{"id":6768,"date":"2015-08-24T20:27:37","date_gmt":"2015-08-24T18:27:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.statigeneralinnovazione.it\/?p=6768"},"modified":"2015-08-30T14:08:52","modified_gmt":"2015-08-30T12:08:52","slug":"questione-comunicazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.statigeneralinnovazione.it\/en\/questione-comunicazione\/","title":{"rendered":"Question \u2026 communication"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.statigeneralinnovazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/aristotele-platone_435469.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6772\" src=\"https:\/\/www.statigeneralinnovazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/aristotele-platone_435469.jpg\" alt=\"aristotele-platone_435469\" width=\"650\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/www.statigeneralinnovazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/aristotele-platone_435469.jpg 650w, https:\/\/www.statigeneralinnovazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/aristotele-platone_435469-150x81.jpg 150w, https:\/\/www.statigeneralinnovazione.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/aristotele-platone_435469-300x162.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u201cL\u2019uomo \u00e8 un animale politico\u201d \u2013 lo diceva Aristotele in una sintesi meravigliosa del suo concetto di societ\u00e0 civile, cittadinanza ed etica (definita etica nicomachea dal nome del figlio Nicomaco che raccolse in scritti i discorsi del padre).<br \/>\nL\u2019uomo per sua natura \u00e8 egoista e tende a raggiungere la propria felicit\u00e0 ma ci\u00f2 non \u00e8 di per s\u00e9 sbagliato se questa felicit\u00e0 viene inserita nel quadro pi\u00f9 ampio del \u201cbene comune\u201d della societ\u00e0 nella quale l\u2019uomo vive. Mentre per Platone la felicit\u00e0 \u00e8 un\u2019idea irraggiungibile per Aristotele la felicit\u00e0 \u00e8 l\u2019azione che si intraprende per il conseguimento di essa. Quindi una <strong>virt\u00f9 d\u2019intermediazione <\/strong>tra l\u2019uomo e l\u2019ambiente, l\u2019uomo ed i suoi simili, l\u2019uomo nella sua vita pubblica. Questo concetto, nella sua logica stringente, ha affascinato secoli di generazioni successive. Si pu\u00f2 addirittura affermare senza grande tema di smentita che fu Aristotele l\u2019ispiratore della famosa asserzione \u201cil fine giustifica i mezzi\u201d, che con altre finalit\u00e0 pronunci\u00f2 il Machiavelli nel \u201cPrincipe\u201d del 1513<br \/>\nMa sia la Magna Grecia che il Sacro Romano impero parlavano di popolo ed impero, di democrazia o di dittatura, di gestione e di partecipazione, senza prevedere in alcun modo il concetto di \u201crappresentanza\u201d o \u201cdelega\u201d\u2013 idee per loro dai contorni ancora molto sfumati. Gestione, democrazia e partecipazione erano dirette, in linea di massima. Il Senato Romano era composto di elites che parlavano quasi in prima persona, dato l\u2019esiguo numero dei membri della classe sociale di cui si facevano interpreti. Sebbene fossero un &#8220;collettivo&#8221;, essi erano un collettivo &#8216;di classe&#8217; diciamo. Eppure in questo il germe della democrazia come oggi l&#8217;intendiamo. Ossia una fiera opposizione agli abusi autoritativi. In senso letterale si potrebbe dire con termine moderno essi si rendevano \u201cautoreferenti\u201d, rispetto alla totalit\u00e0 del popolo. Per le civilt\u00e0 elleniche valse in sostanza questo salto di classe nei rapporti di \u201cpoliteia\u201d. <strong>La democrazia partecipativa, \u201ccostitutiva\u201d e \u201ccostituzionale\u201d la troviamo, s\u00ec, in fieri in Atene, ma \u00e8 una partecipazione assembleare, dall\u2019aspetto ancora tribale e non molto includente,<\/strong> anzi si pu\u00f2 dire escludente dei paria e di tutte le classi inferiori. Volendo sorvolare su Solone, Pisistrato e addirittura la Sparta di Licurgo (sulla quale ci sarebbe molto da rilevare, appuntare ed analizzare) basti, qui appena menzionare le riforme dell\u2019ateniese<strong> Clistene<\/strong>. Nella sua riforma sociale diede <strong>maggior importanza all\u2019Ecclesia (l\u2019assembla