Il nostro Paese è sull’orlo di una crisi di nervi. Un sistema obsoleto rischia di collassare, prima di tutto perchè non basta parlare di cambiamento come se fosse un mantra ma occorre quell’innovazione di processo che rilanci il valore fondante della politica intesa come governance strategica della cosa pubblica, interpretando le migliori risorse creative in campo. Serve coraggio e idee innestate sia nel tessuto sociale sia in quella potenzialità d’impresa che va messa in rete perchè possa reggere l’impatto con una competività verso cui sono impreparate.

E’ sul territorio che va trovata la misura per declinare il valore dell’innovazione, valorizzando la partecipazione attiva, la creatività sociale e quell’eccellenza artigiana e agro-alimentare che esprime la migliore chance per l’Italia. Ottima mossa quella della Regione Umbria nel lanciare un “ideario” che raccoglie proposte per innescare processi creativi e connettivi per sollecitare chi esercita la governance a fare un salto di qualità. Non è solo un gesto politicamente corretto rivolto alla partecipazione ma un buon metodo per procedere verso l’innovazione sostanziale della politica pubblica.

Il momento dove valutare ciò che emerso è #umbriadigitale,  la due giorni di presentazioni e open talk (curati da Stati Generali dell’Inniovazione) che si svolgeranno a Perugia, il 15-16 aprile, per raccontare  lo stato di avanzamento delle iniziative contestualizzate nell’ambiente socio-economico regionale dell’Umbria.

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