{"id":7678,"date":"2016-06-05T01:28:05","date_gmt":"2016-06-04T23:28:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.statigeneralinnovazione.it\/?p=7678"},"modified":"2016-06-05T01:37:33","modified_gmt":"2016-06-04T23:37:33","slug":"tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-analisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.statigeneralinnovazione.it\/en\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-analisi\/","title":{"rendered":"Between the transnational public sphere and the knowledge society: a dual level of analysis**"},"content":{"rendered":"<p>Come sempre, non sono previsti tempi di lettura&#8230;\u00a0ma spero interessi<\/p>\n<p>#CITAREgliAUTORI<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>N.B. Condividete e riutilizzate pure i contenuti pubblicati ma, cortesemente, citate sempre gli Autori e le Fonti anche quando si usano categorie concettuali e relative definizioni operative. Condividiamo la conoscenza e le informazioni, ma proviamo ad interrompere il circuito non virtuoso e scorretto del \u201ccopia e incolla\u201d(anche quello pi\u00f9 &#8220;sofisticato&#8221;), alimentato da coloro che sanno soltanto \u201cusare\u201d il lavoro altrui. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Dico sempre: il valore della condivisione supera l\u2019amarezza delle scorrettezze ricevute. Nei contributi che propongo ci sono i concetti, gli studi, gli argomenti di ricerche che conduco da tanti anni: il valore della condivisione diviene anche un rischio, ma occorre essere coerenti con i valori in cui si crede. Buona lettura!<\/strong><\/p>\n<p><strong>E, proprio nello spirito (originario) della societ\u00e0 della conoscenza e dell\u2019economia della condivisione, condivido un capitolo estratto da una delle mie monografie, sperando che possa interessarvi e fornire degli spunti. Mi scuso in anticipo per la lunghezza ma ho pensato di condividerlo completamente.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dedicato a tutte\/i\u00a0coloro che, pur tra mille difficolt\u00e0 e ostacoli,\u00a0credendo nella condivisione della conoscenza, nel \u201csapere condiviso\u201d (2003) e nella cooperazione, operano\u00a0 per una societ\u00e0 concretamente aperta e inclusiva, al di l\u00e0 degli slogans e di certe narrazioni. Con spirito critico!<\/strong><\/p>\n<p>Per chi volesse approfondire ulteriormente, il riferimento bibliografico \u00e8:\u00a0\u00a0P.Dominici (2005), <em>La comunicazione nella societ\u00e0 ipercomplessa. Condividere la conoscenza per governare il mutamento<\/em>, FrancoAngeli, Milano 2011<\/p>\n<hr \/>\n<p>In questi casi si dice \u201c\u2026\u00e8 tempo di bilanci\u201d. La nostra analisi, nel <strong>tentativo di definire le categorie concettuali utili per la formulazione di un modello teorico-interpretativo di quella che abbiamo definito <i>societ\u00e0<\/i> <i>ipercomplessa<\/i><\/strong>, deve necessariamente produrre delle conclusioni che \u2013 vogliamo sperare \u2013 possano rivelarsi portatrici di ulteriori approfondimenti e, soprattutto, di \u201cprogettualit\u00e0\u201d funzionali alla gestione del complesso mutamento in atto e, pi\u00f9 in generale, al <i>governo<\/i> dell\u2019incerto. Non \u00e8 inutile, in tal senso, richiamare sinteticamente le <i>suggestioni<\/i> (connessioni) e le <i>criticit\u00e0<\/i> \u2013 \u201cpunti programmatici\u201ddell\u2019agenda internazionale dei vecchi Stati-nazione \u2013 che hanno alimentato l\u2019incedere del pensiero e della scrittura, e\u00a0 su cui ci siamo soffermati nel corso della nostra analisi:<\/p>\n<p>a) <strong>la <i>Modernit\u00e0<\/i>, anche alla luce delle numerose <i>letture<\/i> offerte da studiosi e pensatori analizzati, si \u00e8 confermata come l\u2019et\u00e0 dell\u2019<i>ambivalenza <\/i>e del<i> paradosso<\/i>, del conflitto aperto, della crisi delle <i>grandi<\/i> <i>narrazioni<\/i>, delle ideologie e dei paradigmi scientifici<\/strong>. Un\u2019et\u00e0 <i>secolare<\/i> contrassegnata da un continuo, oltre che complesso, processo di ridefinizione degli <i>immaginari sociali<\/i> e degli orizzonti morali, da una sorta di Grande Sradicamento (<i>Great Disembedding<\/i>)<a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn1\">[1]<\/a> che mette in discussione perfino il concetto stesso di <i>identit\u00e0<\/i>. <strong>Una fase di mutamento che sembra configurarsi pi\u00f9 come l\u2019era del trionfo della <i>pluralit\u00e0 dei giochi linguistici<\/i> \u2013 il cui fulcro \u00e8, comunque e sempre, l\u2019<i>azione sociale <\/i>\u2013 che come l\u2019era del globale e dell\u2019omogeneo (Lyotard vs.Habermas).<\/strong><\/p>\n<p>b) Analizzate le principali caratteristiche del processo di globalizzazione, siamo evidentemente in grado di poter affermare che: <strong>(1) la globalizzazione \u00e8 un \u201cdato di fatto\u201d: quindi, non si tratta di essere <i>aprioristicamente<\/i> o ideologicamente <i>pro<\/i> o <i>contro<\/i> tale processo, bens\u00ec di elaborare paradigmi, definizioni operative, modelli adeguati al mondo frammentario, fluttuante e incerto della <i>societ\u00e0 ipercomplessa<\/i>, che consentano di mettere a punto e sperimentare strategie politiche di sviluppo necessariamente con una prospettiva globale e innovativa rispetto al passato, cio\u00e8 strategie pi\u00f9 idonee per governare tale processo<\/strong>; (<strong>2) la stessa globalizzazione, a nostro avviso,\u00a0 non costituisce un momento di <i>frattura<\/i> (postmodernit\u00e0) rispetto a quella che \u00e8 stata definita \u201cprima modernit\u00e0\u201d, al contrario, contiene e mantiene al suo interno tutte le contraddizioni tipiche della modernit\u00e0, estendendole per\u00f2 su scala globale e <i>radicalizzandone<\/i>\u00a0 gli effetti. Il processo di modernizzazione \u2013 superata la prima fase della modernit\u00e0 industriale \u2013 vedendo ulteriormente accresciuta la propria <i>complessit\u00e0<\/i> e <i>ambivalenza<\/i>, grazie soprattutto al sistema globale della comunicazione, <i>prende coscienza<\/i> di essere divenuto \u201cproblema di se stesso\u201d (concetto di \u201criflessivit\u00e0\u201d).<\/strong> <strong>Due le \u201cforze\u201d o, per meglio dire, i \u201cmotori\u201d dell\u2019economia globale della conoscenza che si affrontano dialetticamente in campo aperto: da una parte l\u2019<i>interdipendenza<\/i> (e interconnessione) economica e tecnologica, dall\u2019altra, la <i>frammentazione<\/i> sociale, politica e culturale (Dominici 1998,2000,2003)<\/strong><\/p>\n<p>c) Quasi a rendere ancora pi\u00f9 fondato l\u2019utilizzo del concetto di <i>ambivalenza<\/i>, va registrato che <strong>l\u2019avvento della <i>societ\u00e0 in rete <\/i>e della <i>Knowledge Society<\/i> si va certamente configurando come una straordinaria opportunit\u00e0 di <i>democratizzazione<\/i> dei processi culturali, delle conoscenze e, quindi, del <i>potere<\/i>; ma, allo stesso tempo, occorre sempre prestare molta attenzione affinch\u00e9 questa nuova <i>societ\u00e0-mondo <\/i>non si riveli, essenzialmente, come una societ\u00e0 del controllo totale e della sorveglianza; il rischio concreto \u00e8 quello di realizzare un sistema globale completamente interdipendente in cui, a livello della prassi anche individuale, la domanda sociale di protezione e sicurezza diventa essa stessa fonte di nuovi rischi per l\u2019attore sociale e le sue libert\u00e0. Una societ\u00e0 globale <i>edificata<\/i> sul passaggio dalla <i>old<\/i> alla <i>new<\/i> <i>economy<\/i>, dai flussi materiali ai flussi immateriali, dal <i>capitale finanziario <\/i>al <i>capitale umano, intellettuale e\/o culturale<\/i><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn2\">[2]<\/a>.<\/strong> Un passaggio decisivo delle trasformazioni in atto, perch\u00e9 determina l\u2019evoluzione del sistema capitalistico mondiale verso un nuovo modo di produzione (sociale) pi\u00f9 dinamico, aperto e svincolato da gerarchie di ogni tipo: l\u2019<i>economia della Rete<\/i>.