L’emergenza coronavirus sta attraversando tutti i continenti stravolgendone il sistema sociale ed economico, trasformando le vite di ciascuno di noi, mettendo al centro del dibattito pubblico anche la questione dell’innovazione digitale, che oggi sta dando un contributo notevole in ambito sanitario ma sta cambiando profondamente anche il nostro modo di rapportarci. Rispondendo a nuovi bisogni sociali, garantendo i servizi essenziali per i cittadini, la possibilità di lavorare grazie allo smart working, la continuità scolastica, e molto altro.

Inevitabile porsi il tema del futuro e dei possibili scenari e opportunità per il settore: ecco l’analisi del Presidente di Stati Generali dell’Innovazione Fulvio Ananasso nell’articolo pubblicato sulla testata giornalistica Agenda Digitale.

«In tale scenario, uno degli auspicabili cambiamenti culturali che resteranno a conclusione della pandemia sarà l’attenzione all’innovazione responsabile nei nostri modelli di vita. Nuove forme di interazione sociale e produzione di beni e servizi basate su investimenti in Innovazione che possano stimolare una crescita responsabile, collegati in modo diretto o indiretto all’uso di Information & Communication Technologies (ICT) per uno sviluppo maggiormente sostenibile». Con una particolare attenzione agli «investimenti per stimolare l’Innovazione, specialmente proteggendo ed incentivando le micro, piccole e medie imprese (PMI) vitali per il nostro tessuto produttivo».