popolare) i cui componenti erano scelti in proporzione su base geografica, secondo le trib\u00f9 territoriali, in modo da rappresentare tutto il territorio,<\/strong> suddividendolo per classi geografiche. In essa ebbero maggior peso gli appartenenti ai ceti medi in numero maggiore. Nel corso di pochi secoli tutte le civilt\u00e0 elleniche passarono dalla monarchia alla timocrazia con a capo un tiranno, il quale non sempre era un potente \u201cnegativo\u201d. Anzi a volte aumentava il proprio regno in floridezza e benessere. Era nel suo interesse. Fino ai tempi bui del Medioevo \u2013 si assimilava all\u2019idea di rappresentanza il concetto di associazioni di classi e categorie sociali. Con l\u2019uscita dal Medioevo e lo scivolamento verso i Comuni \u2013 sempre molto sentiti in Italia, persino oggi in forma decisamente nostalgica \u2013 la democrazia si fa espressione di classe, ma nel senso di \u201cmestieri\u201d. Altri esempi ne troviamo nella Magna Charta di Giovanni Senzaterra con la quale il sovrano concede diritti economici ad alcune classi sociali. E\u2019 la classe l\u2019elemento distintivo che sin dai primordi caratterizza la partecipazione democratica alle \u201cadunate\u201d di popolo. Quindi, infine, fu proprio la concentrazione dei poteri nelle mani di un solo attore sociale (il re, l\u2019imperatore), intorno al \u2018600\/700, (il ritorno dunque dell\u2019antico imperialismo romano rivisto alla luce delle nuove scoperte scientifiche ma con una fede maggiore nell\u2019uomo e nei suoi destini) che fin\u00ec con il generare una serie di ramificazioni di classi intermedie, pi\u00f9 evolute certo rispetto alle origini greco-romane ma molto pi\u00f9 smalizziate ed impomatate e che finirono con l\u2019assumere quell\u2019aspetto utilitaristico, pragmatico, cinico e di \u201cintermediazione\u201d \u2013 se non addirittura di \u201cfiltro\u201d tra il sovrano ed il popolo &#8211; di cui ampia e lucida analisi ne fece N. Machiavelli ben due secoli prima nell\u2019osservare la borghesia dei comuni. L\u2019assolutismo impose all\u2019attenzione del mondo intero l\u2019idea della necessit\u00e0 di gestire i pubblici affari attraverso gradini intermedi, gerarchici e gerarchizzanti, interponendosi tra la divinit\u00e0 ed i suoi sudditi. L\u2019intermediazione, come su detto, viene tradotta con filtro. Nel &#8216;700 dunque \u2013 nel periodo di maggior fulgore della monarchia assoluta e della sovranit\u00e0 d&#8217;imperio nonch\u00e9 imperiale \u2013 lo \u201cStato\u201d diviene sinonimo di Amministrazione della res pubblica d&#8217;origine romana. Lo sviluppo della borghesia durante il regno di Luigi XIV \u00e8 assicurato dall&#8217;assolutismo monarchico ed \u00e8 fondato sulla distinzione tra l&#8217;uomo privato e quello pubblico. Il suddito potr\u00e0 fare i suoi affari ed esprimere una certa libert\u00e0 di pensiero ma questa non dovr\u00e0 mai entrare in conflitto con l&#8217;autorit\u00e0 del sovrano. Alla figura del popolo si sostituisce quella del sovrano \u2013 incarnazione della comunit\u00e0. Al popolo dunque viene definitivamente tolto potere di decisione e lasciata la sola libert\u00e0 individuale e personale &#8211; ma fino al limite in cui il sovrano non decidesse diversamente &#8211; ormai siamo ben lontani dalla politeia greca. Quindi, attuando una rapidissima sintesi, i passaggi storici fondamentali dell\u2019organizzazione sociale-pubblica (nel senso filo-sociologico come gestione \u201cdemocratica\u201d di una data comunit\u00e0), hanno attraversato il Sacro Romano Impero, sono passati per l&#8217;Imperialismo, sono approdati allo Stato Sovrano Repubblicano per scivolare infine alla Sovranit\u00e0 Sovranazionale (Comunit\u00e0 Europea e Comunit\u00e0 Internazionali). Un\u2019origine assolutamente antropologica, un approdo un po\u2019 \u201csui generis\u201d per quella reciproca limitazione dei poteri che distingue le moderne \u201cdemocrazie\u201d. E proprio un altro passaggio storico imperiale come quello del potere napoleonico ha novellato, in Italia, i trattati di giurisprudenza ed i vari codici di diritto. E sempre per opera ed effetto di un potere unico e sovrano: Cavour e la dinastia Savoia, siamo giunti in Italia al riconoscimento dei diritti costituzionali, ottriati, perch\u00e9 concessi, e costitutivi \u2013 fondanti ed inalienabili &#8211; di un popolo che esige di essere amministrato con equit\u00e0 e giustizia, senza adunanza di popolo ma delegando le proprie intenzioni. La filosofia di fondo delle costituzioni \u00e8 la cessione o meglio la delega di porzione del proprio potere da parte del popolo a chi pu\u00f2 meglio amministrare il tutto, salvaguardando l&#8217;interesse dei singoli. <strong>La costituzione \u00e8 il contratto sociale di Rosseau e la P.A. il suo braccio operativo.