<\/p>\n<p>d) <strong>La centralit\u00e0 strategica della comunicazione, intesa come <i>processo sociale di condivisione della conoscenza<\/i>, in tutte le dimensioni della prassi: dai sistemi alle organizzazioni complesse, l\u2019agire individuale e collettivo vengono sempre pi\u00f9 orientati e plasmati dalla \u201cnatura\u201d dei processi comunicativi attivati e da una razionalit\u00e0 che, considerata l\u2019<i>ipercomplessit\u00e0<\/i> del contesto, non pu\u00f2 che essere <i>limitata<\/i><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn3\">[3]<\/a>. Nella societ\u00e0 della conoscenza, la comunicazione, nel determinare una <i>dilatazione<\/i> della<i> prassi<\/i>, ri-definisce la stessa categoria concettuale di \u201cazione sociale\u201d, ri-configurando\u00a0 le modalit\u00e0 di interazione sociale, i rapporti di potere, il sistema delle relazioni, la <i>sfera pubblica <\/i>(ormai) transnazionale (forse si potrebbe, perfino, parlare di \u201csfere pubbliche\u201d) e i modelli organizzativi. Sono in gioco le identit\u00e0 individuali e collettive, ma anche i modelli tradizionali di <i>trasmissione del sapere<\/i>.<\/strong> La presa d\u2019atto rispetto a tali evidenze non pu\u00f2 che rendere necessaria, per non dire urgente, una ridefinizione teorica e operativa delle categorie analitiche funzionale all\u2019elaborazione di modelli e schemi interpretativi adeguati.<\/p>\n<p>e)<strong>L\u2019accresciuta complessit\u00e0 dei sistemi sociali \u2013 a cui si \u00e8 fatto riferimento pi\u00f9 volte \u2013 implica una <i>situazione permanente di rischio <\/i>ed<i> incertezza<\/i> a livello locale e<i> <\/i>globale<i> <\/i>che nel tempo, paradossalmente, pur innalzando il livello di <i>accettabilit\u00e0 sociale del rischio<\/i><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn4\">[4]<\/a> e dei pericoli, rende di fatto pi\u00f9 vulnerabili i sistemi stessi, costretti a gestire anche i processi di <i>amplificazione sociale<\/i><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn5\">[5]<\/a>. A tal proposito, da tenere in forte considerazione il ruolo cruciale, all\u2019interno dei sistemi sociali, della <i>percezione<\/i><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn6\">[6]<\/a> (individuale e collettiva) che tanto incide su quella che alcuni studiosi hanno definito \u201cnuova rischiosit\u00e0 del rischio\u201d (Beck). \u00c8 sufficiente pensare a quanto la <i>P<\/i>olitica (<i>interna<\/i> ed <i>estera<\/i>) degli Stati-nazione sia costretta a confrontarsi quotidianamente con problematiche riguardanti la sicurezza, la protezione sociale, l\u2019incertezza, la precariet\u00e0, rischi e pericoli di vario genere che, al di l\u00e0 della loro dimensione empirica ed effettiva oggettivit\u00e0,\u00a0 sono talvolta anche soltanto percepiti come tali. Tale dimensione non pu\u00f2 non influire (anzi!) sul <i>Decisore politico<\/i>, determinandone scelte e strategie<\/strong>. Anche in questo caso, si avverte forte l\u2019esigenza di nuove categorie concettuali e di nuovi modelli interpretativi per un contesto caratterizzato da <i>forze<\/i> contrapposte (globalizzazione e frammentazione).<\/p>\n<p>f) <strong>Informazione e conoscenza, insieme con la <i>comunicazione<\/i> (loro \u201cpropulsore\u201d) \u2013 gi\u00e0 protagoniste dei processi di <i>socializzazione<\/i> e di formazione delle identit\u00e0 individuali e collettive<\/strong> \u2013 oltre ad essere diventate i principali \u201cfattori di produzione\u201d e, soprattutto, dei \u201cbisogni primari\u201d fondamentali, si sono ormai rivelate come le uniche risorse in grado di far comunicare le parti di un sistema-mondo apparentemente in aperto conflitto.<\/p>\n<p>g) <strong>Informazione, conoscenza e comunicazione potrebbero in futuro \u2013 con adeguate strategie politiche di respiro internazionale \u2013 rivelarsi sempre pi\u00f9 decisive nella dura battaglia per il <i>riconoscimento universale<\/i>, l\u2019affermazione definitiva e \u2013 si spera \u2013 la concreta applicazione dei \u201cdiritti di cittadinanza globale\u201d,<\/strong> nonch\u00e9 per la riduzione delle drammatiche disuguaglianze presenti nel sistema-mondo.<\/p>\n<p>h) <strong>Nell\u2019era del Globale e della<\/strong> <strong><i>societ\u00e0 in rete<\/i>, molte di queste disuguaglianze (locali e globali) non sono soltanto \u2013 come Marx ci aveva criticamente e opportunamente insegnato \u2013 dovute a profonde <i>distorsioni<\/i> nei rapporti economici; conseguentemente, non sono spiegabili solo sulla base\u00a0 di assunti legati ad un <i>determinismo<\/i> di tipo <i>economico<\/i> (basti pensare alla celebre formula del <i>possesso<\/i> dei \u201cmezzi di produzione\u201d). Le nuove <i>disuguaglianze<\/i> sono sempre pi\u00f9 spesso di tipo <i>conoscitivo<\/i> e <i>culturale<\/i>: sono <i>disuguaglianze<\/i> che si manifestano anche in paesi relativamente sviluppati, nei quali le libert\u00e0 civili e i diritti fondamentali vengono ignorati, per non dire calpestati. Esse costituiscono l\u2019esito inevitabile del mancato sviluppo della democrazia e della societ\u00e0 di diritto, ma anche del non rispetto delle differenze culturali<a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn7\">[7]<\/a> e della libert\u00e0 di pensiero. Estremizzando questo punto con una domanda, ci si potrebbe chiedere: come \u00e8 possibile far rispettare dei diritti di cui non si conosce nemmeno l\u2019esistenza ? Ma la questione dell\u2019<i>alfabetizzazione<\/i> e, ad un livello successivo, della <i>formazione<\/i> \u00e8 assolutamente decisiva anche soltanto per progettare le politiche di sviluppo e di <i>welfare<\/i>, garantendo per esempio l\u2019assistenza sanitaria e sociale<i>.<\/i> \u00c8 un problema, tanto per cambiare, di <i>accesso<\/i> alle risorse, tra le quali \u2013 come detto \u2013 le pi\u00f9 decisive risultano essere oggi quelle <i>immateriali<\/i> (informazioni e conoscenze = competenze), in grado, evidentemente, di determinare <i>asimmetria<\/i> nelle relazioni sociali a qualsiasi livello<a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn8\">[8]<\/a>.<\/strong><\/p>\n<p>i) <strong>Il processo di <i>globalizzazione<\/i>, di conseguenza, porta inevitabilmente con s\u00e9 la necessit\u00e0 di <i>rivedere<\/i> in chiave <i>transnazionale<\/i> qualsiasi strategia economica, politica, sociale e culturale. La societ\u00e0 dell\u2019informazione e della conoscenza, <i>pur essendo<\/i> <i>una dimensione costitutiva<\/i> della <i>societ\u00e0 ipercomplessa,<\/i> rappresenta la <i>speranza<\/i> \u2013 per molti versi, la nuova <i>utopia<\/i><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn9\">[9]<\/a> \u2013 <i>di dar vita <\/i>ad un \u201cprogetto\u201d di globalizzazione etica, pi\u00f9 responsabile e solidale che, nonostante le dimensioni, tuttora preoccupanti, del <i>digital divide<\/i>, trova i suoi punti di appoggio<i> \u2013 <\/i>le sue<i> leve \u2013 <\/i>proprio<i> <\/i>nella<i> <\/i>conoscenza<i> <\/i>e nella<i> <\/i>comunicazione globale<i>.<\/i><\/strong> Quello che abbiamo definito il <i>nuovo ecosistema della conoscenza <\/i>trova nell\u2019economia interconnessa straordinarie opportunit\u00e0 di <i>democratizzazione<\/i> della conoscenza e dei processi culturali andando a scardinare, definitivamente, il vecchio modello industriale costituito da assetti consolidati, gerarchie, <i>logiche di controllo<\/i> e di <i>chiusura al cambiamento<\/i>.<strong> La conoscenza, risorsa immateriale strategica per il mutamento in corso, comincia ad essere sempre pi\u00f9 vista e percepita come \u201cbene comune\u201d in grado di ristabilire rapporti sociali di potere meno squilibrati e asimmetrici<\/strong>.<\/p>\n<p>Dunque, alla luce di quanto progressivamente emerso nel corso del nostro lavoro \u2013 questi \u201cpunti critici\u201d, sopra richiamati, crediamo ne rappresentino una sintesi chiara e, allo stesso tempo, completa \u2013 ci siamo resi conto della estrema difficolt\u00e0 (praticamente dell\u2019impossibilit\u00e0), data la <i>complessit\u00e0<\/i> delle dimensioni che costituiscono il nostro \u201coggetto di studio\u201d, di arrivare a delle conclusioni definitive o di proporre, presuntuosamente, addirittura delle \u201csoluzioni\u201d (che, tra l\u2019altro, non possono pi\u00f9 permettersi di trascurare la dimensione etica), rispetto alle questioni vitali delle globalizzazione <i>rischiosa<\/i> e della cosiddetta <i>societ\u00e0 <\/i>della<i> conoscenza <\/i>e<i> <\/i>della<i> comunicazione totale<\/i>.