Guardare alla partecipazione ed all’innovazione con gli occhi di un bambino

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Reti-per-la-Democrazia

C’è un dato politico che non viene colto con la dovuta attenzione e che invece ‘è un dato pesante’, che diventa ‘una vera e propria preoccupazione’, ed è quello del ‘calo della partecipazione dei cittadini’.

Così ha esordito Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati al Convegno “Reti per la democrazia – Nuove forme di partecipazione e attivismo digitale” da lei voluto e che ha visto la partecipazione degli Stati Generali dell’Innovazione, rappresentati dalla eccezionale Flavia Marzano, Presidente dell’Associazione, da Luigi Ceccarini, docente all’Università di Urbino, studioso di cittadinanza digitale, che ha inquadrato il fenomeno in chiave storico-sociologica, da Marco Damilano, vicedirettore dell’Espresso, da Eugenio Orsi di Riparte il futuro, Luca Francescangeli di Change.org, Andrea Pinchera di Greenpeace Italia, Rosy Battaglia di Cittadini Reattivi, dalla giornalista e attivista digitale Giulia Innocenzi.

Un esempio – ha detto la Presidente Boldrini – è stata la scarsa partecipazione al referendum per le trivelle. Magari – ha proseguito Boldrini – quel quesito non interessava tanto gli italiani … poi c’è stato anche chi ha invitato a non andare a votare …

Inoltre, aggiungerei io, con molta umiltà s’intende, c’è stata la volontaria confusione creata ad arte per confondere e lasciare, eventualmente, le cose così come sono state ‘rinnovate’ …

Comunque c’è un calo pesante di partecipazione alle elezioni. Lo abbiamo registrato alle scorse elezioni regionali.

Dunque la partecipazione vera e sentita, quella partecipata, per l’appunto è diventata un’urgenza improcrastinabile. L’azione più importante è creare una maggiore apertura dal basso, che vuol dire avvicinarsi ai cittadini ma per rendere meno oscure le strutture amministrative, assumersi la responsabilità degli atti passati, presenti e futuri, aprendoli alla conoscenza e comprensione di tutti.

La partecipazione digitale e’ un ottimo ricostituente per quella malattia che e’ la stanchezza della democrazia’ – ha sottolineato la presidente della Camera. ‘Poco fa mi e’ giunta una lettera del ministro Carlo Calenda che dice che il 30 maggio attivera’ la ‘reading room’ presso il suo ministero, sul Ttip. E’ una buona notizia. I deputati avranno alcuni limiti, ma la consultazione ci sara’‘ ha annunciato.

E a chiedere la possibilita’ che i parlamentari abbiano piu’ informazioni sui negoziati fra Ue e Usa e’ stata la stessa Boldrini con una lettera alla ministra Maria Elena Boschi. .

Quindi la digitalizzazione è importante ma poi ci sono gli occhi, i sentimenti, le impressioni e la cultura sociale va vissuta in concreto
– ha aggiunto Boldrini al convegno.

Marco Damilano ha sottolineato lo scostamento tra società e politica, ben messo in evidenza anche dal politologo Peter Mair, scomparso prematuramente, nel suo libro ‘Governare il vuoto’. Dove anche l’Unione europea è vista come un’organizzazione che contribuisce alla depoliticizzazione degli Stati membri e il cui famigerato “deficit democratico” riflette le intenzioni deliberate dei suoi fondatori.

Insomma globalizzazione e digitalizzazione rischiano di essere strumentalizzate per retrogradare la società verso forme antidemocratiche precedenti ai nostri tempi.

Infatti Damilano durante il suo intervento al convegno ha ripreso il concetto secondo il quale i partiti hanno subito una trasformazione fondamentale: da portatori della voce dei cittadini presso le istituzioni si sono trasformati in portatori della voce delle istituzioni tra i cittadini

Il prof. Ceccarini invece ha sottolineato che usufruiamo di un mondo che non è più il nostro e ne subiamo le conseguenze ma attraverso questo mondo possono arrivare tutta una serie di stimoli ed informazioni utili ed importantissime

E dunque aumentare la comunicazione per creare sinergie d’azione, soprattutto attraverso i social network, è la leva fondamentale per porre un freno o per alzare un muro di contenimento all’ansia del ‘ritorno al passato’ oggi vissuto come auspicabile.