<\/strong> Ma l&#8217;amministrazione pubblica discende dal potere assoluto, come abbiamo visto, come la costituzione discende dal potere \u201csovrano\u201d, in questo forse il \u201cpeccato originale\u201d e\/o originario del concetto di democrazia in generale, dopo Atene, s\u2019intende.<br \/>\nLa Dichiarazione Universale dei Diritti dell\u2019uomo del dicembre 1948, mise un punto fondamentale su ci\u00f2 che vuol significare democrazia, regole e diritti : l\u2019uomo al centro, dopo la devastante esperienza nazifascista. E quindi da quel momento in poi, ci\u00f2 che avevano gi\u00e0 tentato l\u2019illuminismo prima e la Rivoluzione Francese poco dopo, l\u2019uomo \u00e8 al centro delle politiche. Sempre con termine moderno si direbbe: \u00e8 nell\u2019agenda dei governi. Ma a questo punto la domanda sorge spontanea, direbbe il giornalista Lubrano, alla luce del fatto che il concetto di democrazia partecipativa si sviluppa proprio con i governi \u201cassoluti\u201d o \u201cdittature\u201d \u201c\u00e8 il popolo che genera la dittatura o \u00e8 la dittatura a generare la democrazia partecipativa popolare\u201d? E&#8217; un punto di riflessione. Sono evidenti, invece, e molto meno filosofici, i difetti e le difficolt\u00e0 delle moderne democrazie che portano con s\u00e9 la necessit\u00e0 delle \u201cgerarchie\u201d per le \u201camministrazioni\u201d \u2013 data anche la forte espansione demografica- e che ha creato le pubbliche amministrazioni attuali, le quali nel corso dei secoli hanno vissuto alterne fortune. Fino alle Leggi Bassanini. Infatti fino al 1990 non si \u00e8 fatto altro che parlare di democratizzazione della p.a., di necessit\u00e0 di riformare la struttura resa ancora pi\u00f9 apparato dall&#8217;esperienza del fascismo, sopraggiunto in seguito alle monarchie, assolute o meno.<br \/>\nCon l\u2019avvento della Repubblica Italiana, a carattere parlamentare e costituzionale, e dalle Leggi Bassanini in poi, l&#8217;esigenza si \u00e8 focalizzata sulla modernizzazione della pubblica amministrazione alla luce dei rinnovati rapporti sociali instauratisi con la globalizzazione e la modifica degli assetti strutturali della societ\u00e0 in continuo evolversi, e per questo definita da Bauman \u201cliquida\u201d. La ri-riforma della P.A. \u00e8 diventata cos\u00ec una rinnovazione, uno svecchiamento di una macchina ormai obsoleta nella sua filosofia di fondo in rapporto all&#8217;evoluzione dei tempi. Assetti e meccanismi giocoforza sono stati modificati, sveltiti, riattualizzati.<br \/>\nApriamo una parentesi spinosa e confessiamoci che era anche una necessit\u00e0 storica dopo le esperienze nefaste dello spoil system, e le innumeri infornate di mercenari per mantenere in piedi la classe politica. Oggi \u2013 nel post Bassanini \u2013 la P.A. ha evidenziato la necessit\u00e0 di proseguire lo status quo verso l&#8217;innovazione. Innovazione \u00e8 una nuova filosofia orientata al merito ed al progresso umano che ha come obiettivo la qualit\u00e0 della vita all&#8217;interno del cambio strutturale epocale e che \u00e8 portatrice di valori e risultati positivi \u2013 <strong>non perch\u00e8 posti ma perch\u00e8 propositivi <\/strong>di miglioramento e benessere sociale, identificativi di tutti gli strati sociali, includenti e mai escludenti, perfezionanti e mai regredenti. In poche parole un auspicato ritorno a Socrate come contenuto da inserire all\u2019interno della modernit\u00e0. Almeno questo l\u2019auspicio.