A Bologna, ad ottobre, il Festival delle Smart City

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Il mondo sta cambiando, dice il nostro premier Renzi, ed in fondo ha ragione, perchè quello che sta modificando la struttura sociale è un nuovo modo di interpretare le relazioni, i rapporti istituzionali, i nessi sociali.
L’ondata delle nuove tecnologie che ci sta ‘travolgendo‘ perchè presi un po’ alla sprovvista dalla forza invasiva con la quale ci investono – e non avremmo dovuto essere così tanto ‘sprovveduti’! – ha già da tempo diviso l’opinione pubblica, in modo capillare, tra Integrati e Apocalittici, per dirla con il grande Umberto Eco.
Integrati sono tutti coloro che plaudono con entusiasmo all’avvento delle nuove tecnologie, che scardinano i confini, fin’ora solidi e certi, dell’intero mondo sociale: ‘tutto diventa tecno, niente più sarà come prima
Apocalittici sono tutti coloro che vedono in questo nuovo progresso tutto ‘fili e rete’, l’inizio letterale della fine del mondo.
Ma tra questi due gruppi, questi due filoni, queste due filosofie e modi di interpretare il progresso e l’avanzamento umano, ce n’è un terzo che interpreta il cambiamento imposto dalle nuove scoperte tecnologiche come una necessità di rimodulare l’intelligenza umana. Quindi una sollecitazione ad una nuova intelligenza. Infatti amministrare e far evolvere un nucleo urbano ha molto più a che fare con la gestione delle informazioni, dei dati, che con qualche gadget più o meno accattivante per i giovani o meno giovani. E’ tutta una questione di utilizzo dell’intelligenza creativa e tecnologica da condividere per fare in modo che le città e i loro cittadini potranno essere sempre più intelligenti. Ed è solo con la partecipazione e la cura dei beni comuni che questa conoscenza sarà fertile e produrrà un benessere equo e sostenibile.

La quarta edizione di Smart City Exhibition (Bologna Fiere 14-16 ottobre), si svolge in questo clima, sarà tutto incentrato sulle analisi dei dati tecnologici e e loro possibilità di rinnovamento delle forme sociali. Anche la manifestazione stessa si rinnova nella forma: al programma dei lavori che contraddistingue da sempre l’offerta di #SCE – questo l’acronimo e l’hastag per chi vuole partecipare su internet – si affiancano momenti di confronto e dibattito meno formali, fuori dal perimetro fieristico, come un grande festival delle offerte tecnologiche e dei modi di interpretare il futuro. Da qui il nome scelto per l’edizione 2015 di SCE: Citizen Data festival, ossia il Festival dei dati delle città.
Abbracciamo la città, perché “l’intelligenza” non è nascosta nei singoli device o nelle singole applicazioni, ma nella capacità di costruire, condividere e usare la conoscenza – ha detto Carlo Mochi Sismondi, Presidente di ForumPa, il Forum della Pubblica Amministrazione che, anch’esso ogni anno ci regala momenti di istruttivo confronto sui nuovi modi di cittadinanza e partecipazione e sulle nuove forme di relazione tra istituzioni e tra istituzioni e cittadini in Italia, alla luce delle leggi che via via vengono redatte, con un occhio di riguardo a tutto quanto caratterizza i servizi pubblici e privati.
Sia per SCE che per ForumPa, si tratta di uno scambio di informazioni che vuol dire conoscenza e registrazione delle modalità sociali
E’ solo con questa centralità della conoscenza condivisa che le città e i loro cittadini potranno essere intelligenti, come dice Mochi-Sismondi. Ed è solo con la partecipazione e la cura dei beni comuni che questa conoscenza sarà fertile e produrrà un benessere equo e sostenibile.

Gli organizzatori dell’evento lamentano: Sono passate senza risultati tutte le scadenze imposte dall’art. 20 del D.L. 179/12 “Crescita 2.0” e nessuno dei compiti che l’AgID aveva a norma di legge è stato espletato, nonostante gli sforzi di molti soggetti, ANCI in primis. Così ad oggi:

– non abbiamo il Piano Nazionale delle Comunità Intelligenti e quindi non abbiamo neanche un rapporto annuale sulla sua attuazione;
– non possiamo disporre delle “linee guida recanti definizione di standard tecnici, compresa la determinazione delle ontologie dei servizi e dei dati delle comunità intelligenti, e procedurali nonché di strumenti finanziari innovativi per lo sviluppo delle comunità intelligenti”;
– nonostante non siano passati i 90 giorni concessi dalla legge, ma quasi tre anni, non abbiamo “la piattaforma nazionale delle comunità intelligenti e le relative componenti, che includono: a) il catalogo del riuso dei sistemi e delle applicazioni; b) il catalogo dei dati e dei servizi informativi; c) il sistema di monitoraggio”;
– né tantomeno abbiamo il famoso “statuto” delle comunità intelligenti con uno straccio di definizione di cosa deve garantire una città ai propri cittadini per essere considerata smart.

Al Citizen Data Festival lavoreremo contro la tendenza, tipica del nostro Paese, di bruciare le idee, i paradigmi e le innovazioni senza viverle e metterle in pratica. – ha detto ancora il Presidente di ForumPa, che è anche l’organizzatore dello Smart City Exhibition – E’ questo che ci inchioda ancora alle ultime posizioni nelle classifiche dell’economia digitale ed è questa sorte che sembra stia colpendo anche il paradigma delle smart city, che dopo essere stato un hype per un paio d’anni, non riesce a trovare più la necessaria attenzione della politica.
Il programma completo si può visionare cliccando sul link, mentre per i twitteri più incalliti l’hastag ufficilae è #SCE2015