<\/p>\n<p>Tuttavia, oltre evidentemente alla grande passione e all\u2019interesse che lega chi scrive a questi argomenti cos\u00ec attuali e decisivi per il destino del sistema-mondo, \u00e8 stata proprio la profonda consapevolezza delle notevoli difficolt\u00e0 che avremmo incontrato nel tentativo <strong>di <i>definire un modello<\/i> di analisi del mutamento e riflettere sulle possibilit\u00e0 di un\u2019<i>etica (razionale) <\/i>della<i> comunicazione per la civilt\u00e0 tecnologica in rete<\/i> \u2013 che avesse una prospettiva <i>universale<\/i><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn10\">[10]<\/a> \u2013 unita all\u2019urgenza di una siffatta riflessione \u2013 testimoniata peraltro da una letteratura scientifica estremamente articolata \u2013 a guidare la nostra analisi, alimentandola continuamente di spunti. Ma, alla base del nostro lavoro, si colloca,\u00a0 senza dubbio, anche un altro intimo convincimento: che la <i>comunicazione etica<\/i> e la <i>conoscenza diffusa<\/i>, a livello locale e globale, rappresentino realmente i pre-requisiti fondamentali per la realizzazione del \u201cprogetto\u201d \u2013 su cui, ormai, (quasi) tutti, pur partendo da posizioni ideologiche diverse, sembrano essere d\u2019accordo \u2013 di una <i>societ\u00e0 globale pi\u00f9 equa e solidale<\/i><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn11\">[11]<\/a>, che ponga nuovamente alla sua base i \u201cvalori\u201d dell\u2019uomo (<i>neoumanesimo<\/i><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn12\">[12]<\/a>)<\/strong> <strong>e i diritti di cittadinanza globale; a<\/strong> maggior ragione, in un momento storico in cui la dimensione del <i>conflitto<\/i>, in primo luogo culturale e sociale, sembra nettamente prevalente all\u2019interno del sistema-mondo<strong>.<\/strong> <strong>Un <i>nuovo umanesimo<\/i> basato sulla conoscenza diffusa e accessibile a tutti che sia capace di includere i soggetti deboli dell\u2019economia-mondo.<\/strong> Ci\u00f2 nonostante, dobbiamo anche registrare dei segnali positivi di \u201crisveglio\u201d di una <i>coscienza globale<\/i> delle problematiche che caratterizzano la globalizzazione. Da osservare con estrema attenzione, in tal senso, anche l\u2019avvento delle nuove sfere pubbliche in rete e il fenomeno dell\u2019<i>open source<\/i>, destinato ad offrire importanti opportunit\u00e0. Tuttavia, dobbiamo rilevare come questo risveglio sia avvenuto, forse, anche per merito di un <i>sistema mondiale della comunicazione<\/i> che, pur presentando numerosi aspetti criticabili e, in alcuni casi, inquietanti, ha, comunque, offerto, prevalentemente attraverso la <strong>Grande Rete \u2013 con la sua<\/strong> <strong><i>struttura reticolare radicalmente de-gerarchizzata<\/i>, che si sviluppa <i>autopoieticamente<\/i> \u2013 e le tecnologie senza fili la straordinaria opportunit\u00e0 di una formazione di \u201cvisioni del mondo\u201d (scientifiche e non) <i>alternative<\/i><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn13\">[13]<\/a> a quelle <i>egemoni<\/i> e che, in futuro \u2013 sempre se ci sar\u00e0 la volont\u00e0 politica dei soggetti \u201cforti\u201d (Stati-nazione e organizzazioni mondiali) del panorama internazionale \u2013\u00a0 \u00e8 destinata ad accrescere i margini di <i>libert\u00e0<\/i> <i>d\u2019azione individuale e collettiva<\/i> e, soprattutto, le opportunit\u00e0 di sviluppo<\/strong><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn14\"><strong>[<\/strong>14]<\/a>. Ed \u00e8 in tal senso che Manuel Castells, riferendosi alla comunicazione nell\u2019et\u00e0 digitale, parla di una rivoluzione segnata dall\u2019affermazione di una nuova forma di comunicazione interattiva \u2013 basata sull\u2019ubiquit\u00e0 locale\/globale consentita dalle reti <i>wireless<\/i>, sul miglioramento della trasmissione su banda larga e sul software avanzato \u2013 definita <strong><i>autocomunicazione di<\/i> <i>massa<\/i> <\/strong>\u00abQuel che \u00e8 storicamente inedito, con conseguenze importanti per l\u2019organizzazione sociale e la mutazione culturale, \u00e8 l\u2019articolazione di tutte le forme di comunicazione in un ipertesto digitale composito e interattivo che include, mixa e ricombina <i>nella loro diversit\u00e0<\/i> l\u2019intero ventaglio delle espressioni culturali veicolate dall\u2019interazione umana\u00bb<a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn15\">[15]<\/a>. <strong>A rafforzare la nostra convinzione \u201carriva\u201d, quasi insospettabilmente, anche Herbert Marcuse,\u00a0 esponente delle teoria critica della societ\u00e0 e <i>autore-culto<\/i> nei caldi anni Sessanta della contestazione. Nel suo <i>The One-Dimensional Man<\/i> (1964), infatti, Marcuse, pur essendo estremamente critico nei confronti societ\u00e0 capitalista avanzata, \u201ccolpevole\u201d di aver sottomesso l\u2019uomo all\u2019apparato produttivo (promuovendo il <i>pensiero acritico<\/i>), attraverso la razionalit\u00e0 strumentale, la tecnica, i consumi ed i \u201cbisogni falsi\u201d promossi e indotti dall\u2019industria culturale, riconosce con notevole senso dell\u2019intuito che \u00abi processi tecnologici di meccanizzazione e di unificazione potrebbero liberare l\u2019energia di molti individui, facendola confluire in un regno ancora inesplorato di libert\u00e0 al di l\u00e0 della necessit\u00e0. La stessa struttura dell\u2019esistenza umana ne sarebbe modificata\u00bb<\/strong><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn16\"><strong>[<\/strong>16]<\/a>.<\/p>\n<p><strong>La<i> societ\u00e0 della conoscenza<\/i>, caratterizzata dalla <i>circolazione in tempo reale di informazioni e conoscenze<\/i>, oltre ad aver contribuito alla <i>riduzione della complessit\u00e0<\/i>, ha determinato la <i>formazione di una coscienza collettiva globale<\/i> <i>delle problematiche della societ\u00e0 globale del rischio<\/i>.<\/strong> Si tratta di un \u201criflesso\u201d di fondamentale importanza, che sembra, peraltro, aver ulteriormente sensibilizzato l\u2019opinione pubblica mondiale su alcune tematiche importantissime come i diritti umani, le nuove disuguaglianze, la democrazia e la richiesta di un\u2019eguaglianza delle opportunit\u00e0, il rispetto delle identit\u00e0 ecc.<\/p>\n<p>I concetti e le teorie analizzati hanno fatto, forse paradossalmente, ri-emergere quello che possiamo considerare, a tutti gli effetti, un ulteriore \u201cdato di fatto\u201d: <strong>la richiesta sempre pi\u00f9 insistente di \u201cresponsabilit\u00e0\u201d e di un\u2019etica che, al di l\u00e0 della scientificit\u00e0 della norma giuridica e\/o del sistema di norme e sanzioni culturalmente codificate, si riveli maggiormente in grado di interpretare la \u201csociet\u00e0 ipercomplessa\u201d. Infatti, dominata dal modello occidentale di <i>razionalit\u00e0<\/i>, dalle <i>nuove reti di interazione sociale<\/i> prodotte dalla <i>convergenza<\/i> <i>tecnologica<\/i>, dalla <i>ibridazione <\/i>delle<i> culture<\/i>, dalla circolazione delle conoscenze e delle informazioni in <i>tempo reale<\/i> (velocit\u00e0 = efficienza) e dalla <i>virtualizzazione<\/i> dei flussi \u2013 la sfera di discorso dell\u2019etica ha riacquisito una centralit\u00e0 perduta, in virt\u00f9 del trionfo sia della fede nell\u2019ideale illuministico di \u201cprogresso\u201d che di un ottimismo generato da una <i>fiducia<\/i> illimitata, di matrice positivista, nella potenzialit\u00e0 della scienza e della tecnica.<\/strong><\/p>\n<p>In particolare, \u00a0la questione cruciale dell\u2019etica si ripropone come area di studi assolutamente fondamentale e trasversale ai settori disciplinari, oltre che settore nevralgico per l\u2019evoluzione dei sistemi sociali. Una <i>provincia di significato<\/i> che le scienze sociali sembrano non voler attraversare, quasi temendo (erroneamente) una contaminazione della propria scientificit\u00e0 e del proprio rigore metodologico, talvolta ignorandone perfino la matrice originaria.<\/p>\n<p><strong>Una questione che chiama in causa diversi ambiti di studio e che, volendo operare un\u2019ulteriore sintesi, coinvolge essenzialmente un <i>duplice livello di analisi<\/i>: ad un primo livello, che potremmo definire \u201cmacro\u201d, una comunicazione <i>etica<\/i>, realmente orientata verso l\u2019<i>intesa<\/i>, potrebbe davvero rivelarsi lo \u201cstrumento\u201d in grado di consentire una migliore gestione e\/o riduzione dei <i>rischi<\/i> e delle <i>incertezze<\/i> (dovuti a mancata o insufficiente diffusione delle conoscenze) e, soprattutto, una <i>mediazione<\/i> delle nuove forme di <i>conflittualit\u00e0<\/i> \u2013 globali (tra Stati-nazione, comunit\u00e0, etnie, tra aziende transnazionali e contesto, tra \u201cmondi di vita\u201d etc.) e locali (tra sistema di potere e societ\u00e0 civile, tra Pubbliche Amministrazioni e cittadini, tra istituzioni e mondo della produzione) \u2013 sempre pi\u00f9 \u201cinterconnesse\u201d tra loro. Un processo complesso che, una volta innescato, porterebbe con s\u00e9 il riconoscimento di diritti e di principi etici condivisibili a livello <i>universale<\/i>.