{"id":6657,"date":"2015-06-18T00:04:54","date_gmt":"2015-06-17T22:04:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.statigeneralinnovazione.it\/?p=6657"},"modified":"2015-06-18T00:04:54","modified_gmt":"2015-06-17T22:04:54","slug":"la-cultura-motore-del-cambiamento-e-agente-di-cittadinanza-limportanza-di-una-visione-sistemica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.statigeneralinnovazione.it\/en\/la-cultura-motore-del-cambiamento-e-agente-di-cittadinanza-limportanza-di-una-visione-sistemica\/","title":{"rendered":"CULTURE: &quot;engine&quot; of change and agent of citizenship. The importance of a systemic vision"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi decenni, la cultura \u00e8 stata narrata\/raccontata, non solo dalla politica, e percepita dalle opinioni pubbliche, soprattutto come un \u201clusso\u201d che non ci potevamo pi\u00f9 consentire; <strong>tagli ingenti e (contro)riforme continue<\/strong> (allora, abbiamo parlato di <strong>\u201ceccesso di riformismo\u201d<\/strong>) <strong>si sono abbattuti su istruzione e ricerca, con l\u2019appoggio e la legittimazione offerti da un sistema mediatico sempre pronto a giustificare (?) le scelte politiche e a semplificare le questioni, magari spettacolarizzandole sulla scia dei \u201cclimi d\u2019opinione\u201d egemoni<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da qualche tempo a questa parte, non possiamo non rilevare alcuni segnali incoraggianti legati ad idee e progetti elaborati \u2013 riguardanti \u201ccultura\u201d e \u201csociale\u201d \u2013 e provenienti soprattutto dalla cd. societ\u00e0 civile che decide, in alcuni casi, di (ri)diventare attrice protagonista di un cambiamento che riguarda da vicino cittadinanza e democrazia. A tal proposito, continuano ad essere realizzate numerose iniziative che stanno riproponendo, con grande forza (e competenza), l\u2019attenzione, da una parte, sulla <strong>rilevanza strategica della cultura come \u201cmotore\u201d della crescita e di un progresso non soltanto economico e tecnologico, ma sociale e culturale<\/strong>; dall\u2019altra, sull\u2019<strong>urgenza di una cultura dell\u2019innovazione in grado di accompagnare\/supportare <\/strong>questo straordinario momento di <strong>cambiamento del paradigma economico e sociale<\/strong> (non soltanto). Il dibattito su queste tematiche si \u00e8 fatto pi\u00f9 vivace all\u2019interno della <strong>\u201cnuova\u201d sfera pubblica<\/strong> e delle (pi\u00f9) tradizionali <strong>arene mediali<\/strong>. Tale aspetto costituisce senz\u2019altro un ulteriore indicatore interessante: <strong>la Rete<\/strong>, in tal senso, pur con tutte le criticit\u00e0, in termini di accesso e utilizzi, rilevate da studi e ricerche, si rivela sempre pi\u00f9 <strong>l\u2019ecosistema comunicativo e cognitivo che consente a \u201cnuovi\u201d attori sociali di provare a scardinare i vecchi meccanismi di definizione delle priorit\u00e0 delle agende di politica e media<\/strong>. Una fase cos\u00ec complessa e delicata che \u2013 come pi\u00f9 volte scritto \u2013 implica il prendere atto di una serie di presupposti, a mio avviso fondamentali, che prover\u00f2 a sintetizzare in una serie di punti analitici, rinviando per chi fosse interessato agli altri contributi di \u201cFuori dal prisma\u201d. Si tratta di questioni che sono strettamente collegate tra loro e l\u2019obiettivo di questo contributo \u00e8 proprio quello di evidenziare ed esplicitare questa correlazione cos\u00ec stretta, sottolineando ulteriormente <strong>l\u2019importanza di una prospettiva sistemica nell\u2019analisi e gestione di fenomeni complessi, caratterizzati da un\u2019ambivalenza che sfugge alle tradizionali categorie e \u201cnarrazioni\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>L\u2019analisi e l\u2019interpretazione del mutamento in atto richiedono un approccio alla complessit\u00e0 in grado di coinvolgere tutti i saperi e le competenze (<em>interdisciplinariet\u00e0 e saperi come territori aperti<\/em>, 1998 e sgg.) e di tenere a distanza ogni tentazione di spiegazioni riduzionistiche\/deterministiche<\/strong>. Ma, oltre al discorso riguardante i continui tagli e <strong>l\u2019assenza di una visione strategica<\/strong>, <strong>il sistema-Universit\u00e0, il suo modello organizzativo e le culture che ancora, in molti casi, lo caratterizzano non sembrano ancora attrezzati per questo tipo di sfide; <\/strong>spesso, appaiono come veri e propri<strong> \u201csistemi chiusi\u201d che pensano pi\u00f9 a conservare il proprio \u201csapere\u201d (potere) che a condividerlo, aprendosi ai territori, alle comunit\u00e0, agli stakeholders<\/strong>. <strong>Manca la capacit\u00e0 (?) e, soprattutto, la volont\u00e0 di \u201cfare rete\u201d \u201cfare sistema\u201d tra gli stessi atenei<\/strong>. <strong>Questi luoghi, nei quali la condivisione della conoscenza e delle competenze, finalizzata alle attivit\u00e0 di didattica e di ricerca, dovrebbe essere l\u2019obiettivo fondante, sono sempre pi\u00f9 spesso esclusi dalla produzione e dall\u2019elaborazione collettiva di un pensiero dell\u2019innovazione<\/strong>. E questo deve far riflettere!\u00a0 <strong>La complessit\u00e0 del reale richiede analisi complesse in grado di semplificare e fornire modelli esplicativi<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>Ragionare in prospettiva sistemica e secondo una logica di rete.<\/strong> I sistemi organizzativi e sociali devono \u201cfare rete\u201d, dal momento che <strong>la crescita del sistema Paese non passa per l\u2019efficientamento e\/o il rilancio di un singolo settore\/sottosistema<\/strong>: a partire dalla Pubblica Amministrazione (si avverte l\u2019esigenza forte di un coordinamento tra Ministeri interessati), dal sistema delle imprese, dal Terzo Settore, per arrivare all\u2019Universit\u00e0 (ricerca e didattica), alla scuola (fondamentale per il lungo periodo) non \u00e8 pi\u00f9 possibile configurarsi\/rappresentarsi\/comportarsi come \u201csistemi chiusi<strong>\u201d. \u00c8 l\u2019economia interconnessa della conoscenza e della condivisione (2003-2011) a richiedere, sotto questo aspetto, un salto irreversibile di qualit\u00e0 che pu\u00f2 realizzarsi concretamente soltanto con un cambiamento generale, per certi versi quasi ideologico, della mentalit\u00e0 diffusa e, nello specifico, delle culture organizzative e sistemiche<\/strong>. <strong>Un cambiamento che, pur gestito, deve avvenire dal basso<\/strong>. <strong>Il passaggio dal capitalismo industriale a quello culturale (Rifkin) richiede scelte strategiche condivise, di lungo periodo<\/strong>. Chi non ricorda un noto Ministro della Repubblica che, qualche tempo fa, pronunci\u00f2 una frase diventata, successivamente, una sorta di tormentone; un\u2019affermazione che, nella sua assurdit\u00e0, \u00e8 fortemente indicativa di una percezione collettiva, che va modificata per ottenere risultati concreti e duraturi: <strong>\u201ccon la cultura non si mangia\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3<strong>)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Alcune scelte\/strategie dovranno essere necessariamente legate ad obiettivi di breve e medio periodo<\/strong> (semplificazione della Pubblica Amministrazione e snellimento della macchina burocratica, sgravi fiscali e incentivi, etc.), ma \u00e8 di vitale importanza \u2013 e su questo punto l\u2019impressione \u00e8 che stia aumentando la consapevolezza, almeno a livello di dichiarazioni ufficiali e di sfera pubblica \u2013 che si punti con decisione su <strong>logiche e strategie di lungo periodo<\/strong>, antitetiche a quelle della politica o, almeno, di certa politica, che non possono non basarsi su <strong>ricerca, cultura e investimenti in formazione<\/strong>. <strong>Anche a questo livello di analisi esiste un problema di comunicazione: occorre anche spiegare in modo chiaro e fare azioni di sensibilizzazione.