Approvato il #FOIA, prime considerazioni in attesa del testo

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Il CdM del 16 maggio ha quindi approvato il decreto che introduce, citando il comunicato stampauna nuova forma di accesso civico ai dati e documenti pubblici equivalente a quella che nel sistema anglosassone è definita Freedom of information act (FOIA), che consente ai cittadini di richiedere anche dati e documenti che le pubbliche amministrazioni non hanno l’obbligo di pubblicare“.

Ancora non è disponibile il testo, ma da quanto viene affermato nel comunicato stampa sembra che siano confermati gli impegni presi dalla ministra Madia anche nell’incontro che abbiamo avuto il 29 aprile come delegazione di #Foia4Italy, con l’accoglimento dei “punti irrinunciabili” presentati durante l’audizione alla Camera.

In particolare, leggiamo nel comunicato stampa, “sono state accolte le condizioni poste dalle commissioni parlamentari nei loro pareri e sono state recepite gran parte delle osservazioni avanzate dalla Conferenza Unificata, dal Consiglio di Stato e dal Garante per la protezione dei dati personali. In particolare, in tema di accesso civico è stato eliminato l’obbligo di identificare chiaramente dati o documenti richiesti, è stata esplicitata la prevista gratuità del rilascio di dati e documenti, è stato stabilito che l’accoglimento o il rifiuto dell’accesso dovranno avvenire con un provvedimento espresso e motivato, è stato previsto che l’accesso è rifiutato quando è necessario evitare un pregiudizio concreto alla tutela di uno degli interessi pubblici o privati indicati“.

Aspettando il testo, e sperando di non avere sorprese negative, si tratta di revisioni profonde rispetto alla versione preliminare del decreto che non sarebbero state possibili, in questa forma, senza la mobilitazione delle oltre 30 associazioni di #Foia4Italy e delle oltre 88mila persone che hanno firmato la petizione per un vero FOIA. Risultato indubbio dell’efficacia della partecipazione e dell’organizzazione dal basso, che vuole farsi esempio anche per il futuro.

Da adesso si avvia, inoltre, la fase più delicata dell’attuazione, e su questo ci aspettiamo che si concretizzi quanto la ministra Madia ci ha assicurato nell’incontro del 29 aprile, e che quindi come associazioni della società civile saremo coinvolte

  • in tutte le fasi di attuazione del decreto, a partire dalle linee guida affidate ad ANAC, anche riportando l’attenzione governativa sul tema delle competenze digitali;
  • nell’istituzione dell’osservatorio sull’accesso all’informazione (che dovrebbe essere previsto nel decreto) di cui dovrebbero far parte rappresentanti delle amministrazioni e della società civile in modo da monitorare l’effettiva applicazione della nuova normativa e proporre eventuali correttivi;
  • a partire dall’esperienza di questo decreto,  e quindi anche delle lezioni apprese su questa prima parte del percorso, per l’avvio di un’attività di definizione di un processo partecipativo che valga da qui in avanti per il FOIA ma che sia da riferimento per i decreti legislativi della riforma della PA, nuovo CAD incluso.

Ma, prima, aspettiamo di valutare attentamente il testo del decreto. Speriamo l’attesa sia breve e non riservi sorprese.