CIE vs. badge: qualcuno avrà avvisato la ministra Buongiorno?

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Con piacere, ospitiamo un commento del nostro socio Sandro Fontana in merito alle modalità tecniche di utilizzo/archiviazione di dati biometrici per il controllo accessi dei dipendenti pubblici.

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Al di là di quanto si possa essere o meno d’accordo su un più stringente controllo accessi per i pubblici dipendenti, non capisco bene il percorso di controllo accessi basato sulle impronte digitali, augurato/richiesto/voluto dalla ministra Bongiorno.

Più volte ho letto una dichiarazione della ministra -almeno è presentata come dichiarazione- che recita: “Il sistema consente di trasformare l’impronta in caratteri alfanumerici che, solo in parte, verranno inviati all’amministrazione”.

Andando anche al di là della “trasformazione in caratteri”, sembra che si voglia costruire una sorta di data base contenente informazioni -magari derivate- dalle impronte dei dipendenti pubblici, in modo da poter operare un confronto a scopo di identificazione nel momento in cui il dipendente si presenta per “timbrare il cartellino” di ingresso/uscita.

Ma qualcuno avrà avvisato la ministra che esiste la CIE che già contiene queste impronte e che potrebbe(1) quindi permettere una forma forte di autenticazione basata su questa biometria?

Un processo di autenticazione che sarebbe, nella parte più delicata(2), svolto localmente: la qual cosa farebbe dormire sogni più tranquilli anche al Garante per la protezione dei dati personali.

Non ci sarebbe quindi bisogno di costruire un nuovo DB centralizzato per le impronte, anche se “parziali”: semplificherebbe l’architettura del sistema, aumentandone la sicurezza e ne beneficerebbero anche i costi di implementazione.

Naturalmente un secondo e benvenuto effetto collaterale, sarebbe quello di vedere finalmente sfruttata e sfruttabile la CIE.

Insomma, usare la CIE come tesserino aziendale potrebbe essere una cosa astuta.

(1) “potrebbe” e “sarebbe” … i condizionali sono ancora molto utili -checché ne pensino molti giornalisti/annunciatori-

Come molti sanno, al momento l’utilizzo della CIE in modalità digitale, è sfuggente quanto la manipolazione della materia oscura; ma io sono un ottimista per natura [paranoico solo per mestiere]

(2) qualche divinità saprà perché si sia scelto di codificare le impronte con una chiave che è in possesso delle Forze di Polizia … qualunque architettura di sicurezza sottintenda questa frase.