<\/strong> <strong>Problema che riguarda da vicino la scienza e l\u2019innovazione tecnologica,\u00a0 che non sono pi\u00f9 ambiti di pertinenza esclusiva delle comunit\u00e0 scientifiche<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>4)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il Paese ha un disperato bisogno di quella che ho definito pi\u00f9 volte (e in tempi non sospetti) una <strong>nuova cultura della comunicazione sviluppata e orientata alla condivisione, al servizio, alla trasparenza, all\u2019accesso, alla semplificazione, alla partecipazione, all\u2019inclusione, al coinvolgimento<\/strong> (-&gt;comunicazione per la cittadinanza). Una cultura della comunicazione funzionale alla mediazione del conflitto, dimensione connaturata ai sistemi sociali e organizzativi<strong>. Una nuova cultura della comunicazione \u2013 \u00e8 bene precisarlo &#8211;\u00a0 non astratta o teorica, bens\u00ec fondata su processi metodologicamente rigorosi di valutazione e monitoraggio delle azioni, delle strategie, delle politiche messe in campo<\/strong>. <strong>Una nuova cultura della comunicazione che \u2013 sembra banale ma non lo \u00e8 \u2013 deve essere \u201ccostruita\u201d sui destinatari<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>5)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>Senza legalit\u00e0 non ci pu\u00f2 essere crescita<\/strong>. <strong>La crescita \u00e8 questione cruciale che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere spiegata e\/o gestita ricorrendo al solo paradigma economicistico<\/strong> (la globalizzazione l\u2019ha ampiamente dimostrato). <strong>Esiste una \u201cquestione culturale\u201d che si pone al di l\u00e0 del quadro giuridico, normativo e deontologico-professionale e che chiama in causa la libert\u00e0 e, con essa, la responsabilit\u00e0 (concetti relazionali, <\/strong>lo ripetiamo ancora una volta<strong>) degli attori sociali, individuali e collettivi<\/strong>: <strong>il civismo, l\u2019educazione alla cittadinanza, un\u2019etica condivisa e un modello culturale e identitario forte sono \u201cdispositivi\u201d fondamentali per la stessa sopravvivenza dei sistemi sociali e organizzativi<\/strong>. Anche, e soprattutto, perch\u00e9 <strong>etica e morale non si impongono.<\/strong> Si tratta di processi che \u2013 come detto \u2013 chiamano in causa molteplici variabili e richiedono profili e competenze costruite sul campo. <strong>La \u201cvera\u201d prevenzione si fa, si costruisce a scuola e servono politiche (lungo periodo).<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>6)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>Scuola e Universit\u00e0 hanno un ruolo strategico a tutti i livelli<\/strong> (non mi stancher\u00f2 mai di gridarlo), a maggior ragione nel complesso e ambizioso progetto di rendere concretamente, nei fatti, la <strong>cultura il pi\u00f9 prezioso \u201cagente\u201d di sviluppo e innovazione<\/strong>. Ma, anche in questo caso, <strong>se non si lavorer\u00e0 sul ricreare una cinghia di trasmissione tra i due sistemi, le criticit\u00e0 strutturali non saranno modificate<\/strong>. A conferma di quanto detto, arrivano i dati del Consiglio Universitario Nazionale, poi ripresi dal Censis, riguardanti le matricole iscritte all\u2019universit\u00e0 che, nel 22% dei casi sbagliano la scelta del corso di laurea; dati che parlano in maniera chiara, denunciando <strong>una delle carenze strutturali pi\u00f9 gravi del nostro paese: l\u2019assenza di politiche di orientamento nelle scuole<\/strong>. <strong>Scuola e universit\u00e0 non dialogano, oltre a conoscere ancora poco i destinatari principali delle loro azioni.