La Rivoluzione Geospaziale in poche slide

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Giovedì 15 novembre abbiamo avuto l’opportunità di partecipare a ORIENTAMENTI 2018, il Salone della Scuola, della Formazione, dell’Orientamento e del Lavoro, che si svolge a Genova ogni anno, dal 1996. Per inciso: come riportato dagli organizzatori, quest’anno l’iniziativa ha totalizzato  91.000 visite.

È stata l’occasione per fare un breve intervento in tema di Rivoluzione Geospaziale, nell’ambito dell’incontro  “Come il digitale trasforma le nostre vite ed il nostro lavoro”, a cura di diGenova – Urban Digital Transformation.

diGenova è un piano promosso dal Comune di Genova che coinvolge volontari provenienti dalle imprese e dalla società civile. L’iniziativa intende ampliare l’offerta educativa e formativa con un approccio stimolante, per catturare l’attenzione dei ragazzi e creare un sistema efficace per fare di Genova una città digitale non solo come offerta tecnologica, ma come cultura, filosofia di vita, di lavoro e di rilancio del territorio.

La sezione “piemontese” –ma ormai possiamo dire “Nord-Ovest”- della nostra associazione sta seguendo lo sviluppo di diGenova sin dalle prime fasi (giugno 2018). Ci proponiamo di curare tematiche riguardanti l’informazione geografica, sfruttando l’esperienza che stiamo acquisendo anche grazie alla collaborazione con gli Istituti “G. Penna” di Asti e “Vittorio Emanuele II – Ruffini” di Genova, nostri soci.

L’impostazione che intendiamo proporre anche nell’ambito diGenova può essere riferita alla vision che abbiamo illustrato nel primo articolo della rubrica mensile sulla Rivoluzione Geospaziale, curata da Monica Sebillo, Fulvio Ananasso e da chi scrive sulla rivista online TechEconomy (i link a tutti i contributi pubblicati sono disponibili in calce a questa pagina, aggiornata mensilmente).

Le slide preparate per richiamare l’attenzione nei riguardi della geografia digitale intendono evidenziare due aspetti rilevanti e ancora poco noti, la cui conoscenza riteniamo possa aiutare i giovani, nell’ambito dei loro studi attuali e quando occorrerà scegliere il percorso formativo per accedere al mondo del lavoro. Due argomenti di cui anche il mondo della Formazione professionale dovrà essere sempre più consapevole.

Il fenomeno della Rivoluzione Geospaziale richiede di fare leva sulla cultura umanistica, vasto patrimonio della nostra comunità nazionale, tenendo presente la raccomandazione del Manifesto di una Società 5.0 presentato dalla Geoknowledge Foundation, documento che invita all’azione per “contribuire alla realizzazione della visione del nostro futuro secondo un ideale umanistico”. Il mondo sta cambiando così rapidamente che si sente l’esigenza di un afflato filosofico-umanistico piuttosto che ingegneristico. “La società ipertecnologica non ha bisogno di tecnici, ma di ibridi”,  sottolinea il sociologo prof. Piero Dominici, socio della nostra associazione. Egli ha coniato il termine “società ipercomplessa”, con cui identifica in maniera sintetica una società nella quale, rispetto al passato, prevalgono due fattori: l’Economia e un contesto storico-sociale dominato dalla Comunicazione. Occorre formulare nuovi programmi di formazione, e iniziative di educazione e istruzione pensate per le sfide dell’ipercomplessità in un – ancora sconosciuto – ecosistema della connessione continua, iniziative fortemente orientate al superamento della separazione tra saperi, discipline, competenze.

Secondo aspetto, il settore geospaziale presenta valori economici a livello globale assai importanti ed è previsto in costante crescita nei prossimi anni. Ciò in parte è dovuto alla continua immissione sul mercato di prodotti e servizi basati su nuove tecnologie, ma soprattutto al ruolo delle ICT driver per questo settore, quali Cloud, IoT, BigData, Intelligenza Artificiale, Realtà Aumentata/Virtuale, solo per citarne alcune e al riconoscimento della nuova caratteristica del dato geospaziale digitale, riconosciuto come amplificatore del valore funzionale ed economico di ogni altra tipologia di dato.

Rispetto a tale quadro globale, il nostro Paese, come riportato recentemente in questo articolo, si presenta preparato principalmente per due aspetti: (i) si è dotato di un quadro normativo e di policy adeguate al contesto; (ii) possiede un tessuto industriale geospaziale che posiziona l’Italia nel gruppo delle nazioni leader del settore.

Per contro, risultano insufficienti le competenze digitali geospaziali disponibili. A questo riguardo, la capacità formativa espressa dall’Italia in ambito geospaziale risulta carente, non tanto rispetto ai percorsi formativi scolastici e universitari (l’Italia è citata tra le nazioni che hanno “strong science and research, and academia courses”), quanto per un’offerta insufficiente di percorsi formativi più prossimi alle esigenze delle imprese e dei settori applicativi.

source: OXERA, (2013) What is the economic impact of Geo services?

Questa è la lacuna cui si rivolge provvidenzialmente l’iniziativa diGenova: alla quale la nostra associazione si ripropone di affiancarsi e partecipare per proporre ai giovani –principalmente, ma non solo- iniziative di formazione/alfabetizzazione digitale relative all’ambito geografico, che accrescano e migliorino le capacità spaziali, approfittando delle nuove funzionalità rese disponibili dalla tecnologia. Esse devono essere orientate per accrescere sia l’abilità nell’uso competente e confidente delle mappe geografiche e la capacità di creare rappresentazioni (dati-informazione-conoscenza) cartografiche per mezzo degli strumenti che la tecnologia mette a disposizione, sia l’attitudine a pensare anche in termini spaziali quando affrontiamo situazioni e problemi nell’ambito della vita quotidiana, all’interno della società e del mondo che ci circonda.