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ad un secondo livello, definito \u201cmicro\u201d,\u00a0 la nostra analisi non ha potuto non prendere atto che la comunicazione, intesa come <i>processo sociale di condivisione della conoscenza<\/i>, e, con essa, i <i>flussi<\/i> comunicativi abbiano ormai assunto una posizione di assoluta centralit\u00e0 nella formazione, oltre che dell\u2019<i>opinione pubblica <\/i>(elemento fondamentale dei moderni sistemi democratici),\u00a0 delle <i>identit\u00e0<\/i> e delle <i>appartenenze collettive<\/i> e, pi\u00f9 in generale, nella <i>socializzazione<\/i> di individui sempre pi\u00f9 autonomi nelle loro scelte. Alla luce evidentemente di quel processo che abbiamo definito di <i>dilatazione della prassi<\/i> e, nello specifico, della sfera pubblica, entrambi le dimensioni analitiche convergono verso una prospettiva strategica che, basandosi su una necessaria ridefinizione del concetto stesso di \u201csfera pubblica\u201d<a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn17\">[17]<\/a> e, soprattutto, su un\u2019attenta analisi di tutte le complesse implicazioni che questo processo comporta, \u00e8 finalizzata all\u2019individuazione di strategie pi\u00f9 consapevoli e mirate<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, a ulteriore conferma di quanto in precedenza sostenuto, dobbiamo considerare che la <i>modernit\u00e0 complessa<\/i> ha innescato, tra le molteplici dinamiche, un processo di <i>ipertrofizzazione<\/i> degli apparati burocratici risultanti dal rafforzamento dei vecchi Stati-nazione che, a sua volta, ha determinato la progressiva <i>dissoluzione <\/i>di<i> <\/i>quello<i> spazio pubblico<\/i> definito dallo stato di diritto come il <i>luogo<\/i> in cui tutte le istanze sociali, le modalit\u00e0 della rappresentanza politica e, soprattutto, la tutela dei diritti devono trovare legittimazione e riconoscimento da parte delle collettivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il processo di evoluzione dei neonati regimi democratici, spesso culturalmente fondati sul concetto di <i>sovranit\u00e0 popolare<\/i>\u2013 intesa come <i>egemonia<\/i> o predominio delle <i>maggioranze<\/i> \u2013 e sulla mancata definizione del rapporto tra i valori fondanti della <i>libert\u00e0<\/i> e dell\u2019<i>uguaglianza<\/i><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn18\">[18]<\/a>, ha causato una radicale politicizzazione della <i>sfera pubblica<\/i> che, articolatasi poi in istituzioni politiche e in nuove istanze sociali in cerca di un riconoscimento pubblico e di una traduzione operativa in norme di diritto, \u00e8 andata configurandosi sempre pi\u00f9 come <i>sistema autopoietico<\/i>.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lo spazio operativo della <i>sfera pubblica<\/i> si \u00e8 visto in tal modo drasticamente ridimensionato, in maniera peraltro inequivocabile, alla sola questione della \u201crappresentanza\u201d. La politica entra in crisi forse proprio nel momento in cui la sfera pubblica si configura sempre pi\u00f9 come <i>ancella<\/i> del sistema di potere. In quel momento viene meno, cio\u00e8, per dirla con Habermas, quel livello di <i>mediazione<\/i> tra sistema e mondo della vita che si fonda su un <i>agire comunicativo<\/i> in grado di tematizzare criticamente istanze sociali e opinioni generatesi all\u2019interno del <i>mondo della vita<\/i> e della societ\u00e0 civile, dando loro piena legittimit\u00e0 oltre che rilevanza pubblica.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019inevitabile <i>dilatazione<\/i> della <i>prassi<\/i> (non soltanto politica) costringe, pertanto, la comunit\u00e0 scientifica a ripensare, se non addirittura a riformulare, le stesse categorie concettuali \u2013 e, tra queste, quella di sfera pubblica<a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn19\"><sup>[19]<\/sup><\/a> che si \u00e8 rivelata assolutamente centrale \u2013 che hanno consentito per molto tempo la decodifica dei mutamenti socio-culturali. Ed \u00e8 proprio questa <i>dilatazione<\/i> a richiedere un significativo sforzo a studiosi e intellettuali, nel tentativo di elaborare un <i>paradigma<\/i> pi\u00f9 flessibile del concetto di \u201csfera pubblica<\/strong>\u201d. Tale necessit\u00e0 si rende ancor pi\u00f9 urgente proprio in questa dimensione rivelatasi \u2013 come detto \u2013 assolutamente strategica per il progresso dei regimi democratici e, forse, per la loro stessa sopravvivenza. <strong>Ad essere in gioco sono i <i>diritti di cittadinanza<\/i> che, mai come in quest\u2019epoca, sono da mettersi in correlazione con l\u2019<i>accesso <\/i>alle informazioni ed alle conoscenze ma anche, e soprattutto, con la possibilit\u00e0 di un loro utilizzo pi\u00f9 consapevole e produttivo, finalizzato ad incidere sulle decisioni politiche e la dialettica democratica.<\/strong><\/p>\n<p>Una questione cruciale che non pu\u00f2 non essere affrontata anche a livello internazionale, anche perch\u00e9 le nuove tecnologie dell\u2019informazione stanno contribuendo in maniera decisiva <strong>al processo di costruzione di una <i>nuova<\/i> <i>sfera pubblica metanazionale<\/i><\/strong> caratterizzata da modalit\u00e0 di interazione sociale del tutto innovative, in grado di stravolgere le tradizionali logiche della dialettica democratica e della <i>rappresentanza<\/i><strong> e, pi\u00f9 in generale, dell\u2019<i>arena<\/i><\/strong> <strong>politica ormai anch\u2019essa transnazionale<\/strong><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn20\"><sup>[20]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p><strong>Il <i>sistema-mondo<\/i> sta vivendo un momento di grandi e inarrestabili trasformazioni dall\u2019esito incerto, risultanti da processi complessi che stanno plasmando la <i>configurazione<\/i> dei sistemi sociali ormai sempre pi\u00f9 strutturati, dal punto di vista dei <i>flussi<\/i> (economici, politici e sociali), in maniera <i>reticolare<\/i>. Si tratta di una fase storica estremamente delicata, associata da pi\u00f9 parti ai concetti di <i>rischio<\/i>, <i>incertezza<\/i>, <i>complessit\u00e0<\/i>, nella quale sembra diffondersi sempre di pi\u00f9 la percezione forte di una <i>precariet\u00e0 delle appartenenze<\/i> e del Soggetto, gi\u00e0 sconvolto nelle sue certezze conoscitive ed esistenziali dall\u2019avvento della modernit\u00e0, \u201c<i>edificata<\/i>\u201d<i> proprio sul valore assoluto della relativit\u00e0 della conoscenza e dei valori<\/i>.<\/strong> <strong>I paradigmi scientifici e, pi\u00f9 in generale, i modelli interpretativi del reale, prodotti dal pensiero moderno e contemporaneo, si basano proprio sulla maturazione anche sofferta della consapevolezza di questa<\/strong> <i>crisi<\/i>.\u00a0 E, peraltro, sono proprio le cosiddette \u201cscienze esatte\u201d a prendere atto del valore esclusivamente probabilistico e statistico delle conoscenze. Questa fondamentale e rinnovata consapevolezza ha un impatto straordinario non soltanto evidentemente su teoria e ricerca scientifica, bens\u00ec su tutti i sistemi socioculturali. L\u2019evoluzione dei processi e dei sistemi comunicativi assume, in questa complessa fase di mutamento, una rilevanza assolutamente strategica.<\/p>\n<p><strong>La \u00a0 Grande Rete e le tecnologie senza fili \u2013 nuova \u201cinfrastruttura tecnologica\u201d della societ\u00e0 <i>ipercomplessa<\/i> \u2013 producendo una <i>desequenzializzazione del tempo <\/i>(Castells), oltre a determinare l\u2019avvento di un\u00a0 nuovo modello di comunicazione e, conseguentemente, di una nuova cultura, hanno innescato un processo di trasformazione delle forme di socialit\u00e0, modificando in profondit\u00e0 tutti i modelli organizzativi (e-government, e-business, e-learning, telelavoro etc.). E, non poteva essere altrimenti, l\u2019incredibile <i>ipertrofizzazione della sfera dell\u2019agire umano<\/i> ha portato con s\u00e9 nuove questioni di natura etica non pi\u00f9 eludibili, tanto da rendere necessario un <i>sapere di tipo predittivo<\/i> (Jonas) e, soprattutto, nuove <i>responsabilit\u00e0 <\/i>che coincidono con nuove <i>libert\u00e0 rischiose<\/i>.