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>7<strong>)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il rischio di un\u2019innovazione tecnologica senza cultura<\/strong>. Anche su questo aspetto sono tornato a pi\u00f9 riprese. Mi limito a ribadire che <strong>parlare di inclusione, cittadinanza, democrazia digitale senza tentare almeno di contrastare fenomeni e processi che le rendono difficilmente realizzabili, equivale al legittimare un contesto storico sociale sempre pi\u00f9 segnato da disuguaglianze di carattere conoscitivo e culturale<\/strong>. In fondo <strong>lo stesso discorso pu\u00f2 essere fatto per la questione \u2013 assolutamente importante \u2013 del \u201cmerito\u201d che, nella sua centralit\u00e0, se non viene incrociato con altre variabili rischia di essere e di riguardare il merito di coloro che hanno pi\u00f9 opportunit\u00e0 in partenza di accesso all\u2019istruzione, alla conoscenza, alla cultura<\/strong>. Finch\u00e9 non sar\u00e0 garantita (almeno ci si provi!) <strong>l\u2019eguaglianza delle condizioni di partenza,<\/strong> <strong>parlare di \u201cmerito\u201d e di \u201cmeritocrazia\u201d rischia di diventare pura retorica. Ancora una volta la scuola, anche pi\u00f9 dell\u2019universit\u00e0, \u00e8 fondamentale: abbiamo bisogno di \u201cteste ben fatte\u201d (Montaigne),<\/strong> <strong>di giovani cittadini formati al pensiero critico, coscienti dei propri diritti ma anche, e soprattutto, dei propri doveri<\/strong>; <strong>coscienti di appartenere ad una comunit\u00e0<\/strong>: a tal proposito, il pensiero corre a quei quasi 5 milioni di volontari, testimonianza esemplare di quella che ho chiamato <strong>\u201cla comunicazione del fare\u201d, opposta, antitetica, ad una \u201ccomunicazione del dire\u201d (Dominici),<\/strong> <strong>funzionale soltanto alla costruzione di una buona immagine\/reputazione.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>8)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>Tutte le \u201cdimensioni\u201d precedentemente prese in considerazione non possono non essere inquadrate in un discorso e in un\u2019ottica pi\u00f9 generali di rilancio in grande stile degli studi umanistici e della ricerca in area umanistica<\/strong>: <strong>un settore fin troppo penalizzato, per non dire umiliato, sia a livello di istruzione (basti pensare anche alla recente vicenda delle ore di insegnamento di filosofia nelle scuole\u2026) che di formazione universitaria, dove la ricerca nelle aree delle scienze sociali e umanistiche, oltre ad essere poco finanziata (utilizzo un eufemismo), nella percezione collettiva non viene considerata \u201cricerca\u201d<\/strong>. Da questo punto di vista, <strong>\u00e8 di vitale importanza che si superi la sterile, improduttiva e fuorviante separazione dicotomica tra le cd. \u201cdue culture\u201d, quella scientifica e quella umanistica,<\/strong> <strong>che non pu\u00f2 non passare per un generale ripensamento delle aporie caratterizzanti il rapporto tra teoria e ricerca, tra teoria e prassi<\/strong>, <strong>tra natura e cultura etc<\/strong>.<\/p>\n<p>[<strong>Non posso nascondere come, a distanza di vent\u2019anni, nulla sia cambiato in tal senso (e mi fa sempre un certo effetto)\u2026le torri d\u2019avorio, che presidiano i territori dei saperi e delle competenze, sono ancora l\u00ec e l\u2019innovazione tecnologica non ne ha modificato logiche e dinamiche. Questione culturale e di culture organizzative. La realt\u00e0 \u00e8 complessa ma continuiamo a guardarla con la lente del <em>determinismo monocausale<\/em>: un tema cruciale che seguo da sempre e di cui ho riparlato anche in una ricerca del 2009 che, tra le varie questioni, trattava quelle del rischio, della vulnerabilit\u00e0 e della razionalit\u00e0 limitata dei sistemi].