<br \/>\nEmerge, cos\u00ec, una nuova cultura organizzativa orientata soprattutto a disancorare la pubblica amministrazione dalla caratterizzante visione legalistica formale \u2013 pratiche d&#8217;ufficio e incartamenti stanziali &#8211; in vista dell&#8217;adozione di una logica gestionale improntata al raggiungimento del risultato snello e veloce. Segnale evidente e positivo di questa tensione al rinnovamento \u00e8 stata l&#8217;approvazione del D.lgs. 29\/1993, nel quale sono stati fissati gli elementi portanti del processo riformatore: separazione fra politica e amministrazione, principio di responsabilit\u00e0, cultura del risultato, gestione per obiettivi, efficacia, efficienza, controlli, valutazioni, nonch\u00e9 obbligo per l&#8217;Amministrazione di dotarsi di un URP (Ufficio per le relazioni con il pubblico)\u2026.<\/p>\n<p><strong>Questione Amministrazione Pubblica<br \/>\n<\/strong><br \/>\nE veniamo cos\u00ec al nodo \u201ctrasparenza\u201d e \u201ccomunicazione\u201d sullo sfondo della \u201cquestione Amministrazione Pubblica\u201d. Perch\u00e9 esiste una questione Amministrazione Pubblica. Essa \u00e8 un derivato dello scontro generazionale tra antiche teorie dello Stato e le moderne sociologie che si sviluppano attorno ai progressi tecnologici. Ci\u00f2 ha imposto un ripensamento dell&#8217;organizzazione dell&#8217;amministrazione pubblica in chiave logico-cognitiva, chiave che ha subito diverse trasformazioni nel corso del secolo scorso fino ad approdare alle ultime teorie innovative di Bauman e Searle. Poich\u00e8 la teoria dell&#8217;organizzazione nasce principalmente come teoria dell&#8217;analisi dei processi cognitivi e del loro governo artificiale \u2013 come azione finalizzata al coordinamento e controllo della divisione del lavoro su scala medio\/vasta &#8211; non prende forma fino a che le conoscenze produttive rimangono incorporate nel lavoro artigianale (mestiere, skill) e negli oggetti materiali (prodotti e\/o macchine). Dall\u2019industrializzazione in poi, XVIIII sec., l\u2019organizzazione s\u2019incardina nello sviluppo del sistema industriale concentrando l&#8217;attenzione sul coordinamento come processo spontaneo, che emerge nei fatti, senza divenire una funzione manageriale e senza richiedere una teoria esplicita.<br \/>\nLo studio dei processi organizzativi, quindi, comincia a delinearsi e specializzarsi con Taylor. I singoli elementi del lavoro in generale, vengono scomposti ed analizzati, fino ad arrivare, oggi, alle cause e concause della produttivit\u00e0 \u2013 anche intellettuale. Questo tipo di analisi entra a pieno diritto nei processi sociali e relazionali e quindi, di conseguenza \u2013 come sbocco finale conseguenziale &#8211; nella pubblica amministrazione, nello Stato e nella politica, informando di s\u00e9 ogni settore della vita civile. Non a caso Freud e Jung, nello stesso secolo di Taylor, parlavano di \u201corganizzazione della mente\u201d e della necessit\u00e0 che in presenza di \u201ccrisi\u201d qualcuno ne facesse emergere gli elementi di contrasto per consentirne poi il \u201ccoordinamento\u201d e la risoluzione. Tutto ci\u00f2 per affermare, ancora una volta, che la societ\u00e0 \u00e8 un humus che trova espressione in ogni forma e\/o manifestazione di conoscenza e che necessita, quindi, di una convergenza di tutti gli elementi attivi alla narrazione sociale.<br \/>\nDai vertici alla piramide rovesciata<br \/>\nCon Fayol, nel 1916, prende avvio il filone dell&#8217;organizzazione dell&#8217;amministrazione, delle unit\u00e0 di vertice e delle unit\u00e0 di subordinazione, adattabile a qualunque tipo di organizzazione pubblica o privata. Fayol \u00e8 il sostenitore dell&#8217;assoluta importanza della \u201cfunzione direzionale\u201d per prevedere, organizzare, comandare, coordinare e controllare. In poche parole l&#8217;assunzione di responsabilit\u00e0 del processo decisionale nell&#8217;organizzazione della \u201cmacchina amministrativa\u201d. Ma \u00e8 con l&#8217;analisi pi\u00f9 specifica e settoriale che Weber fa della burocrazia che comincia a delinearsi lo studio della pubblica amministrazione come organizzazione sistemica che ha per scopo il mantenimento del suo proprio ordine e con una propria funzione sociale nel difendersi