L’Associazione SGI ha partecipato il 23 febbraio, insieme ad altre importanti realtà dell’innovazione, ad un’audizione convocata dalla Commissione della Camera per i diritti di Internet, con lo scopo di recepire osservazioni e integrazioni sulla bozza della dichiarazione dei diritti di Internet.

Nel corso dell’audizione, presieduta dalla Presidente della Camera Laura Boldrini, abbiamo sottolineato l’apprezzamento e la  condivisione dello spirito della bozza e abbiamo presentato alcuni nostri suggerimenti, che qui riassumiamo brevemente:

  1. Nell’articolo 1 si legge “Tali diritti devono essere interpretati in modo da assicurarne l’effettività nella dimensione della Rete”. È a nostro avviso essenziale comprendere e diffondere la necessità di consapevolezza di questa “interpretazione”. Pertanto, abbiamo proposto che, a supporto dell’attuazione di questo articolo e nel contesto della mozione che la Commissione presenterà al Parlamento italiano,
  • Si richieda un impegno esplicito del governo per lo sviluppo della cultura digitale e per il riconoscimento di questi diritti (nella riforma della PA attualmente in discussione, ad esempio, non sono affermati in modo esplicito i principi di partecipazione e collaborazione che sono alla base di diversi articoli della dichiarazione);
  • Si istituisca un sistema di Monitoraggio sull’esercizio effettivo dei diritti fondamentali nella Rete:
    • generati da Internet e dettagliati nella dichiarazione
    • preesistenti e però esercitabili oggi essenzialmente online.
  1. la dichiarazione esprime i diritti in termini sempre individuali e non collettivi. Invece, uno dei tratti che contraddistingue Internet è proprio il suo valore come strumento di partecipazione, collaborazione, crescita e interazione collettiva e anche il carattere fondamentale di spazi pubblici Questo valore non è dato dalla somma dei diritti individuali, ma ha valenza di diritto in sé, che si propone di integrare nel primo articolo “Riconoscimento e Garanzia dei diritti”;
  2. per quanto attiene il diritto all’accesso crediamo sia importante sottolineare gli ostacoli anche di ordine culturale all’accesso. La riformulazione che proponiamo è quindi: “Rimuovano ogni ostacolo di ordine economico, economico e culturale
  3. Riteniamo che sia importante sottolineare la correlazione del diritto all’accesso con l’adozione di standard aperti e open source da parte della Pubblica Amminsitrazione. Proponiamo che al governo italiano si richieda, in sede di mozione parlamentare, un impegno specifico sulla libertà di scelta dei sistemi operativi, software e applicazioni, rinforzando l’Art. 68 “Analisi comparativa delle soluzioni” e l’Art. 69 “Sviluppo, acquisizione e riuso di sistemi informatici nelle pubbliche amministrazioni” del Codice dell’Amministrazione Digitale.
  4. Il tema del divario di genere è uno dei più rilevanti per l’attuazione del diritto all’accesso. Si segnalano in proposito i seguenti rapporti: Digital Opportunity Index http://www.itu.int/ITU-D/ict/doi/, The Global Gender Gap Report 2014, dove l’Italia è al 69mo posto, ma sull’area “Professional and technical workers” è all’85mo posto, penultima in Europa (Malta ultima ma non statisticamente rilevante). Abbiamo suggerito pertanto di riformulare il periodo nel seguente modo “…ogni forma di divario digitale – culturale, infrastrutturale, economico e di genere – …”
  5. Il diritto all’educazione dovrebbe essere espresso in una forma più decisa, non associandolo solo allo sfruttamento delle opportunità di Internet, ma anche alla necessità di essere inclusi nella società di oggi. L’uso consapevole di Internet è uno dei principali diritti, senza il quale Internet è relegato a tecnologia e infrastruttura. Abbiamo proposto che questo diritto diventi l’articolo n.2 e che sia riformulato in modo anche da esplicitare la relazione con l’esercizio pieno della cittadinanza (digitale).
  6. il diritto all’informazione è un tema chiave e meriterebbe un punto specifico, perché include sia il tema dell’accesso ai dati e alle informazioni di interesse collettivo (e quindi del FOIA http://www.foia4italy.it/unfoia-per-litalia/e – dell’Open Data by default, che sono da citare), sia il tema dei contenuti pubblici, sia il tema della “negoziazione dell’algoritmo”, oggi sostanzialmente in mano agli operatori privati. Abbiamo proposto di inserire questo nuovo diritto o, in subordine, di riformulare l’articolo 14 Criteri per il governo della rete.

Chi vuole integrare la bozza della dichiarazione dei diritti di Internet può farlo fino al 31 marzo partecipando alla consultazione pubblica su http://camera.civi.ci/