<\/strong><\/p>\n<p>Da questo punto di vista \u2013 lo ribadiamo con forza \u2013 i<strong>n un momento in cui una delle \u201cnarrazioni\u201d dominanti, non soltanto nelle arene mediatiche, \u00e8 quella che afferma<\/strong> <strong>l\u2019inutilit\u00e0 di tutto ci\u00f2 che \u00e8 \u201cteoria\u201d e \u201cpensiero\u201d (non posso soffermarmi, ma ci torner\u00f2 ancora una volta, sull\u2019importanza vitale della filosofia e della logica e, pi\u00f9 in generale, degli studi umanistici, per la formazione del coscienza e del \u201cpensiero critico\u201d nelle giovani generazioni)\u2026conta solo la \u201cpratica\u201d, solo le soluzioni e non i problemi, solo le risposte e non le domande: ebbene, anche per ci\u00f2 che concerne la ricerca scientifica \u2013 quindi, non soltanto le diverse attivit\u00e0 all\u2019interno di sistemi sociali e organizzazioni \u2013 non esiste attivit\u00e0\/procedura\/pratica\/esperimento\/prassi che non siano concettualmente e teoricamente orientati. Sembrerebbe scontato ma non cos\u00ec, si tratta di una \u201cconvinzione\u201d estremamente diffusa che si accompagna ad un\u2019altra \u201ctendenza\u201d \u2013 a mio avviso \u2013 estremamente preoccupante: la produzione e diffusione di analisi e spiegazioni dei fenomeni, in molti casi, esclusivamente descrittive, con una lettura talvolta superficiale dei \u201cdati\u201d\u2026ma i dati \u2013 come ben sanno coloro che li utilizzano \u2013 \u201cnon parlano mai da soli\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In conclusione, non \u00e8 inutile ribadire come <strong>la CULTURA potr\u00e0 davvero rivelarsi il vol\u00e0no del cambiamento solo e soltanto se, oltre agli investimenti (necessari), saranno attuate POLITICHE per allargare sempre di pi\u00f9 la base di chi pu\u00f2 avere ACCESSO e, soprattutto, pu\u00f2 elaborare CONOSCENZA (centralit\u00e0 strategica di Scuola, istruzione, educazione e, ad un livello successivo, Universit\u00e0). Altrimenti, <em>sar\u00e0 ancora una volta una cultura delle \u00e9lite per le \u00e9lite\u2026un\u2019occasione per pochi<\/em>. La cultura \u2013 e l\u2019accesso alla conoscenza e al sapere condiviso (2003) \u2013 oltre che motore della crescita, dev\u2019essere agente di democratizzazione e di cittadinanza! Affinch\u00e9 ci\u00f2 avvenga occorre ripensare anche il rapporto tra saperi e politica, tra cultura e politica, tra scienza e comunicazione.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alcuni \u201cpercorsi\u201d di lettura per chi volesse approfondire ulteriormente\u2026ogni lettura, come sempre, ne aprir\u00e0 altri perch\u00e9 la tensione e la ricerca \u00e8 costante\u2026 e non pu\u00f2 essere altrimenti:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>&#8211; \u00a0B.Arpaia, P.Greco, <em>La cultura si mangia<\/em>, Guanda, Parma 2013<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; B.Bortolotti, <em>Crescere insieme. Per un\u2019economia giusta<\/em>, Laterza, Roma-Bari 2013.<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; M.Bucchi, <em>Scienza e societ\u00e0<\/em>, Raffaello Cortina Ed., Milano 2010.<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; P.Dominici (2005), <em>La comunicazione nella societ\u00e0 ipercomplessa. Condividere la conoscenza per governare il mutamento<\/em>, FrancoAngeli, Milano 2011.<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; P.Dominici (2010), <em>La Societ\u00e0 dell\u2019irresponsabilit\u00e0<\/em>, FrancoAngeli, 2014<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; P.Dominici, <\/strong><strong><em>La modernit\u00e0 complessa tra istanze di emancipazione e derive dell\u2019individualismo<\/em><\/strong><strong>, in \u00abStudi di Sociologia\u00bb, n\u00b03\/2014, Vita &amp; Pensiero, Milano 2014.<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; U.Mattei, <em>Il benicomunismo e i suoi nemici<\/em>, Einaudi, Torino 2015.<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; M.Magatti, C.Giaccardi, <em>Generativi di tutto il mondo unitevi! Manifesto per la societ\u00e0 dei liberi<\/em>, Feltrinelli, Milano 2014.<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; M.Nussbaum, <em>Non per profitto<\/em>, Il Mulino, Bologna 2011.<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; M.Nussbaum, <em>Coltivare l\u2019umanit\u00e0<\/em>, Carocci, Roma 1999.