<\/strong><\/p>\n<p>La rinnovata consapevolezza della centralit\u00e0 strategica della <i>conoscenza<\/i> ha determinato la definitiva affermazione di una nuova forma di capitalismo (<i>new<\/i> <i>economy<\/i>) basata sulla circolazione dei beni immateriali: <strong>si tratta di un <i>capitalismo culturale<\/i> che sembra aver ribaltato il rapporto \u2013 analizzato e definito da Karl Marx \u2013 tra le categorie di <i>struttura <\/i>(economia) e <i>sovrastruttura <\/i>(cultura); un capitalismo fondato sulla possibilit\u00e0 di <i>accesso<\/i> alle risorse (Rifkin) e che scopre una nuova <i>dinamicit\u00e0<\/i> nella possibilit\u00e0 della diffusione <i>in tempo reale<\/i> delle conoscenze e delle informazioni (<i>turbocapitalismo<\/i>) e nella <i>virtualizzazione<\/i> del denaro.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La comunicazione, mediante la <i>compressione spazio-temporale<\/i> (Harvey) permessa dalle nuove tecnologie informatiche \u2013\u00a0 in un contesto in cui si va sempre di pi\u00f9 verso la <i>convergenza<\/i> e l\u2019<i>ibridazione culturale <\/i>\u2013<i> <\/i>diventa la variabile decisiva in grado da una parte di diffondere le<i> conoscenze<\/i> e, quindi, di <i>ridurre la complessit\u00e0<\/i> (Luhmann) e, dall\u2019altra, di <i>mediare<\/i> le nuove forme di conflittualit\u00e0 che pervadono la <i>modernit\u00e0 radicale<\/i>.<\/strong> Il processo di globalizzazione, quindi, sta ponendo all\u2019ordine del giorno problematiche di non facile soluzione e che richiedono il coinvolgimento dell\u2019intera comunit\u00e0 internazionale: la<strong> convivenza tra culture diverse nel reciproco rispetto e riconoscimento; il nuovo mercato del lavoro che richiede agli individui sempre pi\u00f9 competenze e<\/strong> <strong><i>flessibilit\u00e0<\/i>; la nascita di <i>nuove disuguaglianze<\/i> sociali; la questione ambientale; la criminalit\u00e0 internazionale, le <i>nuove forme di schiavit\u00f9<\/i> (di esempi se ne potrebbero fare molti altri). Tutto ci\u00f2 ha riportato in primo piano nell\u2019<i>agenda<\/i> internazionale dell\u2019opinione pubblica alcune tematiche che erano state forse trascurate perch\u00e9 reputate ormai come dati di fatto acquisiti: tra queste, su tutte, la questione dei diritti dell\u2019uomo (oggi <i>diritti di cittadinanza globale<\/i>)<\/strong> che dovrebbero essere, oltre che formalmente riconosciuti, rispettati a livello universale.<\/p>\n<p>La globalizzazione \u2013 \u00e8 bene sottolinearlo ancora una volta \u2013 non \u00e8, come molti hanno creduto inizialmente, un processo esclusivamente economico, dal momento che investe la dimensione culturale con profonde conseguenze sociali e politiche:<strong> si\u00a0 tratta di un processo che investe radicalmente la sfera dei <i>valori condivisi<\/i>, dei <i>significati<\/i> e dei <i>simboli<\/i> che consentono la sopravvivenza di un sistema sociale storicamente determinato, attraverso la coesione, la fiducia e la cooperazione degli attori che lo costituiscono.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Riconosciuto il <i>diritto al relativismo<\/i> delle culture e dei valori, siamo forse arrivati ad un punto di crisi \u2013\u00a0 di <i>attraversamento dell\u2019abisso<\/i> \u2013 in cui diventa di fondamentale importanza proprio il tentativo di trascendere il relativismo stesso (comunque nel <i>rispetto della diversit\u00e0 culturale)<\/i>, servendosi di una <i>comunicazione etica<\/i>, realmente <i>orientata verso l\u2019intesa <\/i>e lo<i> scambio di valore<\/i>.<\/strong><\/p>\n<p>La nostra convinzione \u00e8 che questo percorso, certamente non semplice, possa essere intrapreso non solo a livello teorico ma anche pratico (decisioni politiche all\u2019interno di una \u201cpolitica interna mondiale\u201d). <strong>La comunicazione d\u2019altra parte, oltre ad essere decisiva per la <i>socializzazione<\/i><\/strong> <strong>degli attori sociali (individuali e collettivi) \u2013 altrimenti <i>liberi da ogni responsabilit\u00e0<\/i> e\/o vincolo \u2013 potrebbe risultare fondamentale \u2013 come gi\u00e0 accennato \u2013 nel complesso processo di <i>mediazione<\/i> dei conflitti globali e locali. I moderni sistemi sociali, peraltro, sono attraversati da flussi migratori diretti verso il Nord del mondo ricco e sviluppato che si vanno intensificando sempre di pi\u00f9,\u00a0 ponendo, tra le tante, la questione centrale della <\/strong><i><strong>conviven<\/strong>za<\/i>. E non si pu\u00f2 continuare a credere che le uniche soluzioni praticabili siano legate all\u2019innalzamento di barriere (politiche o culturali) o <strong>al semplice e formale riconoscimento del valore della <i>tolleranza,<\/i> spesso ipocritamente utilizzato<\/strong>.<\/p>\n<p><strong><i>Credere<\/i> nella possibilit\u00e0 di una <i>comunicazione etica<\/i>, di un \u201cagire orientato verso l\u2019intesa\u201d, significa credere nella possibilit\u00e0 di \u201cconvergenza\u201d tra valori e visioni del mondo talvolta anche contrapposte; significa credere nel <i>dialogo<\/i> e nel confronto tra \u201cmondi di vita\u201d diversi; significa credere nella possibilit\u00e0 di un riconoscimento effettivo e universale dei diritti dell\u2019uomo (oggi potremmo dire dei <i>diritti di cittadinanza globale<\/i>) anche nel suo essere <i>lavoratore<\/i> e <i>consumatore<\/i>; significa credere nella possibilit\u00e0 di una reale <i>integrazione<\/i> dei popoli basata sul riconoscimento di valori condivisibili non stabiliti a priori,\u00a0 ma acquisiti in modo <i>intersoggettivo<\/i>.<\/strong><\/p>\n<p>Nella pratica ci\u00f2 significa \u2013 tra le tante possibilit\u00e0 \u2013 educare alla <i>multiculturalit\u00e0<\/i><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn21\">[21]<\/a>, alla conoscenza del \u201cgrande Altro\u201d<a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn22\">[22]<\/a> (delle culture altre) con opportune politiche formative, rafforzando nel contempo la propria identit\u00e0 culturale storicamente determinata. Ma significa anche, in altre parole, credere nella possibilit\u00e0 concretamente realizzabile, nel progetto forte di una <i>globalizzazione etica<\/i> che, nelle persone che hanno <i>responsabilit\u00e0<\/i> di potere, ponga al primo posto della sua <i>agenda<\/i> proprio il <i>principio responsabilit\u00e0<\/i><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn23\">[23]<\/a>, la <i>dignit\u00e0<\/i> dell\u2019uomo, la giustizia e i diritti dei popoli.<\/p>\n<p>Si tratta di una prospettiva complessa che richieder\u00e0 tempo, ma soprattutto consapevolezza e\u00a0 <strong>volont\u00e0 di attuazione da parte, in primo luogo, dei vecchi Stati-nazione \u2013 ormai scavalcati dai <i>flussi immateriali<\/i> della cosiddetta <i>new-economy<\/i> \u2013 delle aziende transnazionali (che non possono credere che tali questioni non le riguardino), delle <i>agenzie di socializzazione <\/i>(famiglia, scuola, partito, sindacato, associazioni etc.) e di tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nella formazione delle coscienze e nella mediazione dei conflitti, non ultimi i cosiddetti <i>intellettuali<\/i>. Lo studio effettuato, a tal proposito, ha posto l\u2019accento proprio sulla necessit\u00e0, come ampiamente argomentato dal principale teorico dell\u2019<i>agire comunicativo <\/i>Jurgen Habermas<a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn24\">[24]<\/a>, che siano garantiti ovunque alcuni <i>prerequisiti fondamentali<\/i> legati alla sopravvivenza ed alle <i>condizioni materiali<\/i> di vita delle persone<\/strong>. Se ci\u00f2 non dovesse accadere, tale prospettiva avrebbe modo e ragione di esistere ed essere applicata soltanto nei paesi sviluppati.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo nel lungo periodo deve per\u00f2 rimanere quello della creazione \u2013 per dirla con Beck \u2013 di una <i>societ\u00e0 civile transnazionale<\/i>, basata sui diritti di <i>cittadinanza globale<\/i> e non soltanto sulle regole imposte dal mercato mondializzato.<\/p>\n<p>A tal proposito, senza opportune e mirate strategie politiche transnazionali, \u00e8 destinato ad aumentare il <i>gap<\/i> tra Paesi avanzati (<i>detentori <\/i>della<i> conoscenza<\/i> e dei mezzi di produzione) e Paesi in via di sviluppo<a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn25\">[25]<\/a>, che verrebbero in tal modo tagliati definitivamente fuori dalle dinamiche dell\u2019economia della conoscenza.<\/p>\n<p>Come pi\u00f9 volte ribadito, e considerate i tratti distintivi di quella che Castells ha definito <i>Network Society<\/i>, l\u2019implementazione di strategie (e di programmi) finalizzate alla condivisione della conoscenza ed una <i>pragmatica della comunicazione<\/i><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn26\">[26]<\/a><i> responsabile <\/i>possono senza dubbio rivelarsi delle risorse strategiche funzionali alla formazione di una <i>societ\u00e0 civile transnazionale<\/i>, alla definizione di una politica interna mondiale ed alla fondazione di un\u2019etica pubblica transnazionale<i> <\/i>(<i>globalizzazione etica<\/i>). Questo potrebbe essere il <i>vero valore<\/i> aggiunto della <i>modernit\u00e0 radicale<\/i>.<\/p>\n<p><strong>La diffusione di una <i>razionalit\u00e0 comunicativa<\/i> e non <i>strumentale<\/i> sta gi\u00e0 contribuendo in maniera significativa alla <i>formazione di una sfera del diritto e della morale transnazionale<\/i>.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nella <i>societ\u00e0 ipercomplessa<\/i>, la prassi della comunicazione \u00e8 letteralmente esplosa,\u00a0 determinando un processo di riconfigurazione dello spazio-tempo ed una progressiva erosione dei confini tra \u201cpubblico\u201d e \u201cprivato\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Allo stesso tempo, la mancata definizione di nuovi <i>parametri<\/i> nel campo della condotta morale e la conseguente diffusione di valori sempre pi\u00f9 legati ad un individualismo, talvolta esasperato e irrazionale, hanno spinto il Soggetto verso una condizione di \u201cisolamento\u201d che certamente ha favorito un (ri)posizionamento pi\u00f9 strategico, all\u2019interno dell\u2019offerta formativa, dei <i>media<\/i> e, in generale, del sistema dell\u2019informazione<a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn27\">[27]<\/a>.<\/p>\n<p><strong>La <i>crescita esponenziale dei canali di socializzazione<\/i> e la <i>crisi comunicativa<\/i> hanno ulteriormente allentato la <i>trama<\/i> del tessuto sociale, aumentando in molti casi le distanze tra le istituzioni (\u201cformali\u201d e \u201cinformali\u201d) e i singoli attori sociali che, da sempre, hanno contribuito a creare quello <i>spazio sociale<\/i> <i>condiviso<\/i> utilizzato per il confronto e lo scambio, per la ri-elaborazione delle informazioni e della conoscenza, oltre che per la definizione di strategie per la prassi.<\/strong><\/p>\n<p>Lo sviluppo del sistema-mondo \u00e8 strettamente legato, pertanto, all\u2019affermazione di una nuova <i>religione civile <\/i>fondata sulla <i>conoscenza<\/i> (diffusa) e su valori non imposti, ma acquisiti in <i>maniera intersoggettiva<\/i> da tutti gli <i>attori<\/i> coinvolti. <strong>Si avverte, in tal senso, il bisogno urgente \u2013 per dirla con Ferrarotti \u2013 di una \u201cfede senza dogmi\u201d<a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn28\">[28]<\/a> (1990) alimentata dalla capacit\u00e0 di <i>pensiero complesso<\/i><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftn29\">[29]<\/a> e da una responsabilit\u00e0 fondata sulle <i>competenze<\/i>.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La scelta di puntare su strategie finalizzate alla<i> condivisione <\/i>della <i>conoscenza <\/i>potr\u00e0 avere un ruolo assolutamente decisivo nella riduzione delle disuguaglianze (<i>asimmetrie sociali<\/i>), nel governo dell\u2019egoismo sociale e, di conseguenza, nella mediazione\/ri-composizione produttiva dei conflitti. Ma la <i>produzione sociale di conoscenza<\/i> \u2013 a nostro avviso \u2013 \u00e8 destinata sempre pi\u00f9 ad accrescere gli \u201cspazi di libert\u00e0\u201d all\u2019interno dei vecchi Stati-nazione, garantendo maggiori opportunit\u00e0 di emancipazione rispetto al passato. Per non parlare dell\u2019impatto sulle pubbliche amministrazioni e sul sistema delle imprese (nazionali e transnazionali) che, proprio grazie al miglioramento dei processi comunicativi interni ed esterni (COMUNICAZIONE <i>\u00e8<\/i> ORGANIZZAZIONE e viceversa), scelgono sempre pi\u00f9 di puntare sul modello dell\u2019azienda <i>a rete<\/i>, reso possibile dalla conoscenza condivisa, dalla <i>formazione continua <\/i>e da un modo totalmente differente di pensare la prassi organizzativa.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il riconoscimento del valore della <i>trasparenza<\/i>, poi, spinge le organizzazioni complesse a configurarsi concretamente come \u201csistemi aperti\u201d (agli <i>stakeholders<\/i>, al territorio e alla <i>Comunit\u00e0<\/i>), in grado di gestire al meglio la <i>complessit\u00e0<\/i>: una complessit\u00e0 sempre legata \u2013 vogliamo ribadirlo con forza \u2013 ad una <i>carenza<\/i> o, comunque, ad una cattiva <i>gestione<\/i> della <i>conoscenza<\/i>. In tal senso, occorre partire proprio dalla consapevolezza che la <i>struttura<\/i> dell\u2019<i>economia della conoscenza <\/i>si basa sulla condivisione di questa straordinaria risorsa immateriale; condivisione che, contrariamente alle tradizionali <i>logiche di controllo<\/i> e accesso tipiche del vecchio modello industriale, \u00a0costituisce il pre-requisito fondamentale alla base della stessa possibilit\u00e0 di <i>produzione della conoscenza<\/i>.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref1\">[1]<\/a> Per approfondire, si veda l\u2019importante opera di<strong> C.Taylor (2007), <i>A Secular Age<\/i>, trad.it., <i>L\u2019et\u00e0 secolare<\/i>, Feltrinelli, Milano 2009.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref2\">[2]<\/a> Cfr. <strong>D.Cohen (1999), <i>Nos temps modernes<\/i>, trad.it., <i>I nostri tempi moderni. Dal capitale finanziario al capitale umano<\/i>, Einaudi, Torino 2001; sulla categoria concettuale di \u201ccapitale umano\u201d si veda: G.S. Becker (1964-75-93), <i>Human Capital. <\/i><i>A Theoretical and Empirical Analysis, with Special Reference to Education<\/i>, trad.it., <i>Il capitale umano<\/i>, Laterza, Roma-Bari 2008.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref3\">[3]<\/a> Come noto l\u2019espressione \u201crazionalit\u00e0 limitata\u201d \u00e8 stata proposta da Herbert A.Simon, Nobel per l\u2019economia (1978), ed \u00e8 estremamente interessante anche ai fini della nostra analisi che mette in correlazione razionalit\u00e0-comunicazione-conoscenza-gestione\/riduzione della complessit\u00e0. Per approfondire si vedano: <strong>H.A. Simon (1982), <i>Models of Bounded Rationality<\/i>, 2 voll., MIT Press, Cambridge Mass; H.A. Simon (1997), <i>Models of Bounded Rationality<\/i>, Volume 3, <i>Empirically Grounded Economic Reason<\/i>, trad.it., <i>Scienza economica e comportamento umano<\/i>, Edizioni di Comunit\u00e0, Torino 2000.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref4\">[4]<\/a> Sul concetto di \u201caccettabilit\u00e0 sociale\u201d del rischio, segnaliamo un \u201cclassico\u201d: <strong>M. Douglas (1985), <i>Risk Acceptability According to the Social Sciences<\/i>, Routledge, New York, trad.it., <i>Come percepiamo il pericolo. Antropologia del rischio<\/i>, Feltrinelli, Milano 1991; M.Douglas (1992), <i>Risk and Blame: Essays in Cultural Theory<\/i>. London: Routledge, trad.it., <i>Rischio e colpa<\/i>, Il Mulino, Bologna 1996; con riferimento alle implicazioni di carattere etico cfr. S.O.Hansson, \u201cEthical Criteria of Risk Acceptance\u201d, in <i>Erkenntnis<\/i>, 59 (2003): 291-309..<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><strong><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref5\">[5]<\/a> Cfr. N.Pidgeon, R.E.Kasperson, P.Slovic (eds.), <i>The social amplification of risk, <\/i>Cambridge University Press, Cambridge 2003.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref6\">[6]<\/a> Estremamente vasta e articolata la letteratura scientifica sulla questione. Segnaliamo, in particolare, <strong>B. Fischhoff (2002), \u201cRisk perception, risk communication, risk taking\u201d, in<\/strong><i>Journal of Psychology and Financial Markets<\/i>, 3: 102-111; B.Fischhoff, (2009), \u201c<a href=\"http:\/\/sds.hss.cmu.edu\/media\/pdfs\/fischhoff\/RiskPerceptionCommunication.pdf\">Risk Perception and Communication<\/a>\u201d, in Detels R., Beaglehole R., Lansang M.A., and Gulliford M. (Eds), <i>Oxford Textbook of Public Health, Fifth Edition<\/i>, pp. 940-952.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref7\">[7]<\/a> Sul concetto di \u201cdifferenza culturale\u201d e sul rapporto esistente tra differenze culturali e universalismo dei diritti cfr. <strong>M.Wieviorka (2001), <i>La diff\u00e9rence<\/i>, trad.it., <i>La differenza culturale.Una prospettiva sociologica<\/i>, Laterza, Roma-Bari 2002<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref8\">[8]<\/a> Si pensi, per esempio, a <strong>come istruzione e formazione, strumenti fondamentali di una societ\u00e0 realmente democratica,\u00a0 sono da sempre considerate l\u2019unico\u00a0 \u201cascensore sociale\u201d disponibile<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref9\">[9]<\/a> Per una analisi storica e culturale del concetto di \u201cutopia\u201d si vedano, in particolare, i seguenti testi: <strong>L.Mumford (1921), <i>The Story of Utopias<\/i>, trad.it., <i>Storia dell\u2019utopia<\/i>, Donzelli, Roma 1997 (con prefazione di F.Crespi),(1\u00b0ed.italiana dell\u2019opera risale al 1969); J.Servier (1967), <i>Histoire de l\u2019Utopie<\/i>, trad.it., <i>Storia dell\u2019utopia.Il sogno dell\u2019Occidente da Platone ad Aldous Huxley<\/i>, Ed.Mediterranee, Roma 2002<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref10\">[10]<\/a> Sull\u2019esigenza di un\u2019etica che abbia una prospettiva <i>universale<\/i> e sulle problematiche che essa comporta si veda l\u2019importante lavoro di <strong>A.Catemario, <i>La contraddizione culturale nelle societ\u00e0 complesse: l\u2019etica universale<\/i>, Ed.Kappa, Roma 1990; interessante, in particolare, la \u201clettura\u201d\u00a0 dell\u2019etica universale \u2013 offerta dal noto antropologo culturale \u2013 messa a confronto con quelle che definisce \u201cdisarmonie\u201d e con la dimensione fondamentale dei \u201cbisogni\u201d. Tra i contributi pi\u00f9 recenti si vedano, sempre sul tema dell\u2019etica universale, anche i seguenti saggi: H.K\u00fcng (1990), <i>Projekt Weltethos<\/i>, trad.it., <i>Progetto per un\u2019etica mondiale<\/i>, Rizzoli, Milano 1991; R.Vigan\u00f2, <i>Psicologia ed educazione in Kohlberg. Un\u2019etica per la societ\u00e0 complessa<\/i>, Vita e Pensiero, Milano 1991; Z.Bauman, K.Tester (2001), <i>Conversations with Zygmunt Bauman<\/i>, trad.it., <i>Societ\u00e0, etica politica. Conversazioni con Zygmunt Bauman<\/i>, Raffaello Cortina, Milano 2002; P.Donati (a cura di), P.Koslowski, D.De Kerckhove, J.C.Alexander, <i>L\u2019etica civile alla fine del XX secolo. Tre scenari<\/i>, Mondadori, Milano 1997; J.Ladri\u00e8re (1997), <i>L\u2019\u00e9thique dans l\u2019univers de la rationalit\u00e9<\/i>, trad.it.,<i>L\u2019etica nell\u2019universo della razionalit\u00e0<\/i>, Vita e Pensiero, Milano 1999; V.Franco, <i>Etiche possibili. Il paradosso della morale dopo la morte di Dio<\/i>, Donzelli, Roma 1996;T.Chiminazzo, <i>Etica ed economia:l\u2019utopia diviene realt\u00e0.Per un mondo<\/i> <i>migliore<\/i>, Franco Angeli, Milano 2002; da ricordare anche la riflessione, estremamente critica nei confronti dello \u201cscetticismo etico\u201d, portata avanti da T.Nagel che tenta di spiegare razionalmente l\u2019etica, facendo ricorso ai concetti di \u201caltruismo\u201d e \u201cprudenza\u201d: T.Nagel (1970), <i>The Possibility of Altruism<\/i>, trad.it., <i>La possibilit\u00e0 dell\u2019altruismo,<\/i> Il Mulino, Bologna 1994.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref11\">[11]<\/a> Cfr. A<strong>.Kohn (1986), <i>No Contest<\/i>, trad.it., <i>La fine della competizione<\/i>, Baldini &amp; Castoldi, Milano 1999; si tratta di un\u2019opera ben documentata e critica nei confronti della \u201ccompetizione\u201d intesa come principio fondante delle societ\u00e0 complesse<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref12\">[12]<\/a> Molto interessante l\u2019analisi condotta da Martha Nussbaum che mette in stretta correlazione alcune categorie fondamentali (istruzione, formazione, cittadinanza, diritti, democrazia, cosmopolitismo) con la centralit\u00e0 strategica della cultura umanistica: <strong>M.C. Nussbaum (2010), <i>Not for Profit. Why Democracy Needs the Humanities<\/i>, Princeton University Press, Princeton; si veda anche Cfr.F.Battistrada, <i>Per un Umanesimo rivisitato. Da Scheler a Heidegger, da Gramsci\u00a0 a Jonas, all\u2019etica di liberazione<\/i>, Jaka Book, Milano 1999.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref13\">[13]<\/a><strong>Basti pensare alla formazione di \u201cgruppi di pressione\u201d transnazionali \u2013 e di \u201ccomunit\u00e0 virtuali\u201d \u2013 che si sono fatti \u201cportatori\u201d di istanze politiche e sociali fondamentali; allo sviluppo di movimenti di protesta e resistenza che sono riusciti ad organizzarsi e a diffondere, attraverso la Rete, le proprie opinioni; alla fondamentale opera di sensibilizzazione dell\u2019opinione pubblica mondiale sui temi delle libert\u00e0 e del rispetto dei diritti. La circolazione in tempo reale della <i>conoscenza<\/i> produce ulteriore <i>conoscenza<\/i>, e, quindi, \u201ccapacit\u00e0 di risoluzione dei problemi<\/strong>\u201d. Sulle opportunit\u00e0 e i rischi del \u201cvillaggio globale\u201d si veda l\u2019originale lettura offerta da: C.Gubitosa, <i>L\u2019informazione alternativa. Dal sogno del villaggio globale al rischio del villaggio globalizzato<\/i>, EMI, Bologna 2002.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref14\">[14]<\/a> Si veda, in particolare, l\u2019analisi di <strong>Y.Benkler (2006), <i>The Wealth of Networks. How Social Production Transforms Markets and Freedom<\/i>, trad.it., <i>La ricchezza della Rete. <\/i><i>La<\/i> <i>produzione sociale trasforma il mercato e aumenta le libert<\/i>\u00e0, Universit\u00e0 Bocconi Ed., Milano 2007.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>\u00a0[15]\u00a0 Cfr. <strong>M.Castells (2009), <i>Communication Power<\/i>, trad.it., <i>Comunicazione e potere<\/i>, Universit\u00e0 Bocconi Editore, Milano 2009<\/strong>, p.60.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref16\">[16]<\/a> Cfr. <strong>H.Marcuse (1964), <i>The One-Dimensional Man. Studies in the Ideology of Advanced Industrial Society<\/i>, trad. it. <i>L\u2019uomo a una dimensione<\/i>, Einaudi, Torino 1967<\/strong>, p.22.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref17\">[17]<\/a> Cfr. <strong>M.La Torre, <i>Cittadinanza e ordine politico. Diritti, crisi della sovranit\u00e0 e sfera pubblica:una prospettiva europea<\/i>, Giappichelli, Torino 2004<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref18\">[18]<\/a> Si vedano in particolare: J<strong>. Rawls (1971), <i>A Theory of Justice<\/i>, trad.it. <i>Una teoria della giustizia<\/i>, Feltrinelli, Milano 1982; R.Dworkin (1978), <i>Taking Rights Seriously<\/i>, trad.it., <i>I diritti presi sul serio<\/i>, Il Mulino, Bologna 1982; A.Sen (1992), <i>Inequality Reexamined<\/i>, trad.it., <i>La diseguaglianza. Un riesame critico<\/i>, Il Mulino, Bologna 1994; \u00a0N.Bobbio (1995), <i>Eguaglianza e Libert\u00e0<\/i>, Einaudi, Torino<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref19\">[19]<\/a> Per avere un quadro di riferimento introduttivo al tema si veda <strong>W.Privitera, <i>Sfera pubblica e democratizzazione<\/i>, Laterza, Roma-Bari 2001,<\/strong> opera nella quale l\u2019Autore prende in esame i diversi modelli di sfera pubblica e riflette criticamente sulla crisi della <i>sovranit\u00e0 popolare<\/i> nell\u2019era della globalizzazione.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref20\">[20]<\/a> Si pensi al dibattito contemporaneo sulla questione della <i>democrazia<\/i> e delle sue possibili derive (concetto di \u201cpostdemocrazia\u201d), legate paradossalmente proprio alle maggiori opportunit\u00e0 (concetto di \u201cpoliarchia\u201d) che la democrazia stessa definisce e determina. <strong>Si vedano in particolare: J.Dunn (2005);\u00a0 L.Canfora (2004); G.Schiavone (2001); C.Crouch (2000); R.Dahl (1971) e (1998); G.Sartori (1992). Per un\u2019introduzione al concetto, si rimanda alla voce curata dallo stesso Norberto Bobbio per il celebre <i>Dizionario di politica<\/i>, UTET, Torino (ed.1983 e 1990), diretto da N.Bobbio, N.Matteucci, G.Pasquino.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref21\">[21]<\/a> Su queste tematiche si veda l\u2019opera di M.C.Nussbaum (1997),<i>op.cit.<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref22\">[22]<\/a> Il concetto di \u201cgrande altro\u201d \u00e8 legato a Lacan (che lo associa al Potere) ed \u00e8 stato ripreso dal filosofo sloveno S.\u017di\u017eek nell\u2019opera <i>Il Grande Altro. Nazionalismo, godimento, cultura di massa<\/i>, Feltrinelli, Milano 1999.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref23\">[23]<\/a> Cfr. H.Jonas (1979), <i>Das Prinzip Verantwortung<\/i>, Insel Verlag, Frankfurt am Main, trad.it<i>. Il principio responsabilit\u00e0. <\/i><i>Un\u2019etica per la civilt\u00e0 tecnologica<\/i>, Einaudi, Torino 1990.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref24\">[24]<\/a> Sulla teoria dell\u2019agire comunicativo, ma anche sul concetto di\u00a0 <i>razionalit\u00e0<\/i>,<strong> si veda l\u2019importante opera di J.Habermas (1981), <i>Theorie des kommunikativen Handelns<\/i>, Bd.I <i>Handlungsrationalit\u00e4t und gesellschaftliche Rationalisierung<\/i>, Bd.II <i>Zur Kritik der funktionalistischen<\/i> <i>Vernunft<\/i>, Frankfurt am Main, Suhrkamp, trad.it. <i>Teoria dell\u2019agire comunicativo<\/i>, Vol.I <i>Razionalit\u00e0 nell\u2019azione e razionalizzazione sociale<\/i>, Vol.II <i>Critica della ragione funzionalistica<\/i>, Il Mulino, Bologna 1986.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref25\">[25]<\/a> Sulle questione della frattura esistente tra Nord e Sud del sistena-mondo \u2013 una frattura che senza le politiche adeguate \u00e8 destinata ad aggravarsi \u2013 si veda: I<strong>.Wallerstein (1995), <i>After Liberalism<\/i>, trad.it., <i>Dopo il liberalismo<\/i>, Jaka Book, Milano 1998.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref26\">[26]<\/a> Si veda il concetto di \u201cpragmatica della comunicazione\u201d nel famoso testo di <strong>P.Watzlawick, J. Helmick Beavin, D.D.Jackson (1967),<i> op.cit.<\/i>; all\u2019interno del quale, i tre studiosi, appartenenti al \u201cMental Research Institute\u201d di Palo Alto, applicano la teoria della comunicazione allo studio delle interazioni personali.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref27\">[27]<\/a>La necessit\u00e0 di una riflessione sull\u2019etica si avverte in modo ancor pi\u00f9 urgente all\u2019interno del sistema (globale) dell\u2019informazione, settore nevralgico per la vita dei moderni sistemi democratici. In un momento storico in cui le spinte globalizzanti sono divenute irresistibili ed in cui l\u2019universo degli <i>eventi notiziabili <\/i>\u00e8 in mano a poche grandi agenzie di stampa internazionali, non si capisce perch\u00e9 non si debba provare a riflettere sulla possibilit\u00e0 di formulare alcuni principi etici condivisi che abbiano una prospettiva <i>universale<\/i>. Occorre ribadire che il contesto ibrido e differenziato del sistema-mondo smaschera ancora una volta un\u2019ambiguit\u00e0 di fondo, che puntualmente si presenta quando si affrontano argomenti di questo tipo: la certezza quasi positivistica che tutti i problemi di etica giornalistica o, comunque di etica dell\u2019informazione possano essere risolti dalle sole regole scritte gi\u00e0 esistenti. Regole scritte ed imposte \u201cdall\u2019alto\u201d; regole che, peraltro, costituiscono in alcuni casi delle restrizioni della libert\u00e0 di informare ed essere informati e che, troppo spesso, finiscono con l\u2019essere violate. Lo straordinario potere dell\u2019informazione di decretare l\u2019universo \u201cconoscibile\u201d e degno di attenzione per le moltitudini richiede soluzioni complementari di altro genere. L\u2019informazione che si internazionalizza \u201con line\u201d necessita di sensibilit\u00e0 e competenze approfondite. Anche a questo livello, gli eventuali principi vanno discussi e accettati soltanto dopo un confronto dialettico tra i soggetti protagonisti,un confronto che in quest\u2019epoca non pu\u00f2 che essere transnazionale. Nella moderna \u201csociet\u00e0 dell\u2019informazione\u201d (e della conoscenza),\u00a0 grazie alle nuove tecnologie informatiche, tutti gli <i>attori sociali<\/i>\u2013 e non soltanto i giornalisti o i cosiddetti <i>media-men<\/i>\u2013 ed i gruppi sono potenziali <i>produttori di notizie<\/i> (e non pi\u00f9 soltanto \u201csemplici\u201d consumatori). A tal proposito, si fa sempre pi\u00f9 complicato \u2013 per non dire, in molti casi, praticamente impossibile \u2013 il <i>controllo dell\u2019attendibilit\u00e0 delle fonti<\/i>. Sono dunque sufficienti i vecchi codici deontologici ad abbracciare le attuali modalit\u00e0 della prassi comunicativa e la complessit\u00e0 delle nuove sfere di produzione simbolica? Evidentemente la risposta \u00e8 negativa: le \u201cvecchie\u201d deontologie ed i \u201cvecchi\u201d codici, nati come tentativo di rendere scientifici (\u201cesatti\u201d, \u201cpositivi\u201d) alcuni principi morali (ideali) considerati fondamentali, sembrano essere entrati in crisi. Detto in termini pi\u00f9 espliciti, il tentativo di fare della morale una scienza \u201cesatta\u201d appare sempre pi\u00f9 destinato al fallimento. E non \u00e8 un caso che\u00a0 sia nell\u2019importante Risoluzione n\u00b01003, adottata dal Consiglio d\u2019Europa (1 luglio 1993) e relativa all\u2019etica del giornalismo, che nella <i>Carta dei doveri del giornalista<\/i> (firmata a Roma in data 8 luglio 1993)\u00a0 si faccia riferimento in\u00a0 pi\u00f9 punti \u2013 per la prima volta e con particolare enfasi \u2013 al concetto fondamentale di \u201cresponsabilit\u00e0\u201d, indissolubilmente legato alla <i>libert\u00e0<\/i> degli individui. Nella Carta del 1993 si afferma infatti, in modo chiaro ed inequivocabile, che \u201cLa responsabilit\u00e0 dei giornalisti verso i cittadini prevale sempre nei confronti di qualsiasi altra\u201d e che \u201cIl rapporto di fiducia tra gli organi di informazione e i cittadini \u00e8 la base di lavoro di ogni giornalista\u201d. Per ci\u00f2 che riguarda, pi\u00f9 specificamente, il contesto italiano c\u2019\u00e8 da dire che proprio in quest\u2019ottica sono stati elaborati, negli anni passati alcuni, alcuni documenti di <i>autodisciplina<\/i> (<i>Sole 24Ore<\/i> nel 1987 e <i>la Repubblica<\/i> nel 1990) che purtroppo vengono spesso disattesi, in nome del <i>diritto\/dovere di cronaca<\/i> e della \u201ccompletezza\u201d dell\u2019informazione. Tuttavia, con una maggiore <i>coscienza<\/i> della complessit\u00e0 delle problematiche in questione, si inizia a prendere atto che \u00e8 urgente una riflessione su alcuni principi etici fondanti; lo ripetiamo per l\u2019ennesima volta che parlare soltanto di \u201cregole scritte\u201d (imposte), di diritti e doveri inviolabili non ha pi\u00f9 senso o, per lo meno, i codici scritti vanno integrati lavorando a fondo sulla <i>consapevolezza<\/i> delle conseguenze \u2013 e quindi sulla <i>formazione<\/i> dei \u201cnuovi\u201d giornalisti \u2013 che i processi informativi e comunicativi comportano, ormai, a livello globale. Cfr. G.M.Fara, <i>Etica e informazione<\/i>, Vallecchi, Firenze 1992; N.Delai, A.Papuzzi, G.Piana, <i>Informazione\/comunicazione. Molti soggetti per un\u2019etica mass-mediale<\/i>, Cittadella, Assisi 1997.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref28\">[28]<\/a> Cfr. F.Ferrarotti, <i>Una fede senza dogmi<\/i>, Laterza, Roma_Bari 1990; in questa linea di pensiero c\u2019\u00e8 anche chi enfatizza il concetto di \u201creligione civile\u201d: G.E.Rusconi, <i>Possiamo fare a meno di una religione civile ?<\/i>, Laterza Roma-Bari 1999.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/2015\/03\/02\/tra-sfera-pubblica-transnazionale-e-societa-della-conoscenza-un-duplice-livello-di-analisi\/#_ftnref29\">[29]<\/a> Cfr. <strong>E.Morin, \u00c9.-R.Ciurana, D.R.Motta (2003), <i>\u00c9duquer pour l\u2019\u00e8re plan\u00e9taire.La pens\u00e9e complexe comme M\u00e9thode d\u2019apprentissage dans l\u2019erreur<\/i><i> <\/i><i>et l\u2019incertitude humaines<\/i>, trad.it., <i>Educare per l\u2019era planetaria. Il pensiero complesso come metodo d\u2019apprendimento<\/i>, Armando, Roma 2004.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come sempre, non sono previsti tempi di lettura&#8230;\u00a0ma spero interessi #CITAREgliAUTORI &nbsp; N.B. 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