Collaboriamo per creare e condividere conoscenza, siamo CoCoCo – ha detto Flavia Marzano, Presidente degli Stati Generali per l’Innovazione intervenuta subito dopo il prof. Ceccarini, come prima tra i rappresentanti delle Associazioni digitali protagoniste del convegno-seminario

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Cosa abbiamo fatto, chi siamo :

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La Presidente degli Stati Generali dell’Innovazione ha poi ha focalizzato il perno della sua azione/intenzione di creare valore intorno e per la digitalizzazione. Per Flavia Marzano la partecipazione è un valore che passa attraverso (anche e soprattutto) la partecipazione di genere

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Yes We Stem è una iniziativa messa in atto da Wister – la rete femminile degli Stati Generali dell’Innovazione, creata dalla Presidente Marzano per la promozione della parità femminile in tutti gli aspetti della vita sociale – per agevolare e favorie la partecipazione delle ragazze agli studi scientifici, ancora di forte appannaggio maschile. Con l’aiuto della Commissione Europea, del Ministero per le Pari Opportunità e della Presidenza del Consoglio dei Ministri, sono stati organizzati una serie di incontri scolastici, ospitando autorevoli studiose e scienziate, al fine di arrivare alla positiva eliminazione del gap esistente tra gli studi, suddivisi ancora in ‘generi’

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Ma c’è anche una cosa importante da considerare: oggi la società ha creato vari livelli di aggregazione, il più importante di questi livelli sono i social network, piattaforme di condivisione che si superano l’una con l’altra continuamente per l’offerta della condivisione. Per i social network quindi, pur nella pericolosità delle forme partecipative, ad esempio rischio per la privacy, o coinvolgimento in amicizie non gradite, oppure pubblicazione sulla propria bacheca di immagini non desiderate, attacchi di stalker, o furti d’identità ecc… l’inclusione è il valore assoluto.

Il senso di appartenenza ‘reticolar-digitale’ è la forma moderna della coesione sociale. A seconda della densità della rete di appartenenza, dello scopo o interesse comune, il gruppo si consolida su vari gradi di relazione e diventa più o meno ‘collettivo’, ‘azione collettiva’ o ‘conflitto collettivo’

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Eppure …. siamo ad un bivio : innovazione o ‘ritorno al passato’, inclusione o divario, e ciò perchè esiste ancora un terzo degli italiani che non ha mai avuto accesso ad Internet, ad oggi

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Divario che passa anche attraverso ‘uno strano 51%’ come si diceva

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E il divario c’è, nonostante in un minuto su internet circolano milioni di e-mail ed informazioni

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‘Per me l’informazione è un valore’ – Flavia Marzano

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Il divario digitale non si risolve solo con la banda larga: è un problema anche sociale, culturale, economico … Se servono nuove normative ? Non direi! (F. Marzano)

Magari maggiore responsabilità. Anche i nativi digitali hanno problemi di consapevolezza

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Le norme ci sono basterebbe che fossero correttamente applicate.
(F.Marzano)

Da quelle ‘antiche’ :

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A quelle nuove, che abbiamo contribuito a creare (Marzano) :

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Non serve molto altro ma sicuramente servirebbe :

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Eppoi mi piace molto la parola reti, al plurale e non al singolare, per la democrazia – ha detto Flavia Marzano

Quindi: consapevolezza, consapevolezza, consapevolezza …

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Qualche suggerimento

LE PAROLE DELL’INNOVAZIONE (LINK ALL’E-BOOK)

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Dunque che fare ?

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E ANCORA

ancora

Insomma come sempre l’intervento di Flavia è stato veloce, e quindi non ha stancato, ma allo stesso tempo è risultato estremamente puntuale ed istruttivo.

LINK ALLE SLIDE COMPLETE

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