<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; \u00a0S.Rodot\u00e0, <em>Solidariet\u00e0. Un\u2019utopia necessaria<\/em>, Laterza, Roma-Bari 2014<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; G.Solimine, <em>Senza sapere. Il costo dell\u2019ignoranza in Italia<\/em>, Laterza, Roma-Bari 2014<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; S.Settis, <em>Azione popolare. Cittadini per il bene comune<\/em>, Einaudi, Torino 2014<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; C.A. Viano, <em>Etica pubblica<\/em>, Laterza, Roma-Bari 2002<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Epilogo* (testo allegato anche ad altri contributi)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Come ripeto da anni: non bastano \u201ccittadini connessi\u201d, servono cittadini criticamente formati e informati, educati alla cittadinanza e non alla sudditanza\u2026per abitudine culturale; cittadini in possesso di competenze non soltanto tecniche e\/o digitali, educati e formati al \u201cpensiero critico\u201d ed alla complessit\u00e0. A tal proposito, adesso anche qualche tecno-entusiasta &#8211; etichetta per indicare i moderni \u201cintegrati\u201d &#8211; inizia finalmente ad affermare che il problema \u00e8 culturale, non tanto di infrastrutture. In tal senso, una cittadinanza \u201cvera\u201d, attiva e partecipe del <em>bene comune<\/em> e, pi\u00f9 in generale, il cambiamento culturale profondo sono sempre il \u201cprodotto\u201d complesso, da una parte, di processi e meccanismi sociali che devono partire \u201cdal basso\u201d, dall\u2019altra, dell\u2019azione di quella societ\u00e0 civile e di quella sfera pubblica, attualmente assorbite e fagocitate dalla politica, che ha tolto loro autonomia (qualche anno fa parlai di \u201csfera pubblica ancella del sistema di potere\u201d). Servono politiche (lungo periodo) progettate e realizzate con una prospettiva sistemica (dimensione assente). Altrimenti, serviranno a poco anche processi inclusivi e dinamiche (concretamente) partecipative, attivate da una Pubblica Amministrazione \u2013 questa la speranza e l\u2019auspicio \u2013 divenuta, nel frattempo, sempre pi\u00f9 trasparente ed efficiente.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Approfitto per segnalare, tra le iniziative degne di nota, riguardanti le complesse questioni dell\u2019ACCESSO, della CITTADINANZA e, pi\u00f9 in generale, della societ\u00e0 della conoscenza: <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Art.34-bis #art34bis : Accesso ad Internet come \u201cdiritto sociale\u201d <\/strong><a href=\"http:\/\/www.art34bis.it\/\"><strong>http:\/\/www.art34bis.it\/<\/strong><\/a><\/li>\n<li><strong>Per un FOIA #foia4italy (Freedom of Information Act) italiano <\/strong><a href=\"http:\/\/www.foia.it\/\"><strong>http:\/\/www.foia.it\/<\/strong><\/a><\/li>\n<li><strong><em>Internet Bill of Rights<\/em> #BillofRights : verso una Costituzione della Rete <\/strong><a href=\"http:\/\/bit.ly\/1qcmcn1\"><strong>http:\/\/bit.ly\/1qcmcn1<\/strong><\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La <strong>cultura<\/strong> &#8211; lo ripetiamo &#8211; \u00e8 variabile strategica in tutti questi processi: <a href=\"http:\/\/bit.ly\/1FPZRp3\"><strong>\u201cfattore tecnologico\u201d\u00a0 e \u201cfattore giuridico\u201d da soli non bastano<\/strong><\/a> per determinare il cambiamento\u2026<strong>quel cambiamento e quell\u2019innovazione reale che, se tali, non possono \u201cessere per pochi\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0P.S. Riutilizzate e condividete i contenuti, ma citate sempre le FONTI. Copiare\/riutilizzare senza citare \u00e8 una grave scorrettezza (oltre che un reato)<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Parte di questo contributo \u00e8 stato pubblicato sul blog \u201cFuori dal Prisma\u201d &#8211; N\u00f2va24, Il Sole 24Ore (2014)\u2026percorsi di ricerca dal\u201995<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi decenni, la cultura \u00e8 stata