La Fantasia Aumentata degli Eredi di Foiso Fois

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Io non ho mai creduto alle coincidenze, ma evidentemente loro credono in me, perché continuano ad inseguirmi.

Giusto sabato scorso ero a Foligno presso l’Ente Giostra della Quintana con un folto gruppo di studenti e giovani per l’incontro di avvio di un promettente progetto di alternanza scuola-lavoro a forte vocazione culturale. Esortandoli a cercare sempre di indovinare il futuro per evitare di acquisire competenze morte o moribonde, mi raccomandavo di non dare mai retta al riguardo ai tecnologi come me, sempre afflitti da miopia da troppo amore verticale per la propria specialità. Piuttosto, è molto più fruttuoso seguire poeti, scrittori di fantascienza e gli artisti in genere. Sono loro i visionari che spesso immaginano il futuro prima degli altri. Su questa linea ci siamo divertiti abbastanza a giocare con Italo Calvino e i mestieri inesistenti delle città invisibili. Digitali, ovviamente.

Per una delle tante piccole coincidenze che costellano le nostre vite, alcuni dei messaggi che stavo ignorando mentre parlavo provenivano dal Liceo Artistico di Cagliari, dove si era appena svolta la celebrazione del decennale della sua intitolazione al pittore, critico d’arte e saggista Foiso Fois, che ne è stato preside per tanti anni. Invece di accontentarsi del solito convegno con gli interventi, magari interessanti e magari no, di qualche esperto, il LAC ha scelto di agire come una comunità. Studenti e insegnanti hanno creato un piccolo monumento digitale per trasmettere e tramandare il lascito ideale di Foiso Fois. Non so se loro lo vedano in maniera pienamente cosciente in questo modo o no, ma di certo è quello che hanno fatto. Specialmente se questo piccolo gioiello – andatelo a vedere perché è veramente ben fatto e interessante – continuerà a essere aggiornato e arricchito dalle prossime generazioni di studenti del Foiso Fois. La scuola come comunità che diventa monumento grazie al digitale, prendendo in prestito una bella intuizione di Marco Di Paolo, nostro socio e insegnante presso il Convitto Nazionale “Mario Pagano” di Campobasso. Molto carina la sezione in realtà aumentata, all’interno della quale gli studenti “giocano” con le opere del maestro. E’ una possibilità espressiva che i ragazzi e i loro insegnanti hanno scoperto lo scorso anno grazie alla prima edizione del concorso “Crowddreaming: i giovani co-creano cultura digitale”, cui come SGI abbiamo dato un grosso contributo all’interno delle attività svolte per la Digital Cultural Heritage, Arts & Humanities School. Fa piacere vedere che alcuni dei semi piantati germogliano. E, personalmente, non sono sorpreso del fatto che i semi digitali germoglino prima nei licei artistici. Dovrebbe essere uno spunto di riflessione per chi spesso penalizza questo tipo di scuole “improduttive”.

Dalle pagine di questo piccolo monumento digitale a Foiso Fois emerge una chicca che ci riporta a quanto raccontavo ai ragazzi di Foligno. Ecco cosa scriveva un pittore nel 1969:

“La tecnica e i laboratori scientifici suggeriscono d’altronde altre creazioni artistiche: gli ologrammi per esempio.
Con gli ologrammi si possono ottenere fotografie tridimensionali da utilizzare nei giornali televisivi,
(Il giornale televisivo è di gran lunga il mezzo informativo preferito dalle masse),
tanto più che oggi il dialogo fra l’uomo e la macchina si sta diffondendo e si allargherà sempre di più quando per esempio al “Computer” (cervello elettronico) programmato, si darà la possibilità, con gli spettrogrammi (fotografie dalla voce umana), di rispondere con la parola anziché coi segni grafici”.

Da un testo di Foiso Fois pubblicato su “La figura disegnata”, Cagliari, Aprile 1969

Ora chiedo a Siri cosa ne pensa…