mercoledì, Ottobre 20, 2021
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Abbiamo un nuovo Governo, abbiamo nuovi ministri, abbiamo nuove speranze

Riprendo, preciso e provo a chiarire quanto poteva far intendere il mio precedente post, scritto di getto appena sentita la lista dei nuovi ministri e le relative deleghe e sulla base della mia delusione per l’assenza di deleghe esplicite per l’innovazione della pubblica amministrazione e per l’agenda digitale.

Mai come in questo periodo ho visto “la rete” aspettare un Governo con tanta ansia, mai come in questo periodo anche solo il ritardo di un paio d’ore del Presidente Monti nel presentare la lista dei Ministri ha scatenato dubbi, attese e speranze sulla rete (da Facebook a Twitter l’attesa si percepiva chiara). Ho raccontato qui queste attese e ho concluso dicendo “siamo pronti a sperare, siamo pronti a guardare al domani. E domani tutti saranno pronti a criticare a trovare il cavillo che non va… ma adesso serve una squadra che lavori, subito per innovare il Paese.”

A conclusione dell’IGF 2011 abbiamo predisposto una lettera aperta  al Prof. Monti con richiesta di un Ministro con delega all’Agenda Digitale italiana o comunque di un grande sforzo per affrontare lo “spread digitale” e l’associazione StatiGeneralInnovazione.it si è associata a tale richiesta.

Poi è venuta l’attesa lista delle deleghe e il mio intervento, e così riprovo (con la calma del tempo passato, con i commenti e le critiche arrivatemi  – grazie a tutti!) a dirvi la mia, sempre pronta, ovviamente ad ascoltare e recepire la vostra!

Ad alcuni il mio è sembrato un giudizio. Non lo era, non poteva e soprattutto non voleva esserlo, i giudizi si danno a ex post e non ex ante, ne sono profondamente convinta.

Tanto meno un giudizio politico, proprio per quanto detto sopra.

Marco Calvo dice “I ministeri che abbiamo visto in questi anni, propaganda senza soldi e autorevolezza, guidati da politici senza nessuna competenza, a cosa sono serviti? Non è istituendo il Ministero dell’Innovazione che si fa innovazione.”

Non potrei essere più d’accordo!

E riprendo di nuovo Marco Calvo perché non saprei dirlo meglio di lui “Preferisco Governi con pochi ministeri, ma molti mezzi, ottenuti risparmiando e accorpando. E competenze abbastanza ampie da far funzionare la macchina amministrativa. La parcellizzazione delle competenze ha creato molte poltrone utili alla politica, ma inutili a decidere (e incidere)… Del resto, l’appuntamento del 25 e 26 serve anche a questo, no? A portare all’attenzione di tutti gli Italiani, compreso il Presidente del Consiglio, l’utilità dell’innovazione. O almeno, speriamo sarà il primo passo in questa direzione.”

Concordo infine con Lucia e il suo ottimismo quando dice che il Presidente Monti, nel suo discorso al Senato ha menzionato l’Agenda Digitale (“Occorre inoltre operare per raggiungere gli obiettivi fissati in sede europea con l’agenda digitale”), anche se penso che si debba fare di più per rendere esplicita l’importanza che questo tema ha per il nostro Paese. Lo farà? Spero di sì!

Credo che, costruttivamente, il nostro compito sia di avanzare proposte, ma anche dubbi e perplessità se necessario, e di lavorare, tutti insieme per innovare questo Paese. L’innovazione deve essere un tema centrale e  trasversale e il Paese ha bisogno uscire da questa stagnazione, un Paese che è pronto, ma ha bisogno di definire strategie a medio e lungo termine. Operare, anche innovando, ma a macchia di leopardo e senza visioni ci porta poco lontano.

Definiamo insieme le strategie del Paese, progettiamo insieme il nostro futuro. Vi aspettiamo a Stati Generali dell’Innovazione, il 25 e il 26 prossimi per parlarne e lavorarci insieme!

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2 Commenti

  1. Assolutamente d’accordo su tutto Flavia.

    Essere propositivi e attivi è ciò che anima SGI e altre iniziative collettive come la nostra (penso ad esempio proprio ad Agenda Digitale, che però sembra sia in pausa di riflessione).

    Sono certo che, anche in assenza di una delega specifica sull’innovazione, nella compagine del Governo Monti il neoministro Francesco Profumo possa essere un interlocutore attento e sensibile alla causa che portiamo avanti…

    Sei riuscita a contattarlo? Sarebbe stato grandioso riuscire ad averlo tra gli ospiti a Roma il 25-26 prossimi, anche se le sue priorità saranno ben altre…

  2. Come Assoprovider nelle settimane scorse abbiamo mandato una lettera aperta all’ex Ministro Romani, lettera che replicheremo anche a questo esecutivo.
    Uno degli elementi essenziali per qualsiasi innovazione passa per un NUOVO modo di realizzare le TLC, da anni portiamo avanti il concetto della “Customer Ownership Local Loop” un concetto che ci aspettiamo questo esecutivo voglia abbracciare visto che le parole d’ordine sembrano essere “equità”, “project financing” dei privati … ora quale migliore “project financing” privato potrebbe essere quello dove gli utenti prendono la “proprietà dell’ultimo miglio”?
    A favore di questa modalità di creazione della NGAN stanno crescendo le opinioni favorevoli (e gli esempi nel mondo, paesi Scandinavi, Olanda, Bolivia, USA)
    Bob Frankston co-inventore con Dan Bricklin di Visical (il padre dei fogli elettronici) nonchè compagno di classe di Metcalfe (inventore di Ethernet) quindi uno dei padri della ICT mondiale ed a cui l’umanità deve molto più che all’osannato Steve Jobs, da anni sostiene con una grande ricchezza di argomentazioni (e azzeccate metafore) che dobbiamo pensare alla connettività (cosa ben diversa dalla comunicazione) in un modo nuovo e libero dai pregiudizi dei vecchi paradigmi delle “telco”.
    Poco più di un mese fa il 22/09/11 Frankston ha presentato ad ISOC New York Chapter “Infrastructure Commons the future of connectivity” da cui ha poi tratto il documento “Internet As Infrastructure” (http://frankston.com/public/?name=InternetAsInfrastructure) un documento straordinario ed illuminante.
    Come straordinario ed illuminante è il keynote di Giuseppe Attardi “Internet è di Tutti” (http://www.di.unipi.it/~attardi/Paper/GARR11.pdf
    Voglio spero che questo esecutivo sappia finalmente fare l’interesse dei cittadini (molti) anche a discapito di quello delle oligarchie che gestiscono le TLC in Italia (pochi)
    Dino Bortolotto
    Presidente Assoprovider

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