narrata\/raccontata, non solo dalla politica, e percepita dalle opinioni pubbliche, soprattutto come un \u201clusso\u201d che non ci potevamo pi\u00f9 consentire; tagli ingenti e (contro)riforme continue (allora, abbiamo parlato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2498,"featured_media":6659,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[30],"tags":[284,278,280,365,357,283,367,208,358,363,368,360,289,327,361,362,189,298,364,359,23,366,331],"class_list":["post-6657","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-opinioni","tag-complessita","tag-comunicazione","tag-condivisione","tag-cooperazione","tag-cultura","tag-educazione","tag-familismo-amorale","tag-innovazione","tag-istruzione","tag-le-due-culture","tag-legalita","tag-pensiero-critico","tag-questione-culturale","tag-resilienza","tag-sapere-condiviso","tag-saperi","tag-scuola","tag-tecnologia","tag-torri-davorio","tag-umanesimo","tag-universita","tag-utopia","tag-vulnerabilita"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v21.1 (Yoast SEO v27.4) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>La CULTURA: \u201cmotore\u201d del cambiamento e agente di cittadinanza. 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Professional trainer, he is Visiting Professor at the Universidad Complutense of Madrid and has held lectures and conferences in numerous national and international universities. Scientific Director of the Complexity Education Project and Director (Scientific Listening) at the Global Listening Centre. He is a member of the MIUR Register of Auditors and of the WCSA (World Complexity Science Academy), and is a member of national and international scientific committees. He has been dealing with complexity and systems theory for twenty years with particular reference to complex organizations and issues concerning education, innovation, citizenship, democracy, public ethics. He is the author of numerous scientific publications, including: Per un etica dei new-media (1998); Communication in the hypercomplex society (2011); Inside the Interconnected Society: Ethical Perspectives for a New Ecosystem (2014); Communication and social production of knowledge. A new contract for the Society of Individuals (2015); The Post-Humanist Utopia and the Search for a New Humanism for the Hypercomplex Society (2016); For an Inclusive Innovation. Healing the fracture between the human and the technological (2017).","sameAs":["http:\/\/pierodominici.nova100.ilsole24ore.com\/","https:\/\/www.facebook.com\/DominiciJBB","https:\/\/www.linkedin.com\/in\/piero-dominici-6a596545\/","https:\/\/x.com\/@dominicipi"],"url":"https:\/\/www.statigeneralinnovazione.it\/en\/author\/dominicipierogmail-com\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.statigeneralinnovazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6657","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.statigeneralinnovazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.statigeneralinnovazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.statigeneralinnovazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2498"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.statigeneralinnovazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6657"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.statigeneralinnovazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6657\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.statigeneralinnovazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6659"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.statigeneralinnovazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6657"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.statigeneralinnovazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6657"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.statigeneralinnovazione.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6657"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}