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Editoriale “Miglioriamo l’Agenda Digitale”

Dopo l’approvazione del decreto Crescita 2.0 da parte del Consiglio dei Ministri, siamo ancora in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e quindi del testo definitivo. Il decreto Crescita 2.0 ha incluso i provvedimenti in tema di Agenda Digitale che era stato preannunciato confluissero nel “decreto Digitalia”, un decreto organico e focalizzato sui temi sviluppati dai gruppi di lavoro della Cabina Regia dell’Agenda Digitale. Basato su una strategia complessiva, declinata in piani di breve e medio termine. Non è stato così.
Da più parti questa mancanza di fondo, strategica, è stata sottolineata. Ad esempio, negli articoli delle riviste online di ForumPA ed Egovnews. || Read more

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In attesa che il decreto Digitalia espliciti gli indirizzi del governo per lo sviluppo nel nostro Paese delle Smart City/Community, le amministrazioni stanno iniziando a muoversi, anche sulla spinta dell’Unione Europea e con il supporto dell’Anci, che ha avviato il suo “Osservatorio Smart City”. Dopo Genova, Torino, Bari, Venezia stanno avviando iniziative per rendere “Smart” le città anche Napoli, Reggio Emilia, Milano, Bologna, Piacenza e così via le altre.

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Il concetto di smart city inizia a precisarsi, in modo condiviso, nei diversi rapporti, pubblicazioni, convegni, progetti, e si orienta verso una visione interdisciplinare di integrazione di ecosistema urbano e digitale finalizzata al miglioramento della qualità della vita. Il dibattito rimane però confinato soprattutto tra gli addetti ai lavori  e si svolge con il rischio di assumere che l’evoluzione sia politicamente neutra
Convergendo su una definizione condivisa di “smart city”
Negli ultimi mesi da più parti sono stati profusi sforzi per precisare e incardinare ilconcetto di smart city su assi chiaramente interdisciplinari e orientati ai bisogni dei cittadini, intesi come “city user”. L’equivalenza tra città digitale e “città intelligente” è ormai chiaramente additata come estrema distorsione e anche la scelta operata dalla cabina di regia per l’Agenda Digitale Italiana di adottare il termine “Comunità Intelligente” va proprio nel senso di centrare l’attenzione sull’aspetto sociale in cui devono porsi la visione, gli obiettivi, le azioni. Guardando solo alle ultime settimane, tra le altre segnalo quattro iniziative significative in questa direzione: un’intervista a Salvatore Iaconesi, l’uscita dell’ultimo libro di Andrea Granelli, il rapporto di Ambrosetti per ABB, l’avvio del progetto “Roma Smart City”.

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scritto da su Comunicati stampa, Eventi

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Si è conclusa ieri, 26 settembre, la giornata promossa da Stati Generali dell’Innovazione per costruire un percorso partecipato che tenga insieme associazionismo, forze imprenditoriali, istituzioni e tutti gli stakeholder della città metropolitana. Con l’obiettivo di avanzare una proposta alla città nel segno della sostenibilità e dell’innovazione.

È, questa, la sostanza del progetto “Roma Smart City” lanciato ieri al Parco Regionale dell’Appia Antica, che ha visto confrontarsi professionisti, studenti, esponenti di varie organizzazioni.

La giornata (attraverso quattro open talk su trasparenzacreativitàpartecipazioneresilienza e sostenibilità, e decine di esperienze in plenaria) ha consentito di individuare le linee guida del progetto verso Roma smart city attraverso un documento programmatico messo a punto su piattaforma wiki (disponibile e integrabile sul sito dell’associazione).

I prossimi passi prevedono un confronto con le istituzioni e successivamente con i candidati a Sindaco della città metropolitana sul documento programmatico, oltre all’avvio d’iniziative per valorizzare e integrare le esperienze già in atto a Roma su cui s’intende sviluppare una mappatura geo-referenziata.

Nasce così un nuovo soggetto che si propone di descrivere un percorso virtuoso per il futuro di Roma e allo stesso tempo costituire un luogo di elaborazione, di confronto e di azione– spiega Flavia Marzano, presidente di Stati generali dell’innovazione – In grado, così, da essere punto di riferimento per proposte e attività sul territorio per sviluppare sul campo il principio della Smart City.

Alla giornata hanno partecipato ForumPA, AURIS, Università La Sapienza -CATTID, AIF Lazio, Nuova Ecologia, Urban Experience, Coordinamento Comitati NoPUP, ReteCamere, Biennale Spazio Pubblico, Ordine Architetti di Roma, Istituto Nazionale di Architettura, Transition Town Appio Latino, UnaCittà, Corviale Domani, Accademia Nazionale Sportiva, Demote, Corrente Rosa, BIC Lazio, Selex Elsag, Consorzio Area Tiberina, Istituto Europeo di Servizi, Spazi dell’anima-Scuola popolare di filosofia, Federservizi, rappresentanti del MIUR, del Comune di Genova, delle istituzioni locali e dell’ANCI.

scritto da su Eventi, Novità

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Nell’ambito dell’Open Assemblea dell’associazione Stati Generali dell’Innovazione venerdì sera 21 settembre, alle ore 21,30, presso il CEUB (Centro Residenziale Universitario) di Bertinoro, si svolgerà un Talk Show d’eccezione: una conversazione condotta da Carlo Massarini con alcuni protagonisti dell’innovazione in Italia nell’arco di due generazioni (tra cui Renato Parascandolo ex direttore di RAI Educational e ideatore di Mediamente; Giampaolo Amadori, amministratore delegato di CEUB e di Fondazione Alma Mater; Flavia Marzano, presidente di  Stati Generali dell’Innovazione; Frieda Brioschi di Wikipedia; Marco Fratoddi, direttore de La Nuova Ecologia e il giovane divulgatore delle culture digitali Andrea Latino).

Nel trattare di  generazioni dell’innovazione, con i diversi passaggi culturali inscritti nell’evoluzione tecnologica (dal videoclip al web), per esplicitare la scansione temporale saranno proiettati alcuni frammenti di trasmissioni televisive che hanno segnato il ritmo dell’innovazione nell’immaginario collettivo, da Mr.Fantasy che ha caratterizzato gli anni Ottanta alla recente CoolTour, passando ovviamente per Mediamente che dagli Novanta ha aperto una finestra sull’innovazione digitale.

La conversazione tratterà del fatto che il futuro ha una sua storia: una delle potenzialità maggiori è quella di capitalizzare l’esperienza disseminata, cosa che purtroppo non accade  in un Paese come l’Italia che perde competitività perché disperde know how.

Il format del talk show si basa su una serie di set dinamici, propri di una conversazione serrata e incalzata dai tweet (proiettati in una tag cloud sul palco) che permetterà di coinvolgere nei set anche i protagonisti presenti in sala.

#sginnovazione