dall&#8217;ambiente esterno. Si passa, cos\u00ec, dalla specificit\u00e0 dell&#8217;analisi economico-funzionale del XVIIII secolo, all&#8217;indirizzo dell&#8217;analisi socio-relazionale del XX secolo. Il focus non \u00e8 pi\u00f9 la materialit\u00e0 della produttivit\u00e0 in funzione dell&#8217;assetto sociale e dell&#8217;organizzazione materiale del lavoro, bens\u00ec l&#8217;immaterialit\u00e0 dei rapporti umani e culturali in funzione del benessere sociale, questo a sua volta funzione di una migliorata qualit\u00e0 del rendimento, della produttivit\u00e0 e dello sviluppo sociale. <strong>Si passa, quindi, dalla sostantivizzazione \u201csocios\u201d alla aggettivizzazione \u201cquod\u201d, quale societ\u00e0 per quale sviluppo.<\/strong> Questa dinamica di approccio ha poi politicizzato ulteriormente il dibattito intorno allo sviluppo sociale pur in assenza di alcuni passaggi e\/o elementi di concretezza che restano ancora da compiersi, tra l&#8217;altro. Ossia pur in assenza di ulteriori analisi socio-economiche intorno agli sviluppi tecnologici pi\u00f9 innovativi.<br \/>\nOggi la Pubblica amministrazione, almeno in teoria, assume sempre pi\u00f9 i connotati di un Ente di coordinamento dei vari aspetti della vita sociale non \u00e8 pi\u00f9 visto come un vertice del triangolo di Taylor o un&#8217;apice gerarchico della teoria di Weber, non ha pi\u00f9 come scopo e funzione il mantenimento del proprio status a difesa dall&#8217;ambiente esterno; oggi corrisponde pi\u00f9 ad una funzione di mediazione tra le parti sociali, \u00e8 un nodo della rete che si \u00e8 venuta strutturando con le nuove tecnologie che hanno cambiato il nostro modo di pensare le relazioni umane, personali e di classe. L&#8217;Amministrazione pubblica non pi\u00f9 a difesa dall&#8217;ambiente esterno ma inclusiva, se non addirittura espressione dell&#8217;ambiente esterno. Questo almeno in teoria! Fino ad arrivare al governo elettronico ed alla cultura convergente.<br \/>\n<strong>Alla Cultura convergente <\/strong>si perviene per gradi partendo sempre dalle analisi delle unit\u00e0 di lavoro di Taylor, passando per i frames di Goffman.<br \/>\nNel 1974 il sociologo canadese Erving Goffman, studioso dell&#8217;organizzazione della societ\u00e0, e quindi tendente all&#8217;antropologia nella sostanza, il ch\u00e8 non guasta anche se non \u00e8 propriamente il nostro filone di analisi, scrisse Frame Analysis. Erving Goffman, partendo dal saggio di William James del 1869 La percezione della realt\u00e0, sostiene che, per poter capire cosa sia reale, \u00e8 necessario isolare un numero finito e ricorrente di contesti di comprensione, che lui chiama frames, che hanno il compito d\u2019incorniciare le varie situazioni dando loro un senso, che \u00e8 ci\u00f2 che in definitiva interessa qui. \u201c\u2026sia che venga chiesto esplicitamente, come in momenti di confusione e dubbio, sia tacitamente, durante occasioni di consuetudinaria certezza, la risposta [alla domanda posta da James] \u00e8 desunta dal modo in cui gli individui procedono con le azioni in quel momento\u2026Il mio fine \u00e8 provare a isolare alcune delle strutture basilari della comprensione disponibili nella nostra societ\u00e0 per dare un senso agli eventi, e analizzare le particolari vulnerabilit\u00e0 a cui questi frames di riferimento sono soggetti.\u201d<br \/>\nIl tentativo di Goffman \u00e8 quello di non pensare il reale come qualit\u00e0 intrinseca dei nostri oggetti di attenzione, ma di isolare un numero finito e ricorrente di contesti di comprensione, i frames in questione, che incorniciano le varie situazioni sociali dando loro senso.<br \/>\nI contesti di comprensione sono alla base delle moderne teorie innovative dell&#8217;Amministrazione pubblica nel quadro degli sviluppi tecnologici sopravvenuti. I frames di Goffman potrebbero essere tranquillamente associati ai codici binari degli input tecnologici delle amministrazioni informatizzate o alle attribuzioni di senso dei riferimenti tematici delle informazioni al pubblico da parte delle amministrazioni fonte. Il framework ci permette di inquadrare la realt\u00e0 e ci offre la key \u2013 la chiave di lettura \u2013 per la comprensione dei dati e l&#8217;inquadramento delle azioni.