Una cinghia di trasmissione con la road map scandita dalla Digital Agenda europea:
in attesa del documento programmatico “DigItalia”

Si è svolta il 16 marzo, a Roma, presso il centro congressi del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (CORIS) dell’Università La Sapienza, la prima riunione della Consulta Permanente dell’Innovazione, organizzata dall’associazione Stati Generali dell’Innovazione, con la partecipazione dei principali portatori di interesse dell’innovazione del Paese: istituzioni, politica, amministrazioni, imprese, parchi scientifici e tecnologici, associazioni di professionisti, università, centri di ricerca, associazioni e fondazioni che operano nel sociale.

Consulta Permanente dell'InnovazioneI temi in agenda erano legati a quanto elaborato dall’associazione nei mesi precedenti e consolidato nel nuovo eBook “Metti in agenda il futuro del Paese”, in corso di pubblicazione con l’editore Garamond nella nuova collanaCambiamo modello”, ed in particolare alle priorità lì esposte (banda larga servizio universale, cultura dell’innovazione e programmi di alfabetizzazione digitale, framework comune sugli open data, smart city e smart community, nuova politica industriale nazionale); all’opportunità di costituire a livello istituzionale dei tavoli tecnici permanenti multistakeholder di consultazione, secondo il metodo che ispira la Consulta e la stessa iniziativa degli Stati Generali dell’Innovazione; la necessità di strutturare dei progetti di cambiamento per la realizzazione delle norme già previste nel CAD.
La riunione è stata condotta da Flavia Marzano, presidente dell’associazione, introdotta da Nello Iacono, vicepresidente, e ha visto come chairman Mario Calderini, consigliere del ministro Profumo per le politiche di Ricerca e Innovazione, che ha illustrato il piano dei gruppi di lavoro per l’Agenda Digitale Italiana (con il consolidamento del documento programmatico “DigItalia” previsto per la prima decade di giugno) e il metodo che si è scelto di adottare (flessibilità per gruppo di lavoro e comunque “open”, con confronti con gli stakeholder più significativi, come la Consulta).

Calderini ha posto in particolare evidenza, sia nel discorso introduttivo, sia nel dialogo che si è sviluppato durante la riunione, le difficoltà che si stanno incontrando nell’agire con strumenti poco adeguati (le regole per i bandi, una vecchia logica di procurement che non contempla una fase di programmazione negoziata), tenendo anche conto che alcuni temi fondamentali non sono al momento inclusi nell’ambito di azione della “Cabina di Regia” (neutralità della rete e diritto d’autore), e la necessità di comunicare i risultati dei lavori sull’Agenda Digitale in modo del tutto diverso dal passato, partendo dai bisogni e trovando una “narrazione” che consenta il coinvolgimento della popolazione, oggi in gran parte poco attenta o interessata. Sono intervenuti da Bruxelles anche Mario Campolargo e Franco Accordino della Commissione Europea, che hanno ribadito l’importanza delle iniziative come quella della Consulta e illustrato gli interventi che sta promuovendo la Commissione Europea per sostenere la realizzazione delle agende digitali nazionali.

Nel corso della riunione sono stati affrontati i principali aspetti dell’iniziativa governativa in ambito di Agenda Digitale Italiana e di strategie per l’innovazione: il tema della governance, (discusso in particolare dal presidente di Forum PA Mochi Sismondi, dal rappresentante dell’UPI Gherardelli, dal CEO di CEFRIEL Fuggetta e dal presidente di DeMoTe Bellucci) su cui pesa la mancanza di chiarezza su DigitPA, sul Dipartimento per la Digitalizzazione e l’Innovazione Tecnologica ma anche sul ruolo delle province e dei centri di servizio territoriali, la necessità di un coordinamento sulle diverse iniziative in atto (sottolineata in particolare da Reggi, rappresentante ANCI, da Vianello, direttore del Vega Park, nonché rappresentante dell’ APSTI, e da Barberio, direttore di Key4Biz), soprattutto sul tema “Smart City” dove si corre il rischio di un’evoluzione guidata dalle aziende ICT, viziata anche da interessi economici speculativi, e non indirizzata da una visione di Città Intelligente” definita per tutto il Paese e con la possibilità di una “via Italiana” allo sviluppo (Colombo, Agenzia per la Diffusione e l’Innovazione tecnologica), la liberalizzazione effettiva (l’”Open Transport”, con il termine usato dal presidente di Assoprovider Bortolotto) del cosiddetto “local loop”, dei cavidotti condominiali, con la possibilità di effettivo ingresso di piccoli operatori nel mercato delle infrastrutture tecnologiche, la necessità di una profonda revisione delle reti organizzative da sostenere, adottando un concetto di Distretto per dominio e non per tecnologia (Vianello) e riconoscendo l’importanza delle reti multisettoriali mettono insieme tutta la filiera che va dalle scuole primarie all’industria (Molina, direttore scientifico di Fondazione Mondo Digitale), il procurement pubblico, che in un contesto in cui sono da gestire progetti complessi deve radicalmente modificarsi in logica pre-commerciale (Mochi Sismondi), la trasparenza dei processi (Quintarelli, direttore Area Digital gruppo Sole24ore), come quello che deve portare alla nuova nomina del Garante per la Privacy, la centralità del territorio e la necessità di un’integrazione che permei tutte le politiche, supportate anche da un Piano Regolatore dell’Innovazione (tema sottolineato da Reggi, rappresentante ANCI, e da Mezza, giornalista RAI), la necessità di una politica che dia centralità ai giovani, alle dinamiche della partecipazione attiva e alla cultura dell’innovazione (Infante, presidente di Urban Experience e Medaglia, rappresentante di Glocus, Orlando del CATTID).

Busetto (direttore Assinform) ha presentato le proposte di Assinform per l’Agenda Digitale, mentre Leone (presidente ToscanaIn) ha sottolineato il ruolo della scuola, che deve essere protagonista del cambiamento, e ha introdotto il caso dei trenta vincitori di concorso per ricercatore all’Università di Bari nel 2008, che non hanno mai preso servizio e che hanno consegnato una lettera per il ministro Profumo, chiedendo il suo intervento. Infine, Salvi di AltraTV ha brevemente presentato la logica di “rete delle WebTV”.
Tra i parlamentari intervenuti Palmieri (PDL) ha sottolineato l’importanza di sviluppare una cultura del risultato e di valorizzare le esperienze già realizzate, Gentiloni (PD) ha evidenziato la necessità di una forte iniziativa governativa per intraprendere decisioni chiare data anche l’attesa per i lavori sull’Agenda Digitale Italiana, Lanzillotta (API) ha sollecitato a passare dal “come” al “quando” e ha posto l’accento sulla necessità di affrontare i problemi di natura organizzativa sul project financing nel settore pubblico, Vita (PD) ha ribadito la necessità di avviare il cammino di esame della proposta di legge sulla neutralità delle rete ferma alla Commissione del Senato e ha infine proposto l’istituzione di una Commissione Bicamerale sull’Innovazione, lamentando la bassa attenzione dedicata tuttora a questo tema dal Parlamento e ipotizzando una sorta di “questionario” sui temi dell’innovazione per tutti i candidati delle prossime elezioni politiche e amministrative.

Diversi gli interventi anche sul processo da seguire da parte della Consulta per approfondire e strutturare le proposte discusse, sia con tavoli tematici sia on-line, con social network e wiki (in particolare Calvo, Presidente Liber Liber, Berrettoni, presidente FIDAInform, Brizio, rappresentante di PloneGov).

In conclusione, una riunione che rappresenta il primo passo di avvio della Consulta, che vuole rappresentare un luogo permanente di confronto e supporto alla mediazione e concertazione sulle strategie e sulle politiche per lo sviluppo dell’innovazione in Italia per chi ha competenza e passione per l’innovazione e per la rinascita del Paese. A questa riunione, ha affermato Iacono “seguirà un’attività tale da strutturare le proposte emerse e da rendere sistematico il confronto con l’iniziativa governativa sull’Agenda Digitale Italiana.
La prossima riunione, prevista per il mese di giugno, prevederà uno spazio ancora più ampio al confronto tra i diversi attori, base per una reale condivisione e collaborazione”.
Nel frattempo, attraverso la rete della Consulta, gli Stati Generali dell’Innovazione saranno attivi in tutto il territorio nazionale e nei vari ambiti tematici, sostenendo iniziative e rilanciandone l’informazione nei social media.
La responsabilità e la collaborazione”, ha detto Marzano, “sono alla base di un qualunque successo, ma diventano essenziali in questo nostro cammino che stiamo costruendo insieme a chiunque abbia competenza, passione e volontà di fare squadra con noi, verso un Paese capace di vivere pienamente tutte le opportunità che l’innovazione può offrire.
La Consulta Permanente dell’Innovazione è adesso una realtà. Al servizio del Paese.