricerca ha riguardato l’impatto delle nuove tecnologie sulle dinamiche di sviluppo dei modelli di apprendimento, di formazione e del lavoro. Questo percorso di indagine è scaturito nella pubblicazione di un volume, a cura di Valentina Castello e Dunia Pepe, Apprendimento e nuove tecnologie: modelli e strumenti, vincitore del premio istituito da AIF in memoria di Franco Angeli come miglior libro per la formazione e lo sviluppo della persona nel 2010.

Alla realizzazione di questo libro hanno preso parte tra gli altri Aureliana Alberici, Roberto Maragliano, Carlo Giovannella, Giuseppe Varchetta, Simona Marchi, Marco Guspini.

Attualmente sto lavorando su un progetto relativo ai rapporti esistenti tra “Innovazione e dinamiche di transizione dalla formazione al lavoro”. L’ ipotesi fondamentale della mia ricerca postula che, nello stato attuale di crisi e di grande mutamento sociale, la possibilità di facilitare i meccanismi di transizione dalla formazione al lavoro è legata a pratiche innovative capaci di mettere insieme simultaneamente diverse variabili: formazione e orientamento, lavoro e imprese, individui e territorio, attenzione alla persona e digitalizzazione dei processi.

Mi permetto di scriverle per inviarle un mio Paper approvato dalla Conferenza AICA 2013 che si terrà a Salerno in settembre. La ragione per cui le invio questo lavoro dal titolo “Smart city: innovazione e occupabilità”, da me scritto insieme ad una giovane collega, è legata al fatto che molte delle idee in esso presentate sono ispirate alle sue idee ed agli obiettivi delineati proprio dagli Stati Generali dell’Innovazione.

Desidero dunque ringraziare lei e l’Associazione per la ricchezza e la rilevanza degli spunti suggeriti a ricercatori e studiosi che, come me, tentano di tradurre quegli spunti in modelli interpretativi e in possibili strumenti di intervento all’interno della difficile realtà che stiamo vivendo.

Grazie ancora e cari saluti

Dunia Pepe


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