<\/p>\n<p><strong>Presi nella rete.<br \/>\n<\/strong><br \/>\nNel 1930 con Elton Mayo e altri ricercatori, entra in campo la psicologia sociale e prende il via la Scuola delle Relazioni Umane che riconosce l&#8217;importanza del fattore umano e del ruolo del gruppo di lavoro come realt\u00e0 organizzativa in grado di influenzare i comportamenti lavorativi dei singoli.<br \/>\nA questi fattori se ne aggiungono altri, come l&#8217;importanza di una leadership condivisa nella gestione di un team lavorativo, e, come sostenuto dalla Teoria del Campo del tedesco Kurt Lewin, l&#8217;influenza comunque dell&#8217;ambiente esterno sull&#8217;organizzazione. Poich\u00e9 Lewin concepisce l&#8217;organizzazione come un sistema composto da numerose particelle, ognuna delle quali \u00e8 in grado di modificare il tutto, la comunicazione diventa il mezzo cruciale per far s\u00ec che le varie parti possano entrare in contatto, scambiarsi le informazioni necessarie e permettere all&#8217;intero sistema di funzionare, sempre in funzione di una leadership condivisa.<br \/>\nIn questa concezione dell&#8217;organizzazione, anche la comunicazione non \u00e8 pi\u00f9 piramidale : un flusso di informazioni e di ordini che dall&#8217;alto della gerarchia scende verso il basso senza feedback, come accade nell&#8217;organizzazione tayloristica, n\u00e9 segue solo una direzione verticale (top-down e bottom-up) e orizzontale, come teorizzano i fautori delle Human Relations, ma prevede anche l&#8217;esistenza di flussi comunicativi trasversali proprio perch\u00e9 le parti componenti il sistema possano comunicare tra loro e con l&#8217;ambiente esterno. Le teorie si fanno pi\u00f9 complesse quando, negli anni &#8217;80 in Giappone, per fronteggiare la situazione critica che si era creata con la saturazione dei mercati economici, si definisce il concetto di Qualit\u00e0 Totale. E&#8217; questo un modello che si basa su una strategia di gestione aziendale incentrata sulla qualit\u00e0, che si pu\u00f2 ottenere solo tramite una partecipazione consapevole di tutto il personale e che deve mirare alla piena soddisfazione non solo del cliente esterno, come parte dell&#8217;ambiente in cui l&#8217;organizzazione opera, ma anche di quello interno, ovvero il dipendente dell&#8217;impresa.<br \/>\n<strong>Qualit\u00e0 Totale e Qualit\u00e0 della vita fanno ormai da sfondo alle nuove teorie sociologiche sull&#8217;organizzazione sociale in tutte le sue settoriali manifestazioni. E sono i presupposti sottaciuti delle filosofie della Trasparenza e Legalit\u00e0, Correttezza, Giustizia e Pario Opportunit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cL\u2019uomo \u00e8 un animale politico\u201d \u2013 lo diceva Aristotele in una sintesi meravigliosa del suo concetto di societ\u00e0 civile, cittadinanza ed etica (definita etica nicomachea dal nome del figlio Nicomaco che raccolse in scritti i [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2593,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[30],"tags":[278,31],"class_list":["post-6768","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opinioni","tag-comunicazione","tag-pubblica-amministrazione"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v21.1 (Yoast SEO v27.6) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>Questione ... comunicazione - Stati Generali dell&#039;Innovazione<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"La Comunicazione e la questione Amministrativa\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.statigeneralinnovazione.it\/en\/questione-comunicazione\/\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.statigeneralinnovazione.it\\\/questione-comunicazione\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.statigeneralinnovazione.it\\\/questione-comunicazione\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Bianca Clemente\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.statigeneralinnovazione.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/04cf01e0f3ad0d96974226e858d3b956\"},\"headline